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Edifici residenziali e riqualificazione urbana -1-

A Senigallia, nei pressi delle mura roveresche, un doppio esempio di dialettica tra storia e modernità

Architetturadesignstudio

Fabio Maria Ceccarelli
Marco Maria Ceccarelli
Intervento: ristrutturazione di edificio residenziale
Luogo: centro storico di Senigallia (AN), ‘Bastione Porto’
Progettista: Architetturadesignstudio
arch. Fabio Maria Ceccarelli
arch. Marco Maria Ceccarelli
Strutture: ing. Enrico Quagliarini
Impianti: studio ingegneria ing. Loris Solidoro
Committente: privato
Anno di redazione: 2000
Anni di esecuzione: 2003–2005
Imprese esecutrici:
Impresa Edile Spadoni Santinelli Claudio, Senigallia (AN)
Imprese fornitrici:
materiali: Gagliardini srl, Monte Roberto (AN);
opere in ferro: Luminari Luciano, Senigallia (AN);
infissi: Fioretti infissi srl, Corridonia (MC);
termoidraulica: Diambra Luciano, Senigallia (AN);
luci: Proluce srl, Fano (PU);
impianto elettrico:
Linea luce di Mirko Fratoni, Senigallia (AN)
Dati dimensionali: 130 mq
Foto: Paolo Semprucci, Architetturadesignstudio

I due interventi edilizi sono situati in prossimità delle mura storiche erette nel XV secolo per volontà di Guidobaldo II della Rovere, con la finalità di proteggere il Rione Porto, dove si trovavano i “fondaci” nei quali venivano stoccate le merci destinate alla ‘Fiera Franca’ della città di Senigallia. Entrambi i lavori, seppur contigui alle mura, presentano particolarità e contesti con caratteristiche diverse: casa ‘M’ è il risultato della ristrutturazione dell’ultima porzione di una schiera costruita nel corso del XVII secolo all’interno della cinta muraria, in un contesto urbanistico storicamente sedimentato in cui gli edifici, anche se ristrutturati in diversi periodi, ricalcano le tipologie originarie e in parte ripropongono l’immagine delle vecchie case “a fondaco” del quartiere Porto; mentre l’edificio residenziale in via Annibal Caro insiste su un’area immediatamente all’esterno della cinta muraria, in quel territorio “cuscinetto”, che si è conformato nel tempo tra la città murata e le vie di comunicazione; territorio caratterizzato da un edificato molto eterogeneo, tale da determinare nell’osservatore un senso di disordine visivo. Nonostante le diversità, l’approccio progettuale alla base dei due interventi di risanamento e riqualificazione urbana, testimonia la volontà di affermare il valore della modernità come strumento di complementarietà all’architettura storica, in un confronto di forme e materiali che è testimonianza di vitalità e trasformazione. È in tale atteggiamento (più discreto ed intimo nel risanamento di casa ‘M’, e più esplicito nelle forme essenziali di via A. Caro) che si può cogliere il filo rosso che lega le due trasformazioni. È inoltre convinzione dei progettisti che interventi in grado di sublimare le esperienze del passato in espressioni formali contemporanee siano i più idonei ad instaurare una dialettica convincente con i contesti storici. Diventa così possibile “ricucire” meglio quei “vuoti urbani” dovuti ad atteggiamenti progettuali e programmatici meno accorti, purtroppo molto frequenti negli anni passati. Tale metodologia progettuale consente alla città di conservare la sedimentazione di esperienze e trasformazioni che nel tempo ne configurano la vitalità e la ricchezza formale che tanto ci affascina.

Casa ‘M’. Ristrutturazione dell’ultima porzione di una schiera costruita nel corso del XVII secolo, il progetto realizza un’unità abitativa su due livelli con accesso diretto dalla strada (via Narente), tramite una corte privata. La corte, compresa tra la cinta muraria storica, e il muro di recinzione posto lungo la viabilità cittadina, costituisce una sorta di “hortus conclusus” caratterizzato da un giardino rialzato delimitato da percorsi e pavimentazioni in cemento acidato in stretta relazione formale e funzionale con l’edificio. Il prospetto sud (su via Narente) si rivolge al contesto urbano del Rione Porto e recupera alcuni degli elementi che caratterizzano e valorizzano il fronte, (quali le cornici delle finestre di pregevole fattura, le persiane di legno e i marcapiani), mentre il prospetto est, su cui si apre l’ingresso all’unità abitativa, denuncia l’improvvisa interruzione della schiera e, con un taglio più essenziale, sottolinea la riscoperta relazione dell’edificio con la corte. L’accesso all’abitazione avviene tramite un ingresso in cemento armato liscio a vista, fiancheggiato da un’ampia apertura attraverso la quale è possibile godere della continuità delle mura quattrocentesche che dalla corte si estendono all’interno accompagnando il visitatore con la loro rassicurante e protettiva presenza. L’interno è fortemente caratterizzato da forme e materiali innovativi quali: solai di piano realizzati in legno lamellare e in cemento liscio con casseri in metallo, rivestimenti murari in osb, resine e smalti,  complementi di arredo realizzati su disegno  in acciaio, alluminio e corian; che  testimoniano il valore della modernità come strumento di complementarietà all’architettura storica. Nell’atrio, a ridosso delle mura, trova collocazione la scala elicoidale in cemento liscio e pietra che collega il primo piano, mentre di fronte è posizionata una parete in smalto lucido rosso, che con il suo taglio diagonale mette in relazione l’ingresso con la zona soggiorno cucina e delimita alla vista i servizi del piano. Il piano terreno, grazie ad una nuova apertura sul prospetto est, si apre verso il giardino e la corte, mentre al piano primo la scala conduce ad una veranda rivestita interamente da una boiserie in osb e alluminio, che distribuisce le due camere da letto e il bagno. Anche se di modeste dimensioni, l’intervento raggiunge un equilibrio tra conservazione e innovazione dove l’uso dei materiali della tradizione costruttiva, combinandosi con sistemi tecnologici più avanzati, riesce a garantire il calore e il comfort tipici dei fabbricati storici, ma anche a rispecchiare i valori della contemporaneità.

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