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Cucù contemporanei

Gli orologi di Diamantini&Domeniconi al di là del tempo nel segno del design

 

C’è Cucù che porta Riccio al mare, vanno insieme a vedere le Butterfly. Solo ora, nel fiume passa Catino, mentre arrivano Tablito e Tablita avvolti in un Gomitolo. Ci vediamo sulla rotonda, dicono. “No, meglio se Ci vediamo dietro l’angolo”, risponde Tabla. È così che, immaginando una scena alla Toy Story, prendono la parola i personaggi di Diamantini&Domeniconi, azienda marchigiana di casa a Fossombrone, provincia di Pesaro-Urbino. Protagonisti sono orologi da parete e da tavolo, ceramiche, salvadanai, svuota tasche. Un mondo di oggetti per arredare case colorate, ironiche, gentili. A Milano come a New York, in Cina e in Brasile. Perché gli orologi italiani li vogliono in tutto il mondo: Yoox, Buyvip e tanti siti di shopping on line li hanno adottati, il mitico Conran Shop li ospita a Londra, e il New York Times ne segnala uno, Tabla appunto, tra i regali di Natale insoliti e belli. Nessuno ci crede cheCucùButterflyCatino sono interamente Made in Italy, anzi Made in Marche. Prodotti così si fanno in Cina, per pochi dollari. Poi basta un’etichetta, un packaging intrigante e un bel marchio italiano, e il gioco è fatto. Loro no, Diamantini&Domeniconi producono tutto qui, nell’azienda di famiglia, come raccontano le immagini del video girato a Fossombrone e pubblicato sul nuovo sito. Fuori, più lontano, la spiaggia, i campi e le colline del fanese. Dentro, Moreno che assembla i cucù, Gabriele a piegare la lamiera con la saldatrice, Luigi che taglia le farfalle al laser e Giovanni che le vernicia. Tante belle facce di un’Italia innovativa e coraggiosa, che usa le mani con l’intelligenza del gesto artistico. È la fabbrica, oh yes! 70.000 sono i pezzi prodotti in un anno, 26 i dipendenti, il 65% del fatturato realizzato all’estero, ripartito tra Europa, Giappone, Cina, Canada e Australia. Il segreto? Un’azienda radicata sul territorio e nella storia, fondata nel 1965 per produrre orologi di qualità artigianale e fattura industriale. Prima le tradizionali pendole in legno intarsiato, quelle che battevano le ore nei romanzi di Gadda. Poi, una decina di anni fa, la svolta. Cucù sì, ma di design. L’incontro con architetti, designer, fotografi e artisti internazionali è l’occasione per ripensare il prodotto e l’immagine dell’azienda. Oggetti che segnano il tempo, tanti, colorati, diversi, accomunati dall’ironia e dalla leggerezza. Il primo a raccogliere la sfida è il libanese Pascal Tarabay, che rivoluziona il cucù. Una silhouette che ricorda il profilo dei boschi, in tanti colori ma anche in legno e in metallo, un uccellino rosso che ogni ora esce dal nido, con il suo cinguettio, inconfondibile. Un successo internazionale. Poi è la volta di Juan Carlos Viso, Susanne Philippson, Antonino Sciortino, Enrico Azzimonti, Benedetta e Carlo Tamborini, Fabrica Design Team, e tanti altri designer italiani e stranieri. Ogni progetto è diverso ma tutti giocano con l’archetipo dell’oggetto che scandisce il tempo, e lo sorpassano nel segno del design. Catino gioca a trasformare un semplice oggetto in plastica, senza valore estetico, Cucubo trasforma il tetto di una casetta nel coperchio di una scatola cubica che si apre per la saltuaria necessità di sostituire le batterie, Solo ora è un orologio-specchio-lampada per rimirarsi in un alone di luce colorata e nello stesso tempo dare un’occhiata all’ora. E poi ci sono gli orologi-lavagna con gessetto, come Tablito e Tablita, da appendere al muro o al frigorifero per segnare l’ora, lasciare un messaggio, disegnare i numeri o dar loro un volto. Ecco, sì, sono orologi dal volto umano, personaggi da favola, di quelle che si raccontavano una volta, con maghi, streghe e principesse. Ma hanno forme e colori della contemporaneità, e un’idea di progetto che scavalca il tempo. Forse per questo sono tra gli oggetti di design più amati dai fan di Yoox, perché sono le Toy Stories di oggi, e parlano italiano. Anzi, marchigiano.

Francesca Molteni

  • A sinistra, Cucù, design Pascal Tarabay, 2005. Metallo tagliato a laser in numerose laccature e in diverse essenze lignee. 41 x 9,5 x 81 cm
  • Butterfly, design Susanne Philippson, 2007, in due versioni. Orologio a parete da cui spiccano il volo colorate farfalle
  • proposto in un kit di tre farfalle di diversa forma e dimensione. Lamiera tagliata a laser e acciaio inox super mirror in vari colori. Lamiera laccata
  • Catino, design Lorenzo Damiani, 2011. Orologio da parete in materiale plastico che con semplicità e ironia
  • Sotto, Tablita e Tablito, design Enrico Azzimonti, 2011. Piccolo orologio calamitato a lavagna, completo di gessetto e cancellino magnetico in feltro
  • Ci vediamo alla rotonda e Ti aspetto dietro l’angolo Design, Antonino Sciortino, 2008
  • 7080g Cucubo 2, design Lorenzo Damiani, 2011. Orologio a cucù da tavolo in MDF dai vari colori che reinterpreta l’idea classica della casetta