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Italia/Giappone: una storia tra i progetti

Come avviene ormai regolarmente da anni, anche Progetti n°9, la rivista di Architettura Restauro e Design della provincia di Ancona, promossa e finanziata dal Gruppo Gagliardini di Monteroberto, è stata presentata all’interno di un evento culturale che si è distinto per la spiccata propensione al mondo del progetto e in particolare del design.
“Italia/Giappone: una storia tra i progetti”, questo il titolo della manifestazione, è stata l’occasione per incontrare Toshiyuki Kita il famoso designer giapponese autore di prodotti che hanno segnato la storia del design contemporaneo come Moroso, Cassina, Sharp. Il particolare interesse suscitato dal Famoso designer nasce dalla presenza sempre più costante e radicata di Kita nelle Marche dove ha inststaurato una serie di interessanti collaborazioni con note aziende del territorio: Pica, iGuzzini, Sirrah, Curvet.
L’incontro ha offerto al pubblico l’occasione per conoscere più da vicino il suo lavoro, la sua cultura del progetto, le sue attuali relazioni con l’industria di questo territorio.
Il progetto, ideato e curato da Cristiana Colli ha coinvolto il famoso designer anche in un’iniziativa realizzata il 30 novembre 2001, con la Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura dell’Università, in occasione della quale il designer ha incontrato gli studenti per una conversazione legata alle sue realizzazioni. In quell’occasione, introdotto dal Preside Giovanni Latini, da Fausto Pugnaloni, direttore IDAU e da Franco Panzini, Direttore Editoriale di Progetti, Kita ha raccontato le sue esperienze nel mondo del design, frutto di quel difficile connubio tra alta tecnologia e artigianato che caratterizza in modo specifico il suo lavoro.
Sabato 1 dicembre 2001, Toshiyuki Kita, inoltre, ha allestito per la presentazione di Progetti, nella nuova Sala Mostra Gagliardini a Monteroberto, alcune installazioni e alcuni tra i suoi oggetti più rappresentativi: il Furo – bagno tradizionale giapponese rivisitato; il Ceremony Space – lo spazio rituale utilizzato per la cerimonia del tè; le lampade Pao e Tako in carta, il televisore Aquos di Sharp e alcune lacce giapponesi.
“Sono convinto che il design non possa essere separato dallo stile di vita: la bellezza della forma e del colore sono fondamentali ma un oggetto non può avere senso se collocato in una nicchia con fini solo decorativi, senza essere usato.  Gli oggetti che usiamo nella vita quotidiana devono essere belli, altrimenti non riusciamo a godere del loro possibile contenuto di ricchezza spirituale”.
E ha spiegato al folto pubblico di architetti, designers e semplici ammiratori il senso e la cultura del bagno nella tradizione giapponese, nonché la genesi di alcuni prodotti cult come il televisore Aquos di Sharp. Sottofondo dei suoi racconti un video del mare che ricorre spesso nei suoi happening e le immagini magiche della lavorazione delle ciotole in lacca e delle carte fatte a mano per le sue lampade.
“Ospitare un grande designer come Toshiyuki Kita, è per noi un privilegio – ha dichiarato Vittorio Gagliardini. Lo è per l’importanza e la qualità del suo lavoro, lo è perché, con la nostra rivista, offriamo un’occasione a chi ama e studia il design di incontrare un grande protagonista”.