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Eccezioni in profilato d’acciaio

Una palazzina degli anni venti rivive con forme e funzioni nuove

Intervento: Ristrutturazione di un edificio residenziale
Luogo: Castelplanio (AN)
Progetto e Direzione dei lavori: Marco Battistelli, Franco Costarelli
Strutture: Gabriele Tittarelli, ingegnere
Committente: Edilimmobiliare Srl, Mergo (AN)
Anno di redazione del progetto: 2001
Anno di esecuzione: 2001-2003
Imprese artigiane: Faltech Snc, Serra De’ Conti (AN) – opere in legno Foroni Giacomo, Serra S. Quirico (AN) – opere in ferro

Foto: Marco Battistelli
Testo: Augusto Magni

 

L’intervento consiste nella ristrutturazione edilizia di un fabbricato, risalente agli anni ’20 dello scorso secolo, all’interno del quale sono stati realizzati sei alloggi distribuiti su tre livelli, mentre un settimo alloggio occupa il piano attico; a terra, due locali commerciali. L’edificio è ubicato in località Macine nel Comune di Castelplanio, al centro dell’abitato, prospiciente la Stazione ferroviaria. Le istanze progettuali erano molteplici: riqualificare l’area circostante e il fabbricato degradato e manomesso da interventi spontanei succedutisi nel corso degli anni, recuperare il più possibile della struttura e dei paramenti murari in pietra dell’edificio esistente; ricavare il massimo numero di alloggi e renderli facilmente accessibili. La scelta è stata quella di predisporre un progetto “palese”, non timoroso del dialogo con il dignitoso linguaggio vernacolare che connotava il vecchio fabbricato. L’utilizzo di materiali già presenti nel vecchio edificio come la pietra, la finitura a intonaco, assumono nel nuovo progetto forme e funzionalità ben differenti; come anche l’utilizzo di materiali estranei alle architetture della zona: il rame per la copertura, o l’acciaio per i balconi.
Il progetto tenta di “rileggere” il vecchio fabbricato, lavorando per “trasformazioni e integrazioni”. Il lavoro è concentrato, principalmente, nel riprogettare la “sopraelevazione” e il sistema dei collegamenti verticali.
Il progetto ha cercato di dimensionare le varie parti del nuovo progetto controllando e confrontando il risultato parziale con il complesso delle geometrie presenti; garantendo la giusta autonomia di ruoli e di “pesi”, tra nuovivolumi e il “basamento” che, anche per l’intervento sui balconi, diviene il pretesto per supportare delle “eccezioni”. Questi ultimi sono di due differenti tipologie: con struttura a sbalzo in putrelle d’acciaio, nel fronte che si affaccia su piazzale della Stazione; con struttura in putrelle d’acciaio connessa al piedritto con basamento in c.a., nel fronte che apre verso la corte privata. L’utilizzo delle putrelle d’acciaio per la realizzazione di queste strutture deriva dalla volontà di confrontarsi con elementi semplici provenienti dalla produzione industriale corrente, i profilati in acciaio, montati e accoppiati però come fossero parti di un enorme “meccano”. L’accostamento di tali strutture con elementi di finitura quali la lamiera forata per le balaustre o i listoni in legno di iroko per la pavimentazione dei balconi, montati a “secco”, è finalizzata a creare un’immagine di precarietà e quindi di eccezione, di queste “sotto strutture”, rispetto alla “firmitas” del vecchio fabbricato. Per la nuova sopraelevazione è stata utilizzata la pietra naturale a rivestimento delle tamponature esterne, riprendendo l’uso della pietra arenaria in blocco faccia a vista del prospetto sud. In questa porzione progettuale, la pietra utilizzata è il giallo reale in lastre rettangolari levigate di 30×60 cm dello spessore di 2 cm montate a giunti orizzontali e verticali chiusi. Su questo “tamburo” poggia la copertura, vero elemento di chiusura dell’edificio, che “contiene” l’appartamento maggiore del fabbricato che ne determina le geometrie e le dimensioni piuttosto massicce. La copertura è interamente rivestita in lastre di rame, unite tra di loro con la tecnica della “doppia graffatura”. La larghezza delle lastre scandisce in moduli la serie di pieni e di vuoti delle plastiche aperture finestrate poste a coronamento del prospetto sud. La torre scala-ascensore, un monoblocco parallelepipedo lievemente distaccato dal corpo di fabbrica principale, è interamente rivestita con le medesime lastre di pietra giallo reale utilizzate per il rivestimento della “sopraelevazione”. Il monoblocco, a terra, segnato dall’ingresso alle sette unità immobiliari, è interamente rivestito in lastre di rame come la copertura e vi si accede mediante una grande apertura vetrata pivotante. Al disopra di questa, per altri tre livelli, tre aperture interamente vetrate garantiscono illuminazione al vano scala e forniscono un veduta verso la corte privata sistemata a verde. Nel lato est un’asola a tutta altezza, tamponata da una griglia metallica, consente il ricambio d’aria interno. Il rame viene utilizzato in tutto l’edificio come materiale di finitura. Lo si ritrova anche a riquadrare le aperture del penultimo piano che creano un contrasto cromatico con il giallo della pietra. Per i serramenti esterni l’edificio recupera, in tutte le aperture finestrate esistenti, la tradizionale imposta a persiana in legno, mentre nelle nuove aperture è utilizzato sia lo sportellone a “pacchetto” in legno, sia lo “scuro” interno, anch’esso in legno. Il controllo dell’intero iter progettuale è avvenuto passo dopo passo, a mezzo di schizzi preliminari, modelli plastici di studio, disegni esecutivi, modelli virtuali, fondamentali a mediare le richieste della committenza alle esigenze dei progettisti e quelle degli artigiani che hanno dato corpo alle parti più significative.

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