MENU

Gioielli di carta

Il prezioso è il progetto

Triennale Design Museum ha presentato, negli scorsi mesi di settembre-ottobre, ‘Gioielli di carta’, a cura di Alba Cappellieri e Bianca Cappello, la più completa rassegna dedicata al gioiello di carta attraverso i progetti di sessanta designer provenienti da tutto il mondo: dall’Australia all’Austria, dall’Italia alla Finlandia, dagli Stati Uniti a Singapore, dal Giappone all’Olanda, dalla Turchia alla Spagna fino a Cina, Israele, Inghilterra, Germania, Belgio, Ungheria, Polonia.

Piegata, ricamata, intrecciata, cucita, spugnata, plissettata, fustellata, riciclata, incollata, acquerellata, la carta ha assunto decori e forme insospettabili: rarefatte come gli origami di Nobuko Murakami, eleganti come i plissé di Janna Syvanoja e di Daniele Papuli o le gorgiere dell’olandese Nel Linnsen, fiorite come le geometrie di Sandra Di Giacinto o materiche come le texture di Ritsuko Ogura, gioiose come i fiori di Ana Hagopian. E ancora, proposte nei collages di Feroci Design, negli spettri del polacco Andrzej Szadkowski, nelle composizioni concettuali di Fritz Maierhofer.

Il gioiello di carta impone una riflessione sulla preziosità, non più affidata, come nel gioiello tradizionale, ai metalli e alle gemme, bensì al progetto che rappresenta il filo conduttore della mostra. La vulnerabilità della carta si presta a riflessioni progettuali solitamente distanti dal mondo dei monili come la sostenibilità, l’ecologia, la valorizzazione territoriale. Libero dal valore di scambio codificato dal mercato, il gioiello di carta esplora linguaggi e temi trasversali a molte discipline: l’ornamento, il colore, la forma, la superficie, le texture. Nel catalogo Electa, a cura di Alba Cappellieri e Bianca Cappello, sono stati inclusi i lavori inediti di sei designer, alcuni dei quali si confrontano solitamente con l’arredo e la luce. Marco Ferreri, Miriam Mirri, Raffaella Mangiarotti e Matteo Bazzicalupo [deepdesign], Daniele Papuli, Marco Romanelli con Marta Laudani, Paolo Ulian hanno realizzato una serie di gioielli pop-up. Si apre il catalogo, ed ecco che il gioiello si presenta pronto da indossare. Con semplici operazioni illustrate nel packaging che li raccoglie, i monili vengono tratti dal foglio di carta a mano che li ospita in forma bidimensionale e riportati alla tridimensione. Il gioco è fatto. L’ idea è stata realizzata con il coordinamento di Sabrina Bacchetti della Cartiera Artem di Fabriano che commenta così l’iniziativa: “Quando ci si mette a lavorare con la carta, non resiste nessuno!” Alla meraviglia del risultato, si intende. La Cartiera Artem, tra gli sponsor della mostra, ha fatto realizzare la fustella per ogni gioiello con la cura e l’alta artigianalità che contraddistingue la cartiera fabrianese.

I gioielli pop up sono stati realizzati con carta Artem acquerello grana fina e grana grossa 300 g/mq, prodotta a mano con il 100% di fibre in cotone. In mostra sono stati inoltre esposti i gioielli di carta di Luis Acosta, Atelier VM, Sara Kate Burgess, Ela Cindouruk, Riccardo Dalisi, Claudia Diehl, Anna Fornari, Maria Rosa Franzin, Noemi Gera, Lisa Grassivaro, Joanne Grimonprez, Andrea Halmschlager, Caren Hartley, Lydia Hirte, Meiri Ishida, Mari Ishikawa, Nathalie Jean, Hu Jun, Angelo Lomuscio, Beatrix Mapalagama, Devran Mursaloglu, Kazumi Nagano, Kaoru Nakano, Takehide Ozaki, Shari Pierce, Wendy Ramshaw+David Watkins, Erica Spitzer Rasmussen, Maurizio Stagni, Ivana Riggi, Marjorie Schick, Angela Simone, Peter Skubic, Fabrizio Tridenti, Barbara Uderzo, Marion Van Cruchten, Manon Van Kouswijk, Giorgio Vigna, Paper to Pearls, Kiwon Wang, Fiona Wright, Annamaria Zanella, Ina Zeller Bleil, di altri ancora e degli studenti del Politecnico di Milano, Accademia di Brera, Accademia di Belle Arti di Firenze.

  • 2 - Gioielli di carta
  • 5615g
  • 5616g
  • 5617g
  • 5618g
  • 5619g