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Interno cinque

Foto: Vito Corvasce

Il progetto di ristrutturazione è la rimodulazione di un appartamento costruito negli anni Sessanta con la classica divisione della zona giorno con cucina piccola chiusa, zona pranzo adiacente e soggiorno separato. Modello corrispondente ai gusti di un’Italia che amava vivere in una casa dove ogni funzione era autonoma, dove esistevano uno spazio del vivere quotidiano e uno spazio di rappresentanza diviso e libero. La cucina di quegli anni era la zona più ermetica di tutta la parte giorno. Odori, fumi e oggetti erano custoditi in modo che non interferissero con altre aree, in alcun modo. In questa realizzazione, invece, la cucina diventa elemento centrale visibile aperto, svolgendo la funzione di creare in modo riservato ma comunicante, la delimitazione tra zona pranzo e spazio soggiorno. Un fulcro centrale al quale è deputato anche il ruolo di aggregazione di funzione tecnologiche. In una delle aree laterali della cucina è alloggiato, su una parete in vetro, un televisore a led e frontalmente vari sgabelli offrono, all’uscita della scala d’ingresso, una visione schermata della zona cottura. Due cappe cilindriche laccate bianche preservano l’ambiente dagli odori della cottura dei cibi agendo una in modo primario, diretto sui bruciatori e l’altra in modo secondario nell’ambiente circostante. La scala in acciaio laccato con gradini in vetro satinato extra chiaro permette l’accesso al soggiorno dall’ingresso sottostante dove sono previste armadiature spogliatoio e ripostigli ausiliari. Il sistema di riscaldamento è realizzato a pavimento mentre la climatizzazione è prevista con split da incasso alloggiati dentro plenum motorizzati. Va sottolineato come le linearità delle soluzioni determina un risultato limpido e funzionale senza sovrastrutture artificiose o vezzi architettonici autoreferenziali. In molti progetti contemporanei la cucina assume il ruolo di struttura architettonica, capace di plasmare intorno gli spazi giorno con efficace risultato e moderno concetto dell’abitare la casa. Tra gli elementi di arredamento, la cucina è indubbiamente il prodotto maggiormente evolutivo e in continua innovazione formale e tecnologica. La cucina del prossimo futuro potrà essere l’elemento arredativo principale degli spazi giorno, sintesi di tutti i contenitori e delle tecnologie applicate necessarie. Le funzioni complementari potranno includere i controlli climatici totali, le depurazioni automatiche degli odori e dei fumi, la ionizzazione dell’aria, i controlli dei parametri nutrizionali e calorici degli alimenti che si usano in base agli utenti della casa: in sintesi il cervello di comando dell’abitazione e il garante della qualità del vivere. Molti grandi architetti e progettisti hanno sviluppato con interesse idee in merito a questo oggetto complesso, fatto di tecnologia applicata a materiali tradizionali e innovativi. Piero Lissoni, tra i più attivi e prolifici, negli ultimi anni ha creato una linea di prodotti che molti altri progettisti hanno emulato. Antonio Citterio ha introdotto il concetto di ‘spazio living’ per la cucina modulando linee vicine ai mobili da soggiorno. Zaha Hadid ha progettato, in collaborazione con una nota ditta di cucine di Pesaro, un prototipo molto innovativo totalmente in corion, con fluide linee costruttive ed elettrodomestici essenziali. L’approccio dell’architetto apporta elementi nuovi dal punto di vista strutturale e introduce nel progetto il metodo compositivo che viene usato per la progettazione di un edificio. Interessante è il contributo dato da figure diverse dal designer tradizionale come Giorgio Armani che ha proposto un’elegante cucina con raffinati materiali dalle influenze esotiche o grandi chef, ad esempio Marchesi, che ha pensato a cucine professionali con ampie superfici in acciaio come nei grandi luoghi della ristorazione.

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