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Contenitore di idee

Ampliamento dello showroom Schola

Intervento: ampliamento di showroom con collegamento al magazzino-
esposizione Gagliardini srl
Luogo: Monteroberto (AN)
Progettisti: Nazzareno Petrini, architetto, progetto architettonico;
Giancarlo Ercoli, architetto, allestimento interni
Committente: Gagliardini srl, Monteroberto (AN)
Anno di redazione del progetto: 1997
Anno di esecuzione dell’intervento: 1998
Imprese esecutrici: Abaco Costruzioni srl, Cupramontana (AN); Omac srl,
Osimo (AN), carpenteria metallica; Ubertini snc, Castelplanio (AN), infissi
Dati dimensionali: superficie: 230 mq su un piano
Caratteristiche tecniche particolari:  edificio costruito con struttura
portante in c.a. e acciaio, solai in laterocemento; tamponamento in
laterizio con vetrate in alluminio; lattoneria e parte della copertura realiz-
zate con lastre di zinco

 

L’edificio nasce dalla necessità di collegare l’ampio magazzino-esposizione con il recente intervento di ristrutturazione eseguito nello showroom Schola.
L’obiettivo è di dotare l’azienda di un nuovo spazio di vendita, inteso come contenitore di idee in continuo mutamento, caratterizzato da un’estrema flessibilità d’uso e da un’immagine “soft” in cui le valenze puramente commerciali possano esprimersi liberamente, uscendone anzi rafforzate.
La conformazione planimetrica definisce uno spazio semicircolare che raccoglie, anche visivamente, il nuovo ingresso dell’azienda.
La necessità di individuare un assetto consono all’attuale sistemazione, ha indotto il progetto a misurarsi con il recupero di due manufatti singolarmente differenti, per creare un’architettura densa di valori propri, che non alterasse tuttavia intenzionalmente l’identità degli ambienti esistenti.
La valenza architettonica allusiva e suggestiva della struttura trova un corrispettivo nell’uso di materiali freddi e leggeri dal punto di vista dell’impatto visivo, ma al tempo stesso di forte effetto: un’accurata carpenteria in acciaio sostiene una vetrata filtrata da un ampio aggetto rivestito con lastre di zinco patinato.
L’apparente precarietà dell’intervento permette di leggere nella sua interezza l’unitarietà dell’insieme preesistente, disegnato assegnando agli spazi espositivi, un’immagine architettonica precisa che non per questo prevarica i prodotti da esporre.
La stereometrica semplicità dei volumi – contraddistinti da superfici in cemento e pareti intonacate – consente infatti di soddisfare efficacemente le esigenze espositive.
L’uso di superfici e tinte neutre per pareti, pavimenti e soffitti (gradazioni di grigi caldi/freddi), l’essenzialità delle strutture espositive in ferro e legno (leggere e facilmente manovrabili), la flessibilità del sistema di illuminazione artificiale, sono tutti elementi concorrenti a individuare una gestione pratica e veloce dello spazio che faciliti la sua fruizione anche dall’esterno, grazie alla forte caratterizzazione.
Il risultato finale è una mostra/evento che diviene strumento sistematico di comunicazione e informazione, oltre che di rappresentazione fisica dei prodotti e delle tecnologie ad essi connesse, in cui gli attuali mezzi informatici svolgono un ruolo primario.