MENU

Giano

 Set da tavola in grès fine porcellanato

Luogo: Sandro Catani
Progettista: Laboratorio Pesaro
Committente: 2002
Anno di redazione del progetto: 2002
Anno di esecuzione dell’intervento: 1998
Produzione: Laboratorio Pesaro
Dati dimensionali: piatto grande, diametro 24,4 cm; piatto piccolo, diametro 15,4 cm; bicchiere, diametro 8,5 cm, altezza 9,5 cm

Foto: Marco Viganò

Nella continua ricerca della razionalizzazione del progetto, Giano rappresenta il desiderio di offrire un oggetto polivalente, un piatto unico sia fondo che piano.
Un argomento già trattato da molti progettisti con forme e materiali diversi, ma con lo scopo di arrivare ad un singolo oggetto che si abbini alle più svariate varietà di cibi.
Questa ricerca conduce più che alla semplificazione del progetto alla sua internazionalizzazione, considerata la sua capacità di accogliere i sapori, gli odori e gli aromi più diversi.
Tali argomenti e giustificazioni progettuali non sembrano bastare per offrire al Laboratorio Pesaro un oggetto veramente nuovo da realizzare in grès.
Così, giocando con dei prototipi da studio, viene l’idea di scindere il progetto in due formati in modo da stimolare l’utilizzatore a fantasiose composizioni per una tavola sempre diversa.
Senza mai eccedere nello spessore totale di questo abbinamento, piatto grande e piatto piccolo, si fondono e si intersecano per dare in svariate versioni un posto tavola completo e discreto, dove forma e funzione hanno dei ruoli complementari.
Anche la scelta degli smalti gioca un ruolo fondamentale: i fondi colorati a tinta pastello si alternano a falde e piani bianchi per esaltare la natura camaleontica del progetto.
Non meno importante è l’impilabilità di Giano che necessita di poco spazio per essere sempre in ordine e pronto per qualsiasi portata. Senza tralasciare l’argomento bevande è nato anche il bicchiere per acqua-vino da una parte e caffè dall’altra.
Un anello perimetrale facilita la presa del bicchiere che, una volta capovolto, diventa il piattino della tazzina ma, ognuno di noi, può immaginare qualsiasi altro uso.

Stefania Sbaffi