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Da granaio ad abitazione

Un linguaggio essenziale che recupera i segni del passato

Intervento: ristrutturazione abitazione privata in centro storico
Luogo: Jesi (AN)
Progettisti: progetto architettonico: arch. Susanna Batazzi;
collaboratori: ing. Augusto Catani, ing. Clito Bartolini
Anno di redazione del progetto: 2001
Anno di esecuzione: 2002 – 2003
Costo intervento: euro 40.000
Imprese esecutrici: Consorzio Servizi Vallesina
(edilizia: Impresa Moreschi; termoidraulica: Paolo Barboni);
impianti elettrici: 2A; infissi: Vito Stronati; pavimenti: Renato Sebastianelli;
falegnameria: Maurizio Luminari, Mario Mazzolani; sanitari: Gagliardini srl;
lavori in ferro: Aldo Mercanti, ALME; marmi: Pirani Marmi;
giardino: Rodolfo Tonelli, porta in legno decapato: restauratrice Lucia Caserotti

Foto: Paradisi e Borocci

Il monolocale si trova a Jesi, lungo la via che costeggia le Mura Orientali. Ha una superficie di mq 40 e fa parte di un complesso di tre appartamenti ristrutturati nel 2003. L’edificio oggetto della ristrutturazione, un ex annesso agricolo adibito a stalla e granaio, si sviluppa su due piani, terra e seminterrato. Dall’ingresso che prende la luce naturale dal grande  lucernaio, scendendo la scala in pietra serena con la balaustra in ferro, si accede al monolocale che si affaccia sulla valle, con un piccolo giardino nascosto da alberi centenari orientato a sud-est. L’intervento è volto, ove possibile, al recupero dell’esistente e alla riedificazione della vecchia serra ormai completamente degradata, con un linguaggio compositivo  pulito ed essenziale. Liberata totalmente la parete esterna di mattoni faccia vista del granaio dalla serra semidiroccata che vi si appoggiava, è stato riproposto il volume della superfetazione con minimi “segni” strutturali: pilastri a sezione circolare in cemento naturale che sorreggono il solaio e una parete in ferro e vetro che si sviluppa per tutta la lunghezza dell’appartamento, lasciando entrare la luce anche nelle zone più nascoste. Quasi una “stanza nel verde”, la comoda piattaforma in cemento realizzata nel giardino, al riparo dai venti freddi del nord, arricchisce la casa di un’area fruibile da marzo a ottobre. Sono stati utilizzati cemento, ferro e vetro, nei loro colori naturali, per lasciare al mattone faccia vista la massima espressività e far emergere i segni del passato.  I pavimenti in cemento levigato colorato al quarzo nei toni caldi del mattone esistente fanno “scivolare” la luce all’interno. La pietra dorata dei gradini che mettono in comunicazione la parte nuova con la vecchia e la pietra serena della scala di accesso arricchiscono l’insieme di toni caldi e naturali. I travetti in ferro del tradizionale soffitto a voltine e i radiatori di stampo retrò convivono con gli arredi e i corpi illuminanti in acciaio e vetro. Frammento della memoria contadina, l’unica porta, quella del bagno, è una vecchia porta in legno naturale dotata del tipico “saltarello”.

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