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Elica art-business show

Memoria e contemporaneità fusi per alchimia Foto: Giovanni Ghiandoni, Giovanni Tagini A Milano, in zona Brera, Elica ha il suo nuovo showroom. L’allestimento dello spazio, 250 mq su due livelli, uno su strada e un altro interrato, vuole essere un’istallazione artistica per nuovi modelli di cappe, corredata con gli oggetti della quotidianità dei luoghi legati al cibo: dal mercato agli spazi domestici riservati alla sua preparazione, fino al dinning. Si risveglia così la memoria di una quotidianità fatta di luoghi, gesti, materiali, strumenti, come le tipiche cassette di legno per il pesce, purtroppo sostituite con quelle in plastica, oppure i taglieri in legno dei vecchi macelli, ora rimpiazzati con quelli in teflon. Un linguaggio della memoria nel quale diventano importanti i simboli della quotidianità, dove avere il tempo diventa un vero lusso da dedicare alla scelta delle materie prime per la preparazione del proprio cibo. Il progetto lega la creatività artistica con la culinaria, il tutto condito dalla vivacità cromatica delle superfici murarie con tinte arancio che si oppongono al marrone, che poi diventano oro, come una vecchia storia di alchimia, dove la fusione (arancio) di metalli poveri (marrone) li trasformano nel metallo prezioso (oro). Nel livello stradale, le cassette di legno mutano la loro funzione e diventano soluzioni architettoniche per scaffalature e controsoffitti, coniugando con grande originalità le più attuali proposte del vivere moderno. Il piano interrato offre la possibilità di incontri con spazi di relazione molto eleganti e sofisticati dotati di tecnologie per la comunicazione, la preparazione del cibo e la convivialità. È uno spirito antico della tradizione che raggiunge i vertici della contemporaneità. Anche i materiali utilizzati sono quelli tipici degli attrezzi da cucina: marmo, legno, ferro, acciaio ma con lavorazioni grossolane che mettono in risalto la finezza dei prodotti Elica, costruiti con saggezza e precisione. Per il Fuorisalone, Elica insieme alla Fondazione Ermanno Casoli e a Caterina Tognon Arte Contemporanea, ha preparato un evento dal curioso titolo ‘Pescecappa x Pescetrullo’. Si è trattato della realizzazione di un prototipo di cappa per cucina ideato da Gaetano Pesce abbinato alla sua precedente costruzione, il Pescetrullo e vista come “un elemento di diversità nello spazio della cucina, un punto di colore un po’ scapigliato e luminoso, una presenza che a guardarla ci provoca il sorriso”. L’allestimento progettato ha voluto dimostrare la flessibilità dello spazio, valido sia come luogo di business che come esposizione di eventi artistici. I due livelli dello showroom sono stati dedicati a funzioni diverse: al piano stradale sono stati esposti gli oggetti di produzione Elica, mentre al piano interrato è stata allestita la presentazione di Pescecappa x Pescetrullo. Nello spazio dell’arte sono state montate alcune pannellature per restringere la superficie in maniera proporzionale alla grandezza della mostra, così da occultare l’allestimento originario. L’oggetto Pescecappa è stato istallato in primo piano in asse con la scala, con una grande immagine della cucina del Pescetrullo sullo sfondo, così da contestualizzare l’operazione. Al suo fianco, il modello costruttivo del Pescetrullo (realizzato dall’architetto Claudia Aracci) e tre banner verticali con le immagini dell’intervento architettonico. Sono stati costruiti alcuni oggetti in legno, dalla finitura grossolana, per la simulazione del banco fuochi, per il sostegno del modello architettonico e per le sedute. Ad integrare le didascalie murarie della mostra, un video al plasma proiettava le immagini della costruzione dei trulli nella campagna pugliese. La suggestione suscitata dal grande architetto Gaetano Pesce ha completato l’atmosfera.

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