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Il ‘Sipario Tagliafuoco’ del Teatro delle Muse di Ancona

Valeriano Trubbiani

Com’è noto la funzione originaria del “sipario tagliafuoco” in un teatro è quella meramente tecnica di separare, in caso di incendio, lo spazio della platea da quello del palcoscenico. Il nuovo Sipario Tagliafuoco del Teatro delle Muse di Ancona oltre alla funzione tecnica, assolve ad una funzione estetica. Il fronte scenico non è decorato pittoricamente ma “figurato” integralmente da un’epidermide metallica e da una scultura ad altorilievo in bronzo che si articola all’interno di una nicchia nera. L’antico Sipario ottocentesco dipinto su stoffa dal livornese Bonsignori rappresentava un trionfalistico ritorno dalla Dacia dell’imperatore Traiano, con evidente riferimento al noto frammento della Colonna Traiana di Roma. Se la citazione della Colonna è stata obbligatoria, l’esito complessivo ha inteso escludere ogni tono trionfalistico per avvalersi di una rasserenante ironia con cui viene intessuta una festa della luce solare, marchio di ritrovata vitalità. Al centro dell’ampio palinsesto un nero incasso ospita ed “ostenta” il luminoso bronzo dell’altorilievo che, composto di vari elementi come un “puzzle”, esprime una immagine unitaria, compatta e fortemente simbolica. La figurazione centrale è quindi espressa dalla nicchia nera in negativo e dal rilievo bronzeo, impressi come un marchio, un sigillo, una polena, sulla presunta fiancata di una antica nave fitta di fasciame, di doghe bullonate e finemente satinate nell’acciaio inox, tanto da rimandare riflessi diversi e contrastanti. La totalità dell’enorme tenda metallica – che invade circa 50 metri quadrati – offre uno piccolo prologo allo spettacolo e il primo impatto visivo offerto allo spettatore. Un racconto di mare, di terra, di cielo. Si tratta infine di una nuova aurora di ritrovata operosità spettacolare, dopo una lunga notte. Il sole sornione dal sorriso ammiccante e intenso si eleva sopra l’Arco di Traiano fitto di sottostanti andirivieni illuminati dai sette raggi solari confortanti come un antico e aulico trionfo barocco. Due onde marine spiraliformi mimano le onde del mare e chiudono la scena. I colori dei materiali sono l’argento rullato dell’acciao inox, il nero della nicchia e dei bulloni, l’oro del bronzo satinato lievemente venato di turchese.

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