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Il 5 stelle delle Marche

A Pesaro rinasce l’Excelsior

Intervento: ristrutturazione dell’albergo Excelsior mediante parziale demolizione e ricostruzione
Luogo: Pesaro
Progettisti: progetto e D.L. architettonica: ing. Daniele Gerboni; consulenza architettonica: Studio Marco Gaudenzi e Associati – arch. Marco Gaudenzi; relaz. geologica dott.Adamo Ghiselli; prog. e D.L. strutturale: ing. Giulio Ondelli, ing. Daniele Gerboni; impianti meccanici ed elettrici:
Studio STS – ing. Lorenzo Santi
Committente: MARKUS Srl
Anni di redazione: 2004 – 2010
Anni di realizzazione: 2007 – 2010
Costo: 13.000.000,00 euro
Impresa esecutrice: Costruzioni Giuseppe Montagna srl
Dati dimensionali: superficie lorda 6230 mq

 

Foto: Tomas Libiszewski

 

L’Hotel Excelsior, sul lungomare di Pesaro, è stata una presenza abituale per bagnanti locali e turisti dal 1953, anno della sua inaugurazione. Nel contesto, quasi un grattacielo a pochi metri dalla battigia, testimonianza degli alberghi analoghi che nella vicina costa romagnola nascevano per rispondere alle necessità ricettive del turismo di massa che andava sostituendosi, negli anni del boom economico, a quello più elitario che aveva come nucleo residenziale l’insieme dei villini al mare della “città giardino”. All’epoca l’Excelsior rappresentava, oltre che un segno architettonico forte, anche una nuova filosofia del fare turismo, più avanzata, più professionale, concentrata nell’icona del “grande albergo”. Col tempo la struttura è andata decadendo e la sua ristrutturazione voluta dall’attuale proprietario, Nardo Filippetti, è stata determinata, oltre che dalla volontà di conservare un documento architettonico di valore sentimentale per i pesaresi, dalla normativa che regola gli interventi su questa tipologia di strutture, tipicamente italiana: ristrutturazione edilizia, conservazione dello stesso volume e sagoma nonostante si tratti di strutture che, dal punto di vista della qualità architettonica, sono più testimonianze di un periodo storico che architetture di valore.

L’intervento si è dunque concluso con la nascita di una costruzione completamente nuova pur conservando l’impianto volumetrico della struttura originaria. Il corpo basso e lungo contiene i servizi, il corpo alto, a pianta rettangolare più contenuta, le camere. Tra i due si aggiunge una torre in ceramica e vetro che contiene tutti i collegamenti verticali, i cavedi degli impianti, le macchine del trattamento aria e della rigenerazione (l’edificio produce energia elettrica per il proprio funzionamento), tutta la tecnologia al servizio dell’edificio, che rende l’albergo una moderna macchina per ospitalità in termini di comfort ambientale e di risparmio energetico. La nuova configurazione ha conservato il “funzionalismo” originario, che è stato addirittura enfatizzato. Il volume allungato sul fronte mare si trasforma in una sagoma dalla sezione curva segnata da frangisole di bronzo dal colore dorato. Contiene al piano terra da nord a sud un grande bar, la hall, e in continuità su un piano leggermente rialzato, il ristorante aperto sul lato sud alla città. Al primo piano sette sale riunioni divise da pareti che possono scomparire, diventano un’unica sala di 400 metri quadrati. Al secondo piano è collocato un centro benessere sotto la copertura, anch’essa curva, di legno bianco, con una piscina al coperto che si affaccia sul mare.

La torre, con i fronti leggermente convessi, è articolata in 36 logge con cui si affacciano le camere sulla spiaggia, disegnate con quadrati che contengono una lieve deformazione replicata in successive posizioni che la fanno percepire come in continuo ed incessante movimento che evoca il moto ondoso del mare. In questo elemento verticale si trovano le camere e le suites per sette piani quasi tutte affacciate sul mare. Tra la parte bassa e la torre, il volume chiuso della scale e degli impianti, rivestito con grandi lastre di ceramica avorio e di vetro blu, svetta più alto, con una punta sagomata, sulla sommità di tutto il complesso. Sul lato della città opposto al mare, al centro dell’edificio, una strada pedonale pavimentata in porfido e pietra bianca, collega il viale che percorre tutta la città parallelo alla costa, all’ingresso dell’albergo. L’ingresso è inserito nella facciata composta da lastre di ceramica e vetro di colore bruno, contornata da frangisole di bronzo. A lato dell’ingresso, un grande disco di acciaio di Eliseo Mattiacci è infisso per una piccola porzione sul pavimento di pietra.