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Ipotesi progettuale per l’area compresa tra il lazzaretto e la stazione ferroviaria di Ancona

Università degli studi di Ancona
Facoltà di Ingegneria
Anno Accademico: 1998/1999
Tesi di laurea in Composizione Architettonica: ipotesi progettuale per l’area compresa tra il lazzaretto e la stazione ferroviaria di Ancona
Autore: Doriano Sordoni
Relatore: Prof. Mario De Grassi
Correlatore: Arch. Gianluigi Mondaini

Gli imponenti cambiamenti infrastrutturali ad Ancona nel recente passato hanno modificato le caratteristiche funzionali di intere zone. Spesso queste aree sembrano non aver avuto la capacità di assorbire tali cambiamenti così da neutralizzare l’utilità delle infrastrutture stesse. La tesi in particolare si occupa degli effetti formali e funzionali e delle potenzialità ancora inespresse della sovrapposizione in area molo sud del nastro veicolare dell’asse attrezzato.
L’area di intervento del progetto è appunto rappresentata da quell’area a forte vocazione infrastrutturale ma anche di enormi potenzialità urbane che va dalla stazione ferroviaria fino alla fiera della pesca, mercato del pesce e infine il lazzaretto vanvitelliano.
L’idea è quella di restituire all’arco portuale e in particolare alla città tutta l’area che cinge il monumento vanvitelliano fino ad ora destinata a funzioni commerciali e trasportiste sia su ferro che gomma che possono essere razionalizzate attraverso un piano parcheggi e trasporti più efficiente all’interno del nuovo piano del porto del quale si sposano alcuni indirizzi e se ne ripensano altri. Mantenendo la localizzazione dell’edificio del mercato del pesce del Minnucci, l’intera area viene ripensata a partire dalla volontà di sovrapporre in verticale tutte le funzioni necessarie alla città contemporanea, dalle sue infrastrutture alle sue necessità rappresentative, in una sorta di nuova centralità urbana che sia capace con un forte segno architettonico di portare nuovo smalto ad un’area così strategica per l’immagine della città. Il progetto nasce attorno al concetto contemporaneo di piazza come spazio aperto e pubblico in grado di connettere i molteplici eventi che l’attuale città composita necessità. Questa nuovo spazio è bordato da una serie di funzioni che il progetto razionalizza e che vanno dall’attuale stazione ferroviaria, divisa in più porzioni funzionali così come richiesto da una attenta analisi dei flussi giornalieri dei viaggiatori e delle merci, alla riorganizzazione del bordo urbano verso via Marconi di cui si potenziano i servizi a carattere pubblico e il lato verso la zona Zipa dove viene ripensata la funzione espositiva con l’ubicazione di una dorsale terziaria e rappresentativa significativa. L’ultimo lato, quello verso il bacino portuale, viene deliberatamente lasciato aperto in modo da spettacolarizzare la vista, da questo nuovo centro urbano del lazzaretto e di tutta la città monumentale che da questa nuova apertura viene esaltata.
Il forte segno architettonico è quindi un grande piano inclinato che dalla quota 0.00 dell’acqua del bacino portuale raggiunge la quota rilevata di mt. 4,40 del nodo via Marconi Corso Carlo Alberto fino alla quota 9.00 mt che rappresenta il livello del nuovo edificio vitreo della stazione passeggeri che, come un nastro trasversale, collega i nuovi elementi di questo paesaggio artificiale affacciandosi sullo spettacolo della città storica, fino ad ora assolutamente interdetta al viaggiatore da quest’area da sempre periferica nonostante la vicinanza al suo centro vitale e monumentale rappresentato dal bacino portuale.
Il prisma vitreo è il fulcro del progetto, vero e proprio collegamento tra le due stazioni, quella storica dei treni e quella nuova degli autobus raggiungibile con l’asse soprelevato che viene da nord, è il nuovo fabbricato viaggiatori, centro culturale e centro servizi, un luogo di scambio capace di esprimere fisicamente la condizione di attraversamento che la città contemporanea offre al suo utente. La grande piazza inclinata rappresenta la “forma” capace di contenere tutti i servizi necessari allo sviluppo del nuovo centro, dai negozi al centro sportivo, agli uffici, recuperando spazio pedonale sulla sua sommità che rappresenti un punto di fusione tra città e stazione ferroviaria. Il nuovo edificio sospeso di collegamento diviene la nuova stazione che assieme alle altre nuove funzioni insediate si affacciano sulla città riconfigurando le sue caratteristiche di centralità. All’interno di questo grande piano inclinato si infila l’asse nord sud che scende di quota una volta superata via Marconi e raggiunge l’area Zipa incidendo la piazza permettendo anche la spettacolarizzazione del movimento automobilistico oltre che di quello pedonale. Il piano inclinato infine è disegnato da una serie di cesure e bucature che permettono l’illuminazione e l’areazione delle funzioni che il piano stesso ospita.
Un punto cardine del nuovo piano urbano è la riprogettazione del binario verso il porto. Il tracciato si trasforma in una metropolitana con punto di partenza dall’ottocentesco ex deposito locomotive e il tracciato collega attraverso altre due fermate la Stazione con la città. Con una leggera pendenza si raggiunge quota –2.5 m. davanti a via Marconi per poi interrarsi completamente all’altezza della Galleria di S. Martino. Quest’ultima diviene a sua volta un altro ramo della metropolitana che collega la Mole Vanvitelliana con Piazza Pertini.
Un altro elemento del progetto di trasformazione è lo spostamento dei binari Ovest nel tracciato del fascio tribunali, potrà essere utilizzato anche da  quel 52.4% di treni che nascono o muoiono ad Ancona, così da poter liberare parte dei binari passanti  e adibire alla sosta dei treni che arriveranno da fuori per utilizzare i nuovi servizi. Lo spostamento del binario Ovest nasce anche per liberare la città dell’imbuto di via Flaminia.
La realizzazione di un nuovo collegamento in ponte o in  tunnel semplifica e velocizza il collegamento con il porto e la città. La progettazione del bus terminal in un area così centrale rispetto all’ubicazione delle nuove infrastrutture di dirigersi verso qualsiasi direzione: a Nord tramite il by–pass della Palombella e a Sud con il nuovo asse Nord–Sud e verso il Porto ed il centro della città mediante il nuovo collegamento trasversale sul porto.
Una tra le variabili più consistenti di questo progetto è rappresentata dalla necessità di collocare in questa zona un enorme numero di parcheggi per T.I.R., container ed auto. Il semplice collegamento con il porto permette di razionalizzare il flusso dei mezzi pesanti. Si può pensare a questa zona come prima divisione tra flusso comunitario ed extracomunitario per velocizzare le attese nel porto. Un ruolo importante è quello del nuovo parcheggio macchine ubicato in prossimità del bus terminal e sul retro del nuovo centro direzionale in aree recuperata dalla necessaria razionalizzazione dei volumi edificati in zona Zipa.
L’idea di luogo centrale coincide con la possibilità di offrire quindi un maggior numero di servizi possibili concentrati in un unico luogo e questo progetto tenta di organizzare una forma architettonica capace di tenere insieme i vari dati quantitativi e qualitativi dell’idea.
La piazza è in realtà la copertura di tutti i servizi citati. La sottesa concezione di pianta libera permette di studiare una serie di eventi in grado di catturare l’attenzione dei viaggiatori ma anche quella dei cittadini stessi. Un grande market coronato da una serie di negozi prelude ad una funzione di centro commerciale. La presenza della stazione termini che si infila all’interno di questi eventi ne aumenta l’importanza. Un nuovo grande centro sportivo occupa tutta la parte ovest del progetto. Salendo si incontrano  una serie di servizi fino a raggiungere le sale per i congressi e l’hotel panoramico. Proseguendo verso l’alto si arriva al nuovo fabbricato viaggiatori che collega  tutte le parti del nostro progetto.

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