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Gli antichi Piceni a Matelica

Costruire l’immagine e l’identità di una mostra con le icone di una nobile civiltà

Lirici Greci
Francesca Di Giorgio

Foto Gabriele Maria Panini

Mostra Potere e Splendore. Gli antichi Piceni a Matelica
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
19 aprile – 11 gennaio 2009, Matelica. Palazzo Ottoni
Enti promotori: Città di Matelica, Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche con:
Regione Marche, Provincia di Macerata, Comunità Montana
Alte Valli del Potenza e dell’Esino, Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, Marche Museo Diffuso, Sistema Museale della Provincia di Macerata, Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Macerata
Progetto scientifico: Giuliano de Marinis, Tommaso Sabbatini, Mara Silvestrini
Curatrice: Mara Silvestrini
Comitato scientifico: Giuliano de Marinis – presidente,
Gabriele Baldelli, Emanuela Biocco, Cecilia Gobbi,
Cristiana Morigi Govi, Tommaso Sabbatini, Giuseppe Sassatelli, Mara Silvestrini, Simonetta Stopponi
Comitato tecnico scientifico: Mara Silvestrini – coordinatrice, Emanuela Biocco, Tommaso Sabbatini
Progetto di allestimento espositivo: arch. Francesco Troncanetti, Giampiero Calcaterra – coordinatore
Identità e comunicazione visiva: progetto di allestimento e
coordinamento grafico: Lirici Greci, Ancona – Francesca Di Giorgio
Fotografie dei reperti: Giorgio Filippini, Sauro Marini
Foto: Alessandro Magi Galluzzi

La civiltà picena Si è conclusa lo scorso gennaio a Matelica, negli ambienti suggestivi del Palazzo Ottoni, la mostra archeologica di grandissimo valore che ha testimoniato la magnificenza e la ricchezza raggiunta dalla civiltà picena tra il IX e il VII sec. a.C. I reperti in esposizione, emersi nel corso degli anni durante gli scavi condotti nel territorio di Matelica, hanno permesso di riproporre i mutamenti storico-culturali che hanno caratterizzato questo comprensorio dell’arco di tempo che dall’età del ferro giunge a comprendere la successiva fase storica, caratterizzata da una generale tendenza all’orientalizzazione degli originali modelli culturali. In modo particolare, nella mostra sono stati esposti i ritrovamenti provenienti dalle ricerche sulle necropoli di Matelica, a partire dagli eccezionali corredi principeschi della Tomba 182 in località Crocifisso e della Tomba 1 in località Passo Gabella che hanno costituito la sezione principale dell’esposizione. Il progetto generale di comunicazione grafico-visiva è stato curato dallo studio Lirici Greci. Il percorso espositivo è stato così supportato da strumenti e chiavi di lettura del tutto innovativi nell’ambito dell’organizzazione di manifestazioni museali regionali e nazionali. La costruzione di una vera e propria identità visiva, con cui caratterizzare e identificare inequivocabilmente il prodotto/evento, ha permesso di contrassegnare così tutte le successive realizzazioni informativo-promozionali.
Il logo Ciò che ha caratterizzato la progettazione comunicativa della mostra archeologica è stato il notevole lavoro di rielaborazione grafica, ponendo la massima attenzione alla valorizzazione estetica del materiale repertuale esposto. Nel caso dello sviluppo del logo – primo elemento creato per dare all’evento una forte impronta visiva e identitaria – il lavoro di reinterpretazione si è concentrato su una situla in bronzo interamente lavorata a sbalzo dalle cui decorazioni sono stati isolati e campionati alcuni elementi zoomorfi ed antropomorfi di particolare pregio. Tra questi, sono stati ripresi il guerriero armato d’ascia e lancia con la criniera sull’elmo ed il cavallo inchinato. Un’unica variazione è stata apportata alla sagoma antropomorfa trasformando l’ascia originale in una mano aperta per attenuare la bellicosità della figura. Il logo è stato infine completato da un riquadro rettangolare contenente il titolo della mostra che contemporaneamente congiunge i vari elementi in un corpo segnico unico.
La comunicazione esterna Sicuramente innovativa è stata la scelta di utilizzare i reperti esposti nella progettazione dell’identità visiva dell’evento e nella veste grafica delle copertine di guide, dépliant, inviti, etc. Le immagini così estrapolate hanno assunto valore semi-iconico, rappresentative della classe gentilizia picena ed emblema sia della potenza militare maschile sia dell’eleganza femminile. Per la strategia comunicativa sono state scelte tre immagini fotografiche di Giorgio Filippini: la spada in ferro dell’elsa in avorio, simbolo maschile, per la copertina dei dépliant illustrativi; la ballerina, un calice in terracotta, simbolo femminile, per il quaderno didattico; un prezioso vaso biconico per la promozione della “rete archeologica” provinciale. Sono stati inoltre realizzati supporti pubblicitari di grandi dimensioni per autobus di linea, locandine, manifesti e banner.
L’allestimento della mostra Per accompagnare il visitatore nel percorso espositivo attraverso i vari ambienti sono stati ideati appositi pannelli esplicativi da affiancare alle ricostruzioni illustrative ed ai plastici collocati nell’ingresso del palazzo. Le particolari condizioni delle sale e degli spazi hanno richiesto soluzioni appropriate per il rivestimento delle pareti, le cui superfici risultavano irregolari, e per la valorizzazione della volta del soffitto. Sono state infine adottate pannellature come supporto alle stampe digitali ad uniformare le sale anche dal punto di vista cromatico, conferendo così maggior risalto ai contenuti delle stampe digitali. Questa scelta ha quindi permesso di ampliare ulteriormente le superfici utilizzabili ai fini divulgativi ma ha introdotto l’esigenza di sviluppare adeguati elementi decorativi con cui completare le ambientazioni. L’allestimento ha presentato sia tavole a scopo didattico che riquadri squisitamente ornamentali: suggestioni fotografiche e giochi iconografici che hanno capultato il visitatore nella parte più intima ed emotiva del progetto, come se, lasciata fuori la contemporaneità, rivivesse d’un tratto la magia del passato piceno.
Gli elementi decorativi Per valorizzare ulteriormente i contenuti, per le decorazioni è stato scelto di riproporre la rielaborazione grafica degli stessi reperti esposti, ricercando i tratti stilistici maggiormente caratterizzanti la civiltà picena, grazie anche alla preziosa consulenza fornita dal comitato scientifico del Museo archeologico nazionale delle Marche.
Il percorso espositivo All’ingresso della sala sono stati collocati alcuni pannelli con la riproduzione della planimetria dell’itinerario espositivo. Importante è stato il lavoro di caratterizzazione dei singoli ambienti, identificabili graficamente attraverso la ricorrenza di elementi ornamentali predominanti. Come compagni di viaggio, riproposti lungo l’intero percorso espositivo, il guerriero e il cavallo, simboli indiscussi del vigore bellico e della nobiltà guerriera alla base della civiltà picena.

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