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In futura costruzione

Un’inchiesta filmata sulla memoria dell’ex Italcementi Sacelit di Senigallia

Cosa rappresenta il vecchio cementificio nella città di oggi? Come si possono far sorgere i fantasmi del suo passato attraverso gli strumenti del cinema? Questo progetto si interroga sul senso della rovina, della mutazione urbana e su cosa i luoghi possono comunicare al di là della loro facciata visibile, nel loro afterlife sospeso tra passato e futuro.

Senigallia è una città marchigiana che si trova sulla costa adriatica. In prossimità del porto e della spiaggia di velluto, la vasta area industriale dell’ex Italcementi Sacelit è stata attiva durante il XX secolo nella produzione di cemento e di manufatti contenenti cemento amianto. La realizzazione del cortometraggio In futura Costruzione si inserisce nel momento di trasformazione epocale dell’aerea, da ex zona industriale a zona turistico-residenziale, con la costruzione del complesso Il Borgo delle Torri di Paolo Portoghesi.
Cosa rappresenta il vecchio cementificio nella città di oggi? Come si possono far sorgere i fantasmi del suo passato attraverso gli strumenti del cinema? Questo progetto si interroga sul senso della rovina, della mutazione urbana e su cosa i luoghi possono comunicare al di là della loro facciata visibile, nel loro afterlife sospeso tra passato e futuro. L’idea è stata quella di andare alla ricerca dei fantasmi e dei testimoni di questo spazio, prima della sua totale scomparsa, cercando nell’architettura attuale, il sembiante di una storia passata e dimenticata.
La storia del cementificio è inscritta in quella dello sviluppo urbano della città di Senigallia che come gran parte delle città costiere vede la sua riqualificazione urbana a fini soprattutto turistici.
L’inchiesta su questo luogo rappresenta il tentativo di porre delle domande sul passato della città, rappresentato dalla fabbrica e la possibilità di vedere la città con uno sguardo diverso, libero di immaginare diversamente il suo presente.
La fabbricazione del film si è sviluppata in un percorso di accurata indagine visiva dello spazio vuoto, in seguito alla demolizione dell’aerea, che ha portato alla creazione di un inventario del luogo a cui si è aggiunto lo studio del materiale storico-fotografico d’archivio, che testimoniava la vita passata della fabbrica.
Le interviste agli ex operai hanno contribuito alla creazione di una topografia più emozionale e a conoscere le reali condizioni lavorative di chi abitava questo spazio. Il materiale raccolto ha portato all’elaborazione di una storia di finzione che esplora in maniera poetica la memoria dell’ex cementificio. I lavori degli artisti Apichatpong Weerasethakul, Pedro Costa e J.-L. Godard hanno inspirato e guidato il percorso di progettazione, insieme alla costante presenza del testo Quattro Quartetti di T.S. Eliot.

6-scavatrice 7-titolo 8-scoperta-fabbrica 9-scritta-italcementi 11-cantiere 15-incontro-con-un-vecchio-operaio 16-manifestazione-1 20-manif-4 21-racconto-ad-un-amico 23-alla-stazione-bis 24-scoperta-cartolina 29-sguardo-attraverso-muro 35-perlustrazione-fabbrica 36-fantasma-operaio 37-fantasma-operaia 38-Intrusione-finale

La storia si articola nell’incontro tra due personaggi: la vecchia zona industriale e una giovane operaia in crisi sul lavoro. Scoprendo l’esistenza di questo spazio abbandonato, la giovane donna comprende che la vecchia fabbrica soffre delle sue stesse problematiche: un lavoro precario, un presente incerto e solitario e l’attesa di un futuro ancora da costruire. Gli elementi in comune nel presente di questi due personaggi permettono un incontro e un’identificazione tra i due.
Grazie alla scoperta della storia della vecchia fabbrica, la donna prende coscienza dello stato attuale di precarietà della sua vita. La storia della fabbrica emerge attraverso gli incontri che la protagonista fa progressivamente.
Nell’intrusione finale della giovane donna nello spazio vuoto e proibito, si inscrive il tentativo di ridisegnare la sua storia e di appropriarsi dei suoi fantasmi. Attraverso la sua percezione diretta dello spazio, il suo corpo diventa lo strumento per un’altra architettura possibile, di riformulazione di un altro spazio di memoria possibile, contro l’oblio.

Tesi di laurea di Giulia Casagrande
Università di Paris 8 Facoltà d’Arte, Filosofia, Estetica
anno accademico 2010/2011
master in Cinema, Regia e Creazione
relatrice Dominique Villain
foto dell’archivio Giorgio Pegoli.

  • Bagnati in spiaggia
  • Italcementi
  • Cantiere

“Noi non cesseremo l’esplorazione e la fine di tutto il nostro esplorare
sarà giungere là dove siamo partiti e conoscere il luogo per la prima volta.” T.S. Eliot