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Complesso edilizio a Castelbellino

Un “luogo centrale” per una realtà urbana priva di centro

Maurizio Piazzini

Intervento: complesso edilizio ‘Nuovo Centro’
Luogo: Castelbellino Stazione (AN)
Progettisti: prog. architettonico: arch. Maurizio Piazzini; prog. strutturale: ing. Leonardo Rossini
Collaboratori: arch. Diego Annibaldi,
ing. Maria Grazia Presutto, arch. Valentina Manzotti
Committente: Real Immobiliare srl
Anno di redazione del progetto: 2002-2003
Anni di esecuzione del progetto: 2003-2006
Costo dell’intervento: 8.000.000,00 euro
Impresa esecutrice: Edilfac srl
Imprese fornitrici: Gagliardini, Vibroedil, Pasquini, Tecnoedil
Dati dimensionali dell’intervento:
Superficie totale di intervento:
mq. 6.508; volume totale mc 16.272
Foto: Giovanni Ghiandoni

L’area su cui è stato realizzato il ‘Nuovo Centro’ è ubicata in prossimità dell’edificio della Stazione di Castelbellino, in posizione centrale rispetto all’omonimo agglomerato urbano.  Prima dell’intervento l’area per la maggior parte era occupata dai capannoni di uno scatolificio dismesso e soltanto per una ridotta zona residua era inedificata. Tra gli edifici confinanti prevalgono le palazzine alte due o tre piani fuori terra, ma vi è anche una scuola elementare alta un piano. Il Piano di Recupero dell’area, avviato nell’anno 2000, ha previsto la completa demolizione degli edifici preesistenti con contestuale riconversione delle funzioni orientata sulle attività terziarie e sulla residenza, ed ha impostato in termini di radicale rinnovamento il problema dei rapporti con la realtà storica ed attuale dell’intorno urbano in cui l’intervento si colloca. L’Amministrazione Comunale si è dimostrata interessata all’opera di riqualificazione urbana proposta dall’operatore privato, per cui, nel suo insieme, la realizzazione del “Nuovo Centro” ha rappresentato un esempio – non frequente in queste dimensioni in un piccolo Comune – di positiva cooperazione tra soggetto pubblico e privato. Partendo dalle indicazioni del Piano di Recupero, l’obiettivo dichiarato dell’intervento – fin dalla sua denominazione – è stato quello di dotare di un “Nuovo Centro” l’agglomerato urbano di Castelbellino-Stazione che – come quasi tutti gli aggregati di questo tipo sorti negli ultimi cinquant’anni – è del tutto sprovvisto di luoghi qualificabili come “centrali”. Al raggiungimento dell’obiettivo contribuisce certamente la scelta di destinare a piazza pubblica pedonale tutti gli spazi aperti del piano terra ed a parcheggi pubblici una parte rilevante del piano interrato; come pure certamente concorrono allo stesso scopo le destinazioni commerciali e terziarie, le zone porticate e l’ubicazione prossima alla Stazione, la cui funzione sarà rivitalizzata con la futura ‘Metropolitana di superficie’. Non è irrilevante notare che, proprio per queste ragioni, si sia a lungo lavorato all’ipotesi, poi – purtroppo – sfumata, di localizzare qui la costruenda  chiesa di Castelbellino Stazione. Tuttavia, il ruolo più importante per la costruzione del “luogo centrale” è stato svolto dal rapporto con la morfologia urbana. Infatti, non essendo reperibile nella storia anteriore al ‘900 di questa parte del territorio di Castelbellino alcuna traccia utile, il progetto del ‘Nuovo Centro’ ha preso le mosse dalla lettura dei caratteri del tessuto insediativo recente che circonda l’area dell’intervento. La trama di questo tessuto – generalmente privo di carattere e di qualità architettonica – appare come una maglia all’incirca ortogonale con orientamento prevalente nel senso degli assi cardinali, lo stesso degli elementi che sembrano averla condizionata: da un lato le linee orizzontali (est-ovest) della ferrovia, della via Clementina-ex 76, delle curve di livello, dall’altro la verticale (nord-sud) della strada provinciale che attraversa l’Esino. Pertanto, nell’area oggetto dell’intervento sono state individuate due rette con andamento simile a quello prevalente all’intorno, due rette tra loro para-ortogonali che rappresentano le direttrici della continuità e dell’integrazione del nuovo intervento con il tessuto circostante. L’intersezione para-ortogonale dei due assi principali (una coppia che allude a quella antica del cardo-decumanus senza averne la rigidità) individua un luogo evidentemente “centrale” rispetto al tessuto: infatti, mentre per forma e dimensione degli edifici e degli spazi aperti questo luogo viene percepito come “diverso e particolare” ed evoca un ordine formale che non si ritrova all’intorno, per altro verso esso si radica nella trama che domina tutto il tessuto circostante di Castelbellino-Stazione attraverso le direttrici che ne hanno orientato la organizzazione. I volumi in cui si articola l’insieme hanno le pareti allineate di volta in volta secondo l’uno o l’altro dei due assi principali ovvero secondo l’una o l’altra delle rette ad essi ortogonali. In questo modo, per virtù “geometrica”, l’area diviene il luogo in cui le più o meno lievi divergenze che ora casualmente contrassegnano il tessuto dell’intero aggregato urbano si riconoscono e si ricompongono in un disegno di cui si percepisce la coerenza interna ma anche il rapporto con l’intorno. Alla quota di 97,5 sul l.m. (all’incirca la stessa del terreno preesistente) vi è il piano della piazza, sotto alla quale è localizzata una grande autorimessa destinata sia a parcheggi pubblici che a box privati. Dallo spazio pedonale unitario emergono quattro edifici con porticati. In proiezione planimetrica, due hanno la forma di parallelogrammi mentre gli altri due edifici sono doppi rettangoli tra loro sfalsati ed allineati, rispettivamente, secondo uno degli assi principali e secondo la perpendicolare all’altro: da tale divaricazione vengono generati gli spazi porticati. Le coperture dei quattro edifici sono a piano inclinato con il vertice (punto più elevato) in corrispondenza dello spazio centrale, ma con differenti quote di imposta. Il manto di copertura è in lamiera metallica e si protende anche sopra i volumi aggettanti, mediante una tettoia inclinata in struttura leggera (ferro e legno). Lo spazio pubblico pedonale è continuo, si estende attraverso i porticati anche al di sotto degli edifici ed avrebbe dovuto essere contrassegnato dalla presenza di specchi d’acqua con andamento longitudinale, a sottolineare le direttrici dei due assi principali. In fase di realizzazione, gli specchi d’acqua sono stati sostituiti da rettangoli pavimentati con ciottoli di fiume. La pavimentazione della piazza è in pietra calcarea pugliese.

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