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Il Parco del Fiume Foglia

Mostra dei progetti a Pesaro

Intervento: Parco del Fiume Foglia. Mostra dei progetti
Luogo: Pesaro, Palazzo Gradari  14-28 novembre 2008
Progettista: arch. Cristiano Toraldo di Francia
Collaboratori: Dayla Riera, Sonia Pettinari, Mara Scalvini, Paola Tassetti
Enti promotori: Comune di Pesaro, Assessorato
all’Urbanistica (dirigente arch. Nardo Goffi), PROCAM (Facoltà di Architettura, Università di Camerino),
Enzo Reschini srl (Macerata)

Questa mostra ha preso spunto dai progetti dei due anni (2007-2008) del Corso di Progettazione del Paesaggio della Facoltà di Architettura dell’Università di Camerino, sede di Ascoli Piceno, dedicati alla formulazione di ipotesi per la costituzione di un Parco Pubblico in un’area compresa tra la A14 e la ex cava, località Fienile Grande, lungo il fiume Foglia a Pesaro. La mostra si poteva consultare in due modi differenti, che corrispondevano a due diverse strategie nei riguardi del recupero e dell’uso delle arree interstiziali o di margine non ancora raggiunte dalla progettazione urbana, spesso rimaste intercluse tra due espansioni destinate a saldarsi, come è avvenuto in tanti casi nella crescita lineare della Città Adriatica. Si tratta di paesaggi considerati problematici, caotici, “imbarazzanti” nella loro indeterminatezza, ma che proprio da questa traggono il valore della loro differenza rispetto alle aree urbane strutturate e definite. Questa apparente indeterminatezza è in realtà luogo di massima attività naturale, isola rifugio per specie vegetali e animali: quel terzo paesaggio cui Gilles Clement ha dedicato tanta parte dei suoi scritti e della sua attività. Da una parte il progetto si autolimita prevedendo una manutenzione minima e una fruizione culturale e artistica attraverso passeggiate guidate, dall’altra si interviene con il progetto che però ha assunto un atteggiamento “leggero” lavorando soprattutto sui programmi alla macro scala. Facendo seguito a queste considerazioni la mostra è stata strutturata attraverso due ipotesi di lettura: da una parte la sequenza dei progetti raccontava la necessità di una più strutturata messa in rete dell’area verde del Foglia con gli altri spazi verdi della Città Adriatica, dall’altra le immagini di passeggiate e incursioni “alla deriva” attraverso la fotografia, documentavano e mettevano in scena il paesaggio “indeterminato” che già vive al di là dell’autostrada A14.
Il sistema dei parchi di mare e di terra e il Parco del Foglia

Nella nuova città dei consumi i luoghi centrali aperti, le piazze come i grandi spazi pubblici di incontro civile e di scambio, non previsti nella figura urbana dello sprawl, perché vuoti improduttivi, sono stati sostituiti da altri pieni, contenitori di non luoghi, ovvero dai paesaggi artificiali del commercio e della mobilità. La Città Adriatica nasce proprio dalla fusione con i caratteri dello sprawl, pressoché senza soluzioni di continuità, degli originari insediamenti urbani lungo la costa collegati e innervati dal sistema infrastrutturale parallelo costituito dalla Strada Statale 16, la ferrovia Bologna-Bari e per ultima l’Autostrada A14. In questa struttura urbana lineare gli alvei fluviali così come le aree industriali dismesse, rappresentano momenti di discontinuità del costruito, che possono diventare i nuovi luoghi pubblici del sistema adriatico, nodi e connessioni del doppio sistema parallelo di Parchi lineari di mare e di terra, che si avviano a costituire la struttura slow, come sequenza di identità diverse a compensazione del sistema infrastrutturale veloce della A14 e della Ferrovia. Scendendo quindi di scala, una delle prime aste trasversali dell’Urbaparco a nord del tratto marchigiano della città Adriatica è rappresentata dall’alveo del fiume Foglia, nel suo percorso terminale che da Montelabbate raggiunge la città di Pesaro, dove ha storicamente svolto la funzione di Porto canale. In attesa che nel prossimo futuro possa diventare Parco fluviale l’intero tratto suddetto, il Piano Regolatore Generale relativo all’area ha selezionato un primo stralcio compreso tra la barriera dell’Autostrada A14 e il limite agricolo della frazione di Villa Fastiggi di circa 168 ettari.

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