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La Casa Intelligente

Prototipo di unità abitativa ad elevato contenuto tecnologico

Il progetto denominato ‘Casa Intelligente’, nasce dalla collaborazione tra ilDipartimento di Riabilitazione e Lungodegenza dell’Ospedale C. G. Mazzonidi Ascoli Piceno, e il Dipartimento di Progettazione e Costruzione dell’Ambiente PROCAM dell’Università degli Studi di Camerino, Facoltà di Architettura, sede di Ascoli Piceno. Il felice incontro tra questi due soggettiistituzionali ha portato, in un primo tempo, alla realizzazione di una ricercascientifica svolta dal PROCAM e coordinata dal prof. arch. Andrea Lupacchini, rivolta ad uno studio di fattibilità, ed in una seconda fase (quella attuale), allarealizzazione del prototipo all’interno dell’Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno.

Tale ricerca si è inserita all’interno del progetto denominato ‘Progetto Autonomia’, ideato dai responsabili del Dipartimento di Riabilitazione e Lungodegenza, dott. F. Scaramucci e ft. G. Ciabattoni, finalizzato ad ottenere il massimo recuperodell’autonomia personale e il reinserimento sociale e lavorativo del paziente disabile, mediante un percorso riabilitativo completo che si avvia con la presa in carico del paziente durante la fase acuta della malattia, sviluppandosi poi mediante un progetto riabilitativo multidisciplinare. Obiettivo della ricerca è stato quello di produrre uno studio di fattibilità per la progettazione di massima ed esecutiva, e di fornire tutti gli strumenti utili per la realizzazione di un prototipo di cellula abitativa che rappresentasse un ambiente domestico completo, provvisto di tutte le facilitazioni rese possibili dalle nuove tecnologie, per simulare esperimentare l’accesso alle funzioni della vita quotidiana, in totale o parziale autonomia, da parte della persona in situazione di handicap, per disabilitàdifferenti.

Il prototipo che verrà realizzato è solo una applicazione di un sistema costruttivo più complesso ed articolato messo a punto dai ricercatori del PROCAM. L’obiettivoprimario, infatti, è stato quello di utilizzare l’architettura e il design come veri strumenti di integrazione sociale, che potessero portare non solo alla semplice realizzazione di una casa per disabili, bensì ad un modo profondamente diverso ed innovativo di progettare e realizzare ambienti domestici, accessibili, gradevoli, con elevati contenuti di usabilità, dotati di tutte le moderne tecnologie ed in grado di realizzare spazi intelligenti per tutti i tipi di fruitori. La definizione stessa di disabilità è, infatti, oggi assai cambiata; basti pensare all’età media di vita che, aumentando sempre di più a causa di diversi fattori, porta inevitabilmente ad avere una grande percentuale della popolazione cosiddetta anziana, che per vari aspetti fisiologici, non potendo più essere considerata normodotata, dovrebbe essere aiutata nel continuare a sentirsi tale, partendo dall’interno delle mura domestiche nella vita di tutti i giorni.

Il risultato finale della sperimentazione è stata l’ideazione di un sistema modulare attrezzato prefabbricato, collocabile all’interno di qualunque spazio architettonico preesistente o di nuova costruzione secondo diversi layout funzionali che, esaltando la possibilità di vivere in ambienti open-space (quindi con il minor numero di ostacoli e vincoli per persone costrette, ad esempio, su sedie a ruote), permettesse allo stesso tempo di parzializzare gli ambienti stessi, attraverso pannellature scorrevoli a scomparsa (per la ricerca di momenti di privacy), riuscendo così a realizzare una casa gradevole, usabile, efficace, pensata veramente per tutti ! Le fasi progettuali sono state precedute da una serie di ricerche che sono andate dalla selezione e catalogazione delle industrie nazionali e internazionali specializzate nella produzione di presidi sanitari e surrogati assimilabili, o sistemi di automazioni domestiche, fino alla ricerca e sintesi degli aspetti terapeutici degli spazi domestici, passando per la definizione delle principali problematiche di interfaccia domestico, legate all’accessibilità da parte dell’utenza in situazione di handicap.

Il prototipo di unità abitativa è attualmente in corso di realizzazione all’interno dei locali della struttura dell’U.O. di Medicina Fisica e Riabilitazione del Dipartimento di Riabilitazione della ZT13 di Ascoli Piceno. Esso verrà utilizzato dai pazienti inseriti in progetti riabilitativi multidisciplinari, volti ad ottenere il massimo recupero dell’autonomia personale e il reinserimento sociale e lavorativo. Ulteriore obiettivo che si cercherà di raggiungere con questa ricerca applicata sarà quello di selezionare e coinvolgere attivamente industrie che producano presidi o tecnologie appropriate al miglioramento dell’accessibilità in ambito domestico, per una sperimentazione capillare successiva, da svolgersi direttamente sul territorio, e di creare le basi per un sistema di supporto alla progettazione di abitazioni accessibili, a disposizione di tutti i cittadini. La ricerca è stata svolta dal Dipartimento diProgettazione e Costruzione dell’Ambiente PROCAM dell’Università degli Studi diCamerino, Facoltà di Architettura, sede di Ascoli Piceno, ed ha visto impegnati, insieme al prof. arch. Andrea Lupacchini (responsabile scientifico, ricercatore Unicam), il prof. arch. Mauro De Luca (ordinario di Disegno Industriale, Unicam) e il prof. arch. Giovanni Garroni (docente del Corso di Laurea in Disegno Industriale e Ambientale, Unicam), oltre al contributo di consulenti come Paolo Foglini, Roberto Zazzetti, Patrizia Fanì, Maria Luisa Colangelo ed altri ancora.