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La casa del Professore

Cuore moderno in antica casa sulle mura

Intervento: risasamento conservativo di un edificio di civile abitazione
Luogo: Camerata Picena (AN)
Progettisti: arch. Ettore Pierdicca
Collaboratori: ing. Saverio Silvestri, ing. Luca Gasparrini, geom. Oriana Leggieri
Committente: prof. Andrea Risaliti
Anno di redazione: 2007
Anno di esecuzione: 2008-2009
Impresa esecutrice: Catena Costruzioni snc, Osimo (AN)

Foto: Roberto Piccinni

Nella professione di architetto si opera spesso in situazioni delicate quando si affrontano risanamenti conservativi di immobili integrati nei centri storici: il profondo rispetto strutturale per l’antico, a volte si coniuga con un deciso colpo di modernità. Il centro storico del Comune di Camerata Picena si sviluppa tra le antiche mura castellane con l’unico ingresso costituito da una porta che apre sulla piazza principale dove sorgono la Chiesa ed il Municipio. La cinta muraria forma una ellisse ed è costituita principalmente da abitazioni “cielo-terra” con l’ingresso dalla piazza interna e l’affaccio retrostante sulla Vallesina, sopra le mura. La ristrutturazione si realizza proprio su uno di questi edifici appartenente al lato nord-est delle mura; un edificio a pianta irregolare con il prospetto principale verso la piazza (interno dell’ellisse) ed il retroprospetto verso la Vallesina. Incastonato tra gli altri edifici della cinta, ma con altezza inferiore, ha l’ingresso posto su una scala esterna in muratura che sale dalla piazza dove si affacciano le finestre del prospetto principale mentre quelle del retroprospetto, poste in alto sopra la mura di cinta, godono dello straordinario panorama della campagna che arriva sino al mare. L’edificio, su tre piani fuori terra, è in muratura portante ed i solai originali di interpiano e di copertura erano in legno, poggianti sui muri in comune con gli edifici adiacenti e con altezze di interpiano ridottissime. L’intervento edilizio ha rispettato l’architettura del “fuori” mentre ha stravolto il “dentro”; in particolare i due prospetti esterni sono stati pazientemente restaurati mantenendo il più possibile l’aspetto “antico” dell’edificio e ricostruendo le parti ammalorate, mentre all’interno, dopo la completa demolizione dei solai in legno, è stata realizzata una struttura in acciaio e legno ancorata alle vecchie murature. Tale struttura è realizzata con un anello di acciaio per ogni solaio collaborante con il tavolato ligneo di calpestio ed una scala di acciaio e vetro collega i tre piani di abitazione. L’utilizzo dell’acciaio e del legno per la realizzazione dei solai ha minimizzato lo spessore dei solai stessi a vantaggio delle altezze utili interne. Le pareti in cartongesso che racchiudono i cavedi tecnologici e quelle in vetro del vano scala sono caratterizzate da tagli obliqui in contrasto con la linearità delle travi strutturali in acciaio. Dal punto di vista strutturale va segnalato l’intervento di miglioramento strutturale rispetto allo schema statico antecedente, allineato alla normativa antisimica attuale. La personalità estroversa, aperta al nuovo del committente, professionista cosmopolita e colto, ha creato la possibilità di una collaborazione sinergirca tra progetto architettonico-strutturale e l’arredamento degli spazi, caratterizzato dalla presenza di oggetti ricercati e di pregio con effetto minimalista ed hi-tech. Particolare attenzione è stata data all’illuminazione degli ambienti utilizzando lampade Google di Luceplan (ideate da Ross Lovegrove) costituite da una piccola calotta da parete resa cangiante da una pellicola iridescente che cambia colore a seconda dei punti di vista da cui la si osserva. L’arredamento è completato nella zona giorno dalla cucina di Ernestomeda, dalle sedie Bertoia e dal tavolo Saarinen di Knoll.

 

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