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Dentro la Storia, con discrezione

Restauro e recupero di due ambienti nelle mura medievali di Jesi

Intervento: restauro e recupero di due locali voltati
Luogo: Jesi (AN)
Progettisti: t3 secchistronati associati
Architettura ingegneria: arch. Danilo Secchi,
arch. Diego Stronati, ing. Samuele Stronati
Committente: Paolo Luzi
Anno di redazione: 2006
Anno di esecuzione: 2006-2007
Costo: 140.000,00 euro
Imprese esecutrici:
opere edili: Mosca Costruzione srl, Jesi (AN);
impianto idrico-sanitario:
Termoidraulica Pieroni Andrea, Jesi (AN);
impianto elettrico: L.F. srl, Jesi (AN);
corpi luce: Rema Ancona; materiali: Eos srl Jesi (AN)
Foto: Binci Fotografia

 

Nella varietà architettonica del centro storico della città di Jesi, si nascondono a volte testimonianze storiche inaspettate. All’interno della cinta muraria medioevale, sostenuta anche da frammenti di antiche mura romane visibili in più punti, si nascondono due ambienti voltati. Sono vecchi magazzini e depositi artigianali, oramai in disuso, che hanno conservato nel tempo una dignità costruttiva e formale notevole. Questi due spazi sono stati recuperati con interventi progettuali e materici, finalizzati ad esaltare, con forza misurata, le differenze storiche: l’antico e il mattone, il contemporaneo e l’acciaio. Il progetto nasce da queste considerazioni e si realizza concretamente attraverso un accurato recupero del paramento murario, con soluzioni mirate alla sostituzione dei mattoni stessi, con la paziente stuccatura dei vecchi giunti e con la riscoperta del colore “vivo” del mattone attraverso una leggera sabbiatura. Gli spazi sono stati riorganizzati attraverso la creazione di una nuova scala, di un soppalco e di un servizio igienico, tutti interventi che hanno visto l‘utilizzo mirato dell’acciaio. La nuova scala ha trovato la sua collocazione fra gli esistenti setti murari, amalgamandosi in un percorso che permette di apprezzare squarci e visuali nuove.
Realizzata con una struttura portante in acciaio e rivestita con vecchi mattoni, la nuova scala conduce al soppalco, piccolo sguardo che domina l’ambiente voltato d’ingresso. Il soppalco, luogo di pausa e relax, mostra il suo carattere ‘intimo’ legandosi con il resto degli ambienti mediante un parquet in quercia naturale. Con lo stesso rigore formale, per ‘evidenziare il contemporaneo nel rispetto della Storia’, sono state collocate le tre cerchiature d’acciaio a vista: all’ingresso, nel passaggio di collegamento tra i due ambienti voltati e all’arrivo della scala; proprio in queste situazioni l’accostamento materico ha volutamente assunto la sua maggiore eleganza e forza. Anche il pozzo esistente ed ancor oggi rigoglioso di acqua, è stato letteralmente riportato alla luce e valorizzato mediante un’accurata pulizia, l’eliminazione dell’umidità e la messa in opera di un anello in acciaio e vetro antisfondamento a chiusura del pozzo stesso. Il servizio igienico, discreto e nascosto dietro la grande parete di fondo, è da considerarsi come intervento minimo per rendere uno spazio di nuovo vitale e fruibile e come luogo necessario per la collocazione di un sovrastante vano tecnico. Le luci hanno assunto un ruolo fondamentale, in questi spazi poco illuminati. La scelta di accostare corpi illuminanti industriali, quasi a ricordare la precedente vita degli ambienti, con elementi tecnologici avanzati come i led, hanno permesso un utilizzo della luce mirato ad esaltare i particolari progettati. Al di sotto della nuova pavimentazione, realizzata interamente con vecchie pianelle di recupero, è stato posizionato un impianto radiante a pavimento con cavo scaldante ad alimentazione elettrica. Il progetto è così cresciuto nell’idea di realizzare interventi minimi ma puntuali senza, in alcun modo, disturbare la Storia che porta con sé, vera protagonista presente e percepibile di questi piccoli luoghi.

t3 secchistronati associati
Danilo Secchi, Diego Stronati,
Samuele Stronati

 

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