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Il nuovo Mercato Ittico di Porto San Giorgio

Tra architettura e scultura, un complesso che rinsalda il legame tra la città e i suoi operatori della pesca

Studio Gaggiotti Gambacorta & Associati
Livio Gambacorta, Andrea Gaggiotti
Intervento: Realizzazione di Nuovo Mercato Ittico
Luogo: Porto San Giorgio (AP)
Progettisti: Studio Gaggiotti – Gambacorta & Associati:
ingg. Livio Gambacorta, Andrea Gaggiotti, Zakhia Bassil, Andrea Mondini, arch. Roberto Stella;
ing. Giuseppe Fiscaletti, San Benedetto del Tronto (AP);
ing. Massimo Vitellozzi, Roma; ing. Marco Sciarpa,
San Benedetto del Tronto (AP)
Collaboratori: ing. Luigi Attilio Mochi, ing. Laura Ragni,
ing. Claudia Speranza, ing. Paolo Clemente,
arch. Giovanni Furnari, geom. Manuel Occhipinti,
geom. Luigi Galleguillos, geom. Daniela Ballante
Committente: Comune di Porto San Giorgio (AP)
Anno di redazione del progetto: 2004-2005
Anno di esecuzione del progetto: 2005-2006
Costo: 1.100.000,00 euro
Impresa esecutrice: SAFAS srl, Blera (VT)
Imprese fornitrici: coperture: Ondulit SpA;
strutture in acciaio: Angelini Enzo
Dati dimensionali dell’intervento:
superficie di impronta a terra mq 821;
superficie complessiva mq 1055
Foto: Gabriele Fangi

Il Mercato Ittico di Porto San Giorgio, in connessione con le antiche tradizioni marinare della città, vanta una considerevole esperienza pluriennale nella commercializzazione del pescato mediante asta pubblica. Lo sviluppo urbanistico della città da un lato, che ha fatto sì che l’esistente struttura del mercato ricada in un’area pienamente urbanizzata, e la presenza di aree disponibili nell’ambito del porto peschereccio dall’altro, hanno condotto l’Amministrazione Comunale alla determinazione di realizzare un nuovo Mercato Ittico che soddisfacesse le esigenze dell’utenza, razionalizzando e rendendo più efficiente ed economico il ciclo di produzione. Il nuovo mercato ittico è situato pertanto sul molo sud dell’area portuale di Porto San Giorgio, a ridosso della banchina di attracco delle imbarcazioni impegnate nella pesca. Nelle intenzioni dei progettisti l’organismo edilizio vuole costituire un punto di interazione tra la cittadinanza e gli operatori della pesca favorendo la riscoperta dei valori di questa attività. L’edificio identifica con decisione il contesto in cui si inserisce creando un’evidenza architettonica di forte matrice scultorea, lontano dalle forme e dai materiali propri dell’edilizia tradizionale. Le diverse funzionalità interne dell’edificio trovano ognuna la propria caratterizzazione nella sequenza compositiva dei tre volumi architettonici di forma organica che si compenetrano ad elementi di forma regolare, contenitori delle attività marginali. Nell’organismo edilizio si possono così distinguere una galleria d’ingresso del pescato costituita da una successione di archi a tre cerniere, inclinati rispetto la verticale, di altezza variabile, a creare un profilo ad onda che sfocia nella grande sala d’asta. Un secondo volume, generato da una successione di telai non complanari, racchiude gli ambienti destinati alle attività direzionali e complementari disposti su due livelli sfalsati. Protagonista del complesso è il grande spazio centrale a doppia altezza riconoscibile dal volume prismatico emergente a identificare il fulcro delle attività di astatura del pescato. Un passaggio pedonale taglia trasversalmente la struttura a piano terra consentendo, attraverso ampie vetrate, la partecipazione dei cittadini alle attività post pesca. La dicotomia che si genera nella composizione architettonica è rafforzata dai materiali utilizzati: le coperture organiche dell’edificio sono realizzate da pannelli sagomati in lamiera metallica a protezione multistrato, mentre i volumi regolari hanno una finitura ad intonaco su tamponature in muratura. La struttura portante in acciaio dei volumi rimane internamente a vista ed è concepita come un unico organismo tridimensionale costituito da aste disposte sostanzialmente secondo le isocurve che definiscono le superfici spaziali opportunamente controventate; i volumi regolari sono realizzati tramite travi e pilastri in acciaio che vanno ad individuare telai regolari, anch’essi controventati. I collegamenti tra le varie aste sono realizzati tramite articolazioni a perno o giunti bullonati così da facilitare al massimo il montaggio degli elementi strutturali spaziali pre-assemblati in officina. Sostanzialmente si hanno circa 791,0 mq di superficie lorda di impronta a terra e mq 230 di superficie al primo piano così ripartite: attività funzionali all’astatura del pesce (galleria ingresso, zona celle frigo e sala d’asta) mq 422 circa; sportello bancario e servizi mq 47 circa; ufficio veterinario mq 41 circa; passaggio pedonale coperto mq 140 circa; uffici al piano terra mq 141 circa; uffici al 1° piano mq 230 circa. A corredo delle attività del mercato sono stati realizzati parcheggi per circa 500 mq.

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