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I nuovi speziali

Progettazione della Farmacia Centrale di Osimo e della Farmacia Grammercato di Jesi

Luoghi: Osimo, (AN); Iesi, (AN)
Progettista: Farmacia Centrale di Osimo,Cristiano Toraldo di Francia, architetto con Massimiliano Tamburrini, architetto; Farmacia Grammercato di Jesi, Cristiano Toraldo di Francia
Committenti: Farmacia Centrale di Osimo, Dott. Roberto Bartoli;
Farmacia Grammercato di Jesi, Dott. Pierluigi Governatori
Anno di redazione dei progetti: 1998
Anno di esecuzione degli interventi: 1998
Impresa esecutrice: Ataena srl
Dati dimensionali: Farmacia Centrale di Osimo, mq100;
Farmacia Grammercato di Jesi, mq 270
Foto: Alessandro Ciampi

 

Farmacia Centrale di Osimo
Al centro della città di Osimo si trova questa piccola farmacia, per la quale sono state necessarie alcune opere murarie per cercare di sfruttare qualsiasi spazio disponibile per la collocazione di quei servizi tecnici indispensabili al lavoro del Farmacista.
D’altra parte, la notevole altezza del vano ci ha suggerito di sfruttarne la profondità tridimensionale per compensare in altezza la monodirezionalità della pianta muraria stretta e lunga.
In fondo al locale un soppalco fornisce la superficie per l’allestimento di un ufficio con vista sullo spazio di vendita. Da qui aprendo un passaggio abbiamo ottenuto un piccolo laboratorio, sotto al quale si colloca il magazzino scorte. Lo spazio per le attività di ordini e smistamento è stato invece ricavato sul fondo mediante una leggera curvatura del blocco delle cassettiere.
Queste operazioni ci hanno permesso di allungare lo spazio di vendita, che si organizza asimmetricamente lungo la direttrice longitudinale: a destra la parete degli espositori laccati in azzurro si piega e continua nella superficie del controsoffitto trattato a spatola dello stesso colore.  A sinistra la parete opaca degli espositori in legno di acero, si riduce in altezza allo scheletro strutturale di una vetrata lucifera inclinata, che finisce poi per piegarsi a sua volta a chiudere in alto, incastrandosi nel piano azzurro del soffitto.
La vetrata sabbiata a strisce orizzontali dell’ufficio mentre inserisce un ulteriore piano nell’incastro delle pareti, non rinuncia comunque al suggerimento di profondità nascoste.

Farmacia Grammercato di Jesi
Anche in questo caso lo spazio interno risulta dall’incontro-scontro di due geometrie, ovvero dall’inserimento in una scatola muraria ortogonale di una ‘macchina’ cilindrica, della quale rimane integro solo il volume concavo del soffitto.
Questo genera a sua volta un settore di cono che, costruito in profili di alluminio e pannelli di plexiglas diffusore retroilluminati, funziona da lucernario, che media il passaggio dalla struttura dei contenitori in legno di acero e la superficie del soffitto-cielo trattata a spatola larga, col colore blu lapislazzuli.
Il grande spazio centrale riservato al pubblico viene a sua volta servito da una serie di vani ricavati in negativo, dall’incontro delle due figure planimetriche del quadrato e del cerchio: lo spazio per le cassettiere, un ufficio, i servizi di smistamento, il laboratorio ed uno spazio per la sanitaria.
Il pavimento in lastre di polvere silicica con inserti in vetro blu, riflesso del colore del soffitto, si stende come ambiguo sfondo divisionista uniformemente su tutto lo spazio calpestabile.

Cristiano Toraldo di Francia

Due farmacie per Ataena

‘Con il passaggio al XX secolo la farmacia perde gradatamente i suoi connotati di “luogo dell’arte del medicamento”, per specializzarsi alla stregua di qualsiasi altro esercizio commerciale in spazio di rivendita di confezioni medicinali oramai quasi totalmente prodotte fuori della farmacia da industrie specializzate.
Le ornate scansie perdono i loro artistici contenitori in ceramica, per dar posto a centinaia di scatolette di cartone di differente grafica e colore, ed essere alla fine sostituite da più funzionali scaffalature continue sulle quali allineare con il criterio della massima visibilità e accessibilità i prodotti che non necessitano di prescrizioni.
Questi ultimi vengono invece stoccati in blocchi di cassettiere scorrevoli, dietro il banco di vendita in spazi non accessibili al pubblico.
Qualche farmacista mantiene ancora un piccolo spazio di laboratorio.
Quest’ultimo ha però ritrovato in tempi recenti una sua importante collocazione all’interno della farmacia, grazie alla entrata in produzione di sofisticati sistemi di allestimento e di macchinari sempre più perfezionati e specializzati.
Ma anche la Farmacia in questi ultimi tempi ha subito un profondo rinnovamento seguito alla introduzione di nuove specialità merceologiche, che vanno dalla vendita degli occhiali ai giuochi per bambini, e ad una serie di nuovi servizi per l’analisi di base.
Tutto ciò comporta un controllo sulle scorte dei vari settori che solo un sistema informatizzato riesce a fornire, dall’altra un controllo sull’impostazione merceologica che garantisca adeguata visibilità e accessibilità alle diverse sezioni di vendita.
L’aumento quindi della superficie di vendita tipo self-service presuppone la dotazione di uno spazio dove il concetto di farmacia come luogo che fornisce il medicamento per la malattia, sia sostituito con quello più allargato di luogo dei prodotti e delle informazioni per la cura del corpo.
Da questo ne deriva l’importanza dell’invenzione spaziale e distributiva che deve poter coniugare la razionalità di un perfetto meccanismo di vendità con un adeguato comfort ambientale, misurato dalla corretta scelta dei materiali e dei colori dei rivestimenti, attraverso una corretta illuminazione fino ai sistemi per il controllo dell’aria e dell’acustica.

Ogni progetto è comunque il prodotto di un confronto continuo con il farmacista del quale cerca di interpretare il personale sistema di lavoro, per ottimizzarne movimenti e tempi in relazione alle attrezzature di vendita e di servizio.
L’altro necessario confronto è con lo spazio a disposizione, che il progetto da una parte cerca di mettere in luce nelle sue caratteristiche geometriche spesso nascoste, dall’altra, suggerita da queste ultime e tenendo conto dei limiti funzionali, organizza una costruzione tridimensionale come sviluppo di un dialogo tra parti fisse e elementi mobili attorno ad un tema spaziale predefinito’

(da Cristiano Toraldo di Francia-
Il Disegno della Farmacia- Alinea Editrice, Firenze 1999).