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I sapori del passato

Da Senigallia a Jesi, tre interventi di ristrutturazione di locali giocati sull’utilizzo di materiali tradizionali e nuove tecniche di illuminazione

Luogo: Piazza del Duca, Senigallia
Progettisti: Lorenzo Campodonico; Andrea Castelli
Committente: Petrolati s.r.l.
Anno di redazione: Luglio 2003
Anno di esecuzione: Ottobre 2003
Arredamento bar: Bartolucci Arredamenti,
Osimo Stazione
Forniture: Contemporaneo l., Serra de’ Conti
Lucertini Arredamenti
Opere di tinteggiatura: B.M. Tinteggiatura
Illuminazione: Punto Luce

Foto: Giovanni Ghiandoni
Testo: Marco Petroni

Il Palazzo del Duca di Senigallia ospita il Caffè Bicchia, affacciato sulla Rocca Roveresca e la Fontana dei Leoni e ubicato al piano seminterrato. Si accede da due scale: una esterna in profilati di ferro e pietra e una interna in ferro con pedate in cristallo stratificato e acidato. Il Caffè è composto da tre stanze in successione. le volte a botte in mattoni a vista disegnano lo spazio completato da un vano accessorio di servizio aperto sulla corte interna del palazzo. Il progetto si è concentrato, principalmente, sull’arredo fisso e mobile del locale e completa il restauro dell’architetto Vania Curzi con il coordinamento della Soprintendenza ai beni Architettonici. La scelta del progettista evidenzia un approccio dialettico che coniuga il preesistente con un nuovo intervento non invasivo. E’ stato realizzato un unico elemento architettonico  che si origina nella stanza di ingresso e accompagna lo sviluppo del locale nelle stanze adiacenti. L’elemento si sviluppa senza soluzione di continuità prima come bancone divenendo un tavolo alto per poi trasformarsi in vetrina fino a presentarsi come una lunga seduta avvolgente sui tre lati della seconda stanza. Un loop tematico procede per contrasto di materiali e alla ruvidezza delle volte si contrappone lo zinco, materiale estremamente luminoso e liscio al tatto. La superficie sfumata e cangiante dello zinco, invece, è in contrasto con la scabrosità dei paramenti murari in laterizio. Lo stesso approccio materico è stato adottato per il lungo muro perimetrale, parallelo a quello esterno sulla piazza che delimita un cavedio areato, che trova la sua coerenza architettonica come proseguimento della volta soprastante, ammorbidita su un lato mediante una volta liscia posta in verticale e resa viva con inserimenti olfattivi. Un effetto ottenuto con l’applicazione manuale di una miscela di grassello di calce e pigmenti colorati con la sovrapposizione di uno strato di sapone di Marsiglia. Il progetto invita i clienti del caffè a un viaggio sensoriale stimolato dalla superficie in zinco e dagli odori del muro perimetrale. La luce gioca un ruolo importante per completare la sensorialità ambientale. Un sistema di proiettori, collocati nell’intercapedine tra i due muri esterni, anima una luce dalle differenti qualità cromatiche che mutano nell’arco della giornata. Toni pastello caldi durante il giorno, toni vivaci sulle diverse gradazioni del rosso per l’aperitivo e toni neutri e acidi (verdi e gialli) per l’intrattenimento notturno. Queste luci cangianti vengono proiettate verso la piazza antistante attraverso alcuni dischi di acciaio lucidato a specchio, sospesi nelle lunette della volta.

Luogo: Via Pisacane, Senigallia
Progettisti: Lorenzo Campodonico
Committente: Gestione Impianti s.r.l.
Anno di redazione: Luglio 2003
Anno di esecuzione: Dicembre 2003
Imprese esecutrici: Lucarini costruzioni, Alberto Lucarelli, Michele Boria e Vennarino Olivetti
Arredamento bar: Bocchini spa,
Pavimentazione in cocciopesto: Renato Sebastianelli
Forniture: Aut aut, Galleria Portfolio
Illuminazione: Punto Luce

A Senigallia all’incrocio tra le vie Pisacane e Maierini si trova la storica via Granda che dà il nome al bar al piano terra di Palazzo Monti Malvezzi. Il palazzo della seconda metà del settecento è stato interessato da un recente intervento di restauro. I cinque vani a pianta quadrata dominati da volte a crociera erano utilizzati originariamente come stalle. Le pessime condizioni generali degli ambienti hanno consentito un intervento progettuale completo e generale che ha interessato gli intonaci delle volte e delle pareti in cattivo stato di conservazione, le pavimentazioni ormai consunte se non del tutto mancanti. Il segno progettuale si struttura attraverso la contrapposizione tra la geometria dei volumi inseriti e quella esistente. La morfologia strutturale delle stanze esistenti ha suggerito, per ciò che concerne forma e proporzioni dei banconi nonché il loro aspetto esteriore, di staccarsi il più possibile dal contesto ambientale, di procedere a un’astrazione dialettica che consentisse di dialogare con l’ambiente su piani contrapposti. Alcuni elementi, mantenuti nella loro valenza statica e scultorea, sono stati rivestiti di lamiera industriale grezza, sgrassata con acido e protetta da un sottile film trasparente. Questi inserti si oppongono alle pareti laterali, trattate con un intonaco a calce, miscelato con grani di sale grosso insieme a una volta disegnata e pensata come una grande calotta riflettente. Questo effetto è stato ottenuto con l’aggiunta di resina alla vernice avorio della tinteggiatura e poi spazzolando la superficie finale con una maglia di ferro. Il climax complessivo appare affascinante sia nelle pareti che nelle volte. L’impatto visivo è esaltato nel suo cromatismo che varia nell’arco della giornata, restituendo un gioco luminoso caldo e indiretto a tutto l’ambiente. Nelle pavimentazioni il progetto segue lo stesso spirito dialettico facendo ricadere la scelta su materiali che donano armonia e coerenza all’ambiente: un cocciopesto a grana finissima, intervallato da liste di marmo bardiglio e piattine di ottone per agevolare il recupero. Tutti gli arredi fissi, su disegno, come i mobili – vetrina, la mensola per le colazioni e i rivestimenti dei retrobanchi sono stati realizzati in lamiera industriale.

Luogo: Via Cavour, Jesi
Progettisti: Lorenzo Campodonico
Committente: Tempi Giusti s.r.l.
Anno di redazione: Maggio 2004
Anno di esecuzione: Ottobre 2004
Arredamento bar: Bocchini spa
Pavimentazione in parquet industriale: Comes

A Jesi, a poche decine di metri dalla piazza su cui sorge il Teatro Pergolesi si trova il bar – ristorante Gatto Matto. Collocato in un vecchio edificio ottocentesco, si sviluppa su quattro livelli differenti. Il piano d’ingresso ospita il banco bar per le colazioni e gli aperitivi e una stanza per la degustazione dei vini; al piano seminterrato e in quello sottostante si sviluppano le sale ristorante, mentre un intero piano è occupato dalla cucina e dagli spazi di servizio. Il progettista ha cercato di conservare nell’intervento un’ambientazione familiare, domestica, e per assecondare quest’esigenza ha sottolineato la presenza dei solai in legno e delle pianelle di cotto che ricreano un luogo segnato da atmosfere calde e intime. La coerenza del progetto si evince anche dalla scelta del nuovo pavimento in parquet che copre le prime due sale e dai toni neutri delle pareti che hanno come contrappunto armonico l’arancione del vano scale. Tutti gli arredi e in particolare la lunga barra per le colazioni all’ingresso e i tavoli su disegno, sono realizzati in legno di palissandro e profilati di ferro grezzo, trattati con acido e un protettivo trasparente. Per valorizzare la fruizione prospettica del locale che si presenta lungo e stretto è stata studiata un’illuminazione, quasi sempre sospesa, che crea un ritmo cromatico e spaziale che accompagna i clienti nei vari ambienti. Nella sala posta a una quota più bassa in corrispondenza di una corte interna, la scelta illuminotecnica varia alla ricerca di uno spazio mutevole che viene esaltato da un sistema di illuminazione a fibre ottiche, con modulatore di frequenza e sistema RGB, occultato da un controsoffitto in maglia metallica in filato di ottone. Questa versatilità luminosa consente di ottenere un soffitto iridescente, che cambia ascendenza cromatica in base ai diversi usi della sala.

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