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Editoriale

Nel selezionare i nuovi edifici che documentiamo in questo numero di “Progetti-Ancona” abbiamo utilizzato come parametro di valutazione il criterio della innovazione. Vale a dire di come l’approccio progettuale risponda alle esigenze poste dal tema funzionale e tipologico in modo creativo, senza i dilettantismi funzionali e stilistici che spesso affaticano il panorama italiano.
La selezione evidenzia il fatto che senza dubbio il livello professionale medio sta divenendo alto. La cifra dei singoli progetti, la firma degli autori, può essere colta forse solo dagli iniziati, ma ciò che è ben rilevabile, è la presenza di una qualità progettuale, di un pragmatismo estetico, che sta configurando un vero stile degli anni ’90.
Il fatto dovrebbe fare piacere a molti, anche perché sembra smentire alcune fosche previsioni. Ci si aspettava infatti, con la crescente invadenza del mondo commerciale nell’architettura, che i margini per la differenziazione e la creazione di progetti originali si facessero via via più stretti. Il mercato lavora come una macchina equalizzatrice, con una industria che sovente permette la introduzione nelle costruzioni di note innovative, solo per quanto queste rientrino all’interno di un ben precisato pacchetto di soluzioni. E parimenti a limitare la libertà creativa concorrono la standardizzazione, sia costruttiva che dei programmi informatizzati di progettazione che ormai la fanno da padroni. Le cose quindi non sono state, né sono oggi, facili per gli architetti, che sempre più devono vestire l’abito del jolly in tutti i campi, di camaleonti su tutti i mercati. Devono garantire la loro creatività in una pratica in cui la automazione prosegue a grandi passi; devono aggirare i vincoli imposti dalle diverse forme di standardizzazione; devono assicurare, attraverso il loro progetto, i futuri profitti degli investitori.
Il rischio che abbiamo corso è che l’architettura divenisse esclusivamente un territorio per furbi, una esercitazione di trucchi intelligenti. I risultati che presentiamo smentiscono decisamente questa prospettiva.
Abbiamo dedicato lo speciale di questo numero di “Progetti-Ancona” ad un grande intervento di recupero nel centro storico di Camerino. Perché vogliamo testimoniare il lavoro in atto nelle aree della regione colpite dal terremoto, ed insieme perché l’intervento ci pare esemplare di come l’innovazione e la ricerca espressiva trovino anche nel settore del restauro e del recupero grandi occasioni di applicazione.