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Gisa Boutiques

Tensione verso il futuro per i 40 anni del marchio Gisa

Intervento: nuovo showroom Gisa Boutiques
Luogo: Ancona, corso Garibaldi 12
Progettisti: Mondaini Roscani Architetti Associati, Pierpaolo Mattioni Architetto
Collaboratori: Pasqualino Sacchetti, Mauro Sorrisi, Annacarla Guaiani
Committente: G.&.G. srl di Gisa Favi, Tony Tafani
Anno di redazione e di esecuzione del progetto: 2004
Renderizzazioni: Massimo Lombardi
Imprese esecutrici: arredamenti: BED srl, tinteggiature: CP di Camilletti
e Pasquinelli, impianti idraulici: FOMIT snc, impianti elettrici: CPE di Palpacelli, illuminazioni: Effetto Luce
Dati dimensionali dell’intervento: 450 mq

Foto: Paolo Monina

Gli showroom del gruppo Gisa Boutiques festeggiano i quarant’anni di attività e l’azienda sottolinea la sua tensione verso il futuro con una articolata operazione di rinnovo degli spazi e dell’immagine complessiva del gruppo.  L’operazione investe la ristrutturazione degli spazi storici di Ancona e di Chiaravalle presentati in queste righe e la futura apertura di un nuovo fronte dell’azienda dedicato agli spazi dell’abitare in un’ideale continuità di stile con il vestire. Le due boutiques si presentano assolutamente diverse dal punto di vista spaziale e strutturale in quanto ubicate in zone urbane sostanzialmente opposte: la prima nel centro storico e nel cuore commerciale della città di Ancona, la seconda in un’area laterale al flusso pedonale e in uno snodo urbano caratterizzato dal fluire automobilistico di Chiaravalle. Inseguono una volontà architettonica capace, nella valorizzazione della diversità tipologica, di proporre un family feeling capace di evocare un’idea di stile. Il coordinamento dell’immagine dei due spazi è affidato alla centralità, nella definizione dell’idea di architettura, dell’aspetto materico e tattile delle superfici degli elementi in gioco, dagli arredi alle strutture dei rispettivi involucri. I materiali utilizzati, tutti con finiture scabre e opache per trasmettere una effettiva sensazione di tridimensionalità e matericità delle superfici agli utenti, sono: pavimentazioni in pietra, basamenti delle pareti espositive e sostegni strutturali degli espositori in lamiera di ferro preventivamente bagnata e fatta ossidare con acqua di mare, mensole e arredi in legno di rovere opportunamente trattato per controllare il colore grigio e la finitura opaca finali. Le pannellature lignee generali che sostengono, attraverso fessure metalliche attrezzabili, le mensole espositive sono finite con una speciale vernice di forte spessore materico che, posata con una speciale tecnica, rende la superficie irregolare con rigature incrociate che ricordano visivamente e tattilmente la superficie di un tessuto. Si crea così una sintonia con il soggetto principale di una boutique che è l’abito. Il sistema espositivo è l’altro elemento unificante i due showroom. L’esposizione dei capi avviene lungo alcune strips lignee che si agganciano a pareti attrezzate e corrono lungo lo spazio, determinando, in una linea prospettica unificante, la sequenza delle stanze. Tali strutture orizzontali si rincorrono cambiando spesso altezza, in modo da colloquiare con lo spazio storico uniforme proponendone una lettura articolata decisamente più dinamica e attuale. Tali strutture servono per agganciare gli abiti al di sotto delle lignee strisce/mensole e per appoggiare al di sopra altri capi o piccoli allestimenti espositivi. I luoghi significativi di entrambi i negozi sono stati segnalati con eventi particolari rispetto al resto degli spazi, sempre all’interno dell’idea di architettura che vede centrale, nella definizione dello spazio, una volontà di relazione emozionale con l’utente che sente il luogo e non lo attraversa banalmente leggendolo come involucro spaziale. Questi luoghi-evento sono stati realizzati attraverso pareti stratificate composte da una catasta di legni di differenti dimensioni, con la finalità di proporre una idea di tridimensionalità dello spazio che naturalmente sarebbe bidimensionale.
La boutique di Ancona, la prima con la nuova immagine ad essere inaugurata, è situata nel centro storico della città e in particolare all’incrocio di due storici sistemi urbani: la città antica, che si affaccia sul mare, e il sistema degli sventramenti di fine Ottocento che si infilano trasversalmente nel corpo storico della città. Il negozio è ubicato all’interno di un isolato disegnato dall’incrocio di questi due sistemi, quindi registra sia l’irregolarità della città antica che la regolarità degli assi ottocenteschi. Per questo, alcune vetrine più ampie si affacciano verso i corsi commerciali mentre altre, più autonome e singolari, sono all’interno di passaggi urbani voltati tipici della città antica. L’approccio materico e il ruolo dei materiali costruttivi, più che il disegno formale, è prevalente nella boutique dorica. Infatti, non potendo intervenire radicalmente sullo spazio, data la storicità dell’involucro che la contiene – l’antico ‘Palazzo Jona’ -, si è lavorato con più attenzione alle materie e in particolare alle loro superfici.  Un ruolo decisivo di Ancona è affidato alle pareti in specchio con cui sono stati rivestiti i blocchi di passaggio fra gli ambienti, all’interno dei quali sono stati individuati gli spazi per i camerini di prova. Il ruolo dello specchio è stato fondamentale per ampliare e rendere più fluido uno spazio in origine angusto o comunque piuttosto indeformabile, essendo il negozio ospitato nei due piani basamentali dello storico palazzo.
La boutique di Chiaravalle, appena inaugurata, rispetto alla localizzazione intimamente urbana della precedente, è, al contrario, sita in una sorta di dinamicissimo snodo fra realtà cittadine diverse, dove l’aspetto segnaletico dello showroom gioca un ruolo determinante nell’approccio con l’utente, che non è un pedone ma più spesso un automobilista. A questo fine lo showroom, contrariamente all’intimità anconetana, propone un’immagine molto più aperta attraverso ampie e luminose vetrine. Le strutture di questo negozio sono caratterizzate da una spazialità di gran lunga più ampia, grazie alla diversa e più recente costruzione che lo ospita. Questo ha permesso una organizzazione dello spazio più aperta e articolata rispetto alla sequenza lineare delle stanze di Ancona. Pannelli attrezzati e non più massicce pareti hanno strutturato per aree funzionali uno spazio molto più fluido e dinamico. Caratteri sottolineati anche dal modo con cui sono stati concepiti i contenitori, più spesso mobili, scorrevoli o trasformabili, in base alle diverse tipologie di vendita e di esposizione. Attenzione particolare è stata posta nel disegno del cuore dello spazio commerciale attraverso il recupero di un lucernario che segnala, attraverso la mutevole luce quotidiana, questo luogo interpretato come un vero e proprio soggiorno. All’interno di questo nodo per aumentare il carattere centrale nelle dinamiche funzionali dello spazio è stata ubicata una grande parete espositiva luminosa che ha il ruolo, attraverso la molteplicità degli oggetti esposti e la pluralità delle cromie dei vetri retroilluminati, di segnalare un’idea di contemporaneità ed evocare una volontà di tensione verso il futuro, inseguite dal marchio Gisa con la celebrazione del suo quarantennale. (G. M.)

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