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Denis Santachiara nelle Marche

La tourné marchigiana del designer che ha esposto alla Peschiera di Pesaro si chiude con l’appuntamento di Ancona a fine gennaio

in collaborazione con:
Centro arti visive Pescheria Pesaro Dipartimento Design: Mariadele Conti – Responsabile Dipartimento Design
Stefano Mariani – Responsabile Comunicazione Pescheria
DARDUS Università Politecnica delle Marche
DISIA Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno – Università degli Studi di Camerino
NOVA Illuminazione Oggettistica Complementi d’Arredo
GAGLIARDINI Costruire Arredare Abitare
Progetto allestimento Chiesa della Maddalena – Istallazione pescheria: Denis Santachiara
Allestimento Maddalena: D.EX M. Laboratori snc
Location Sonora Pescheria: Iano Betti
Allestimento Ancona Spazio del Rettorato:
Lucio Clementi/NOVA
Impianti luci e audio Pescheria e Chiesa
della Maddalena:
 Sound d light
Coordinamento tecnico Pescheria: Alberto Barbadoro – Thomas Mattiucci
Ufficio Stampa: Triade Comunicazione –
Alessandri Mosca Pulpito
Assicurazione progress: Insurance brokers
Progetto editoriale giornale di mostra: Nec Sine
Progetto grafico: Alessandra Morcella
DARDUS – Università Politecnica delle Marche:
Fausto Pugnaloni, Adriana Formato
DISIA – Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno Università di Camerino:Mauro De Luca, Giovanni Garroni
Rivista Progetti Ancona: Cristiana Colli
Gagliardini srl: Mario e Vittorio Gagliardini
Supporto coordinamento tecnico: Chanthal Romagna
Presentazione e contributo critico: Virginio Briatore
Con il contributo di:
Baleri Italia, Bonaldo, Campeggi, Collections e Duepuntosette by Erreti, Domodinamica by Modular,
La Murrina Design, Magis, Memphis, Morellato Design, Naos, Serralunga, Steelmobil by Ifi, Tonelli.
Sponsor Centro arti visive Pescheria:
Febal, Ifi Arredi Bar, Industrie Pica, Sin Car Jaguar, Impresa Edile Lancia Giuseppe.

Infinito Santachiara

Denis Santachiara è poesia, arte, disegno industriale, interior design, ricerca, scenografia, scienza, architettura, tecnologia.
Il suo lavoro è un confine fluttuante.
Santachiara è un autodidatta, è uno spirito libero, non è stato “formato”.
Santachiara è un uomo di pianura, di spazi aperti,
di vento.
La più bella immagine per lui è un cancello aperto in un campo, in un giorno di nebbia. A chi possiede la sensibilità bastano poche cose per ricreare l’infinito.
Santachiara ama la scienza, la tecnologia.
Prende informazioni dai settori a tecnologia avanzata e le trasferisce in ambienti più semplici, tra cui gli arredi.

Se non c’è il fulmine Santachiara lo genera!
Progetta temporali, brezze, ascensioni, vulcani, ombre.
Progetta gli interni di alberghi, edifici storici, musei, negozi, ristoranti.
Mette in scena mostre, eventi, manifestazioni culturali e fieristiche.
Progetta pezzi unici,
pezzi che si vendono in piccole serie,
pezzi che si vendono a milioni.
Santachiara non si addice a tutte le aziende.
Si addice alle aziende che sono disposte a sperimentare, a innovare, a osare, che amano la poetica, la leggerezza, l’ironia e sanno come comunicarle e come rivenderle.
Imitare o copiare non gli appartiene, egli ama chi ha la capacità di inventare, tracciare, suggerire nuovi linguaggi.
Egli inventa parole – Funzionoide, Progettante, Usante, Sorprendenza.
Fa muovere gli oggetti, sospende le lavatrici da terra, proietta pecore sui muri, mette fiori nei divani e pesci nelle lampade.
La luce per lui è energia, movimento, fenomeno – non un paralume!
Santachiara va in moto e quando usa l’auto è una cabriolet.
Attorno all’opera di Santachiara, la parola ricorrente, scomodata e scomoda, possibile a tutti e inaccessibile ai più è “estasi”. Vicino a essa gravitano ‘immaginazione’, “fantasia”, “ispirazione”, “magia”, “visione”, “astrazione”, “artificio”, “meraviglia”.
Il suo lavoro e la sua personalità sono, come il Tao, indefinibili.
La sintesi che preferisco è quella che mi ha detto il suo amico ed estimatore, Rolf Fehlbaum, nume di Vitra: “In the world of design, Santachiara is a unique voice. Nobody comparable”.
I suoi oggetti sono nelle collezioni di così tanti musei internazionali che Denis ha perso il conto.
Santachiara ha un atteggiamento modesto. La sua ambizione è essere un uomo sereno. In ciò risiede la sua grandezza.

Virginio Briatore (life designer)

Il made in italy o italian style, mai come oggi ha avuto necessità di consolidare e riaffermare una “qualità superiore” in grado di vincere le sfide del mercato globale. Una delle strade percorribili è quella di mettere in relazione imprese (industria e distribuzione) e istituzioni (musei e università); soggetti pubblici e soggetti privati in un gioco delle parti da cui ognuno possa trarre i propri benefici nel rispetto delle singole identità e in prospettiva di vantaggi per tutti. I confini e le distinzioni fra mondo della produzione e sfera culturale si assottigliano sempre di più – come insegnano altri paesi europei – per tendere ad iniziative comuni unificate ed esaltate dal valore della collaborazione e della comunicazione. Santachiara. Luci, oggetti e altre apparizioni si configura come evento di marketing itinerante in varie città marchigiane, che presenta gli oggetti storici progettati dal designer e le ultime invenzioni nate dalla sua ricerca più pura e innovativa, con due obiettivi. Il primo è quello di commissionare allo stesso progettista un suo personale racconto attraverso la “rilettura” delle sue creazioni. Il secondo è quello di portare alla conoscenza del pubblico il “sistema” complessivo in cui opera la cultura del progetto, con riferimento particolare agli attori principali: il designer, l’azienda committente-produttrice e il rivenditore nelle diverse formule di organizzazione commerciale.
L’iniziativa intende inoltre coinvolgere alcune importanti realtà istituzionali, nel segno di un’integrazione complessiva del mondo della produzione con quello della cultura. Non a caso la sede dell’evento – la regione Marche – è stata scelta per la presenza significativa, nel suo territorio, di numerose industrie che operano nel settore dell’arredamento, dell’illuminotecnica, dell’oggettistica per la casa nonché di istituzioni culturali pubbliche che si aprono alla diffusione della conoscenza e all’insegnamento del design. Denis Santachiara è certamente un personaggio e un professionista eccentrico nel panorama del design italiano e internazionale. La sua “visione del mondo” e delle cose si distingue dall’impostazione rigidamente funzionalista, piegata ai meccanismi della produzione, che gran parte dell’industria chiede per lo più a un progettista. Niente di tutto questo, Santachiara è un designer emozionale che opera con modalità trasversali – di inedita funzionalità – fino a portare l’artefatto industriale fuori dagli schemi, spiazzando felicemente i destinatari della sua azione e della sua “comunicazione”.
In Santachiara ci sono i segni essenziali che ci fanno semplicemente (qualitativamente) distinguere un oggetto, una funzione, un’istallazione, una provocazione. C’è profondamente la cultura del progetto. Ma accanto c’è anche il piacere dell’invenzione, la puntigliosità tecnologica, l’acume dell’intuizione, la leggerezza della poesia. Sono queste le ragioni che riescono a tenere insieme l’operazione culturale con l’aspetto commerciale, uniti nel Progetto Santachiara. Il senso dell’iniziativa è qui, e fa perno sul lavoro di un elegante e flessibile interprete di questi due mondi in apparenza così distanti. L’iniziativa Santachiara. Luci, oggetti e altre apparizioni si svolge in un arco temporale di alcuni mesi, da ottobre 2004 a gennaio 2005. Il calendario propone l’evento cui prende parte lo showroom Gagliardini. Dal 10 dicembre 2004 al 31 gennaio 2005 si tiene infatti l’ultima presentazione di oggetti disegnati da Denis Santachiara per illustrare il lavoro del progettista. L’esposizione è legata al marchio Gagliardini, rivenditore nel settore dell’arredo bagno e rivestimenti con sede a Monte Roberto, in provincia di Ancona. Gagliardini da tempo ha avviato una programmazione stabile di iniziative culturali legate all’architettura, al restauro, al design, all’urbanistica, diventando polo di dibattito sulle tematiche più attuali legate a queste discipline, nel territorio di Ancona e delle Marche. Contestualmebte all’uscita di questo numero della rivista Progetti Ancona, Gagliardini sceglie di presentare una significativa selezione di oggetti disegnati da Santachiara. Questa tappa rappresenta il punto di arrivo dell’iniziativa, curata da Deborah Romagna e promossa dal Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, che è partita da Pesaro ed ha costituito l’occasione per inaugurare l’attività del Dipartimento di Design diretto da Mariadele Conti (l’esposizione degli oggetti firmati da Santachiara è iniziata a metà 16 ottobre per concludersi a novembre). La nascita del nuovo Dipartimento di Design è stata inoltre l’occasione per presentare la nuova identità grafica della Pescheria, curata dal responsabile della comunicazione del Centro, Stefano Mariani. L’operazione di corporate identity è stata svolta da Mariani con la collaborazione della graphic designer Alessandra Morcella. L’iniziativa ha coinciso con il completamento dell’intervento di restauro e chiusura del loggiato ottocentesco, che aveva richiesto la sospensione delle attività espositive per circa un anno. L’evento pesarese si è articolato in due iniziative espositive: una installazione nel loggiato della Pescheria e nell’adiacente ex Chiesa del Suffragio, entrambi sede del Centro arti visive, e una mostra nella ex Chiesa della Maddalena, nel centro storico di Pesaro. Si tratta di allestimenti curati dallo stesso Santachiara che ha operato, nelle due collocazioni, con diverse finalità progettuali. Il Loggiato della Pescheria – è stato visto come spazio “contemplativo”: varie tipologie di sedute Amoremio di Duepuntosette sono state allineate nella parete lunga, a fronte di una teoria sospesa di Cirro, produzione Erreti. Nella Chiesa della Maddalena, ora sconsacrata e realizzata sul progetto del Vanvitelli del 1740, Santachiara ha giocato con il piacere dell’esibizione, come se si trattasse di un ambiente espositivo in cui porre i suoi oggetti in un’alternanza di “dentro” e “fuori” filtrati da velari che isolavano l’area centrale dal trionfo di stucchi e decorazioni delle cappelle laterali. Dal 4 al 14 novembre 2004, ad Ancona, è stata allestita un’esposizione di prodotti disegnati da Denis Santachiara che fanno parte delle proposte di Nova, rivenditore di oggetti di arredo e apparecchi illuminotecnici. La mostra è nata in un rapporto di partnership tra Nova e il Dipartimento di Architettura Rilievo Disegno Urbanistica Storia (DARDUS) dell’Ateneo dorico, allestita nello Spazio Mostre del Palazzo del Rettorato, adiacente allo showroom Nova. L’evento ha unito nella sua globalità imprese e istituzioni, soggetti pubblici e soggetti privati in un gioco delle parti vantaggioso per la riaffermazione della qualità del design italiano. La produzione di Denis Santachiara è stata infatti esibita per essere poi approfondita, nelle sue valenze di progettazione e rapporto con l’industria, dal punto di vista formativo e di cultura del marketing. E’ emerso dunque il filo conduttore di questo evento a tappe nelle Marche, dedicato a Denis Santachiara, ovvero l’accostamento del mondo culturale e accademico con quello produttivo e commerciale. Il binomio si è riflesso anche nel format stesso dell’appuntamento anconetano che ha presentato due momenti distinti ma sinergici e complementari: quello teorico-culturale del seminario dal titolo “L’approccio teorico al design e le sue relazioni con il mondo della produzione” e quello espositivo dei progetti e delle idee già concretizzate nella forma di prodotto. Il mondo dell’università, come del resto quello delle istituzioni pubbliche è in questi anni orientato a un progressivo avvicinamento alle aziende private e al territorio per progetti in partnership. L’evento Santachiara qui proposto costituisce un esempio di questo nuovo modo di fare sistema. Il 5 novembre è stato presentato un secondo incontro di Denis Santachiara con futuri progettisti. Gli interlocutori del designer sono stati gli studenti del Corso di Disegno Industriale e Ambientale della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Camerino. Nell’occasione Santachiara ha presentato alcune case history e esempi di ricerca progettuale emblematici del suo percorso creativo.

  • Denis Santachiara nelle Marche
  • 1696g
  • 1697g
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  • 1699g
  • 1700g
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