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La casa nascosta

Laura Trevi

L’intervento di restauro di una casa colonica alla Grancetta di Chiaravalle restituisce all’edificio la dimensione originaria, demolendo le parti che negano il rapporto con l’ambiente. Rappresenta un semplice esempio di architettura non autoreferenziale, ma che anzi dialoga con il contesto in cui è inserita. La valorizzazione tipologica dell’edificio e la riqualificazione della sua area di pertinenza diventano l’occasione per cercare un dialogo interrotto con la natura, con l’obiettivo di migliorarne vivibilità funzionale e psicofisica.

La dimensione massiccia che presenta la casa, vista dal suo prospetto d’ingresso, è determinata da un ampliamento realizzato negli anni ‘50-’60, che ingloba al suo interno l’organismo originario, chiaramente visibile dal prospetto retrostante e confermato da catastale storico e analisi della struttura. L’imponenza dell’attuale edificio è stata determinata da esigenze aziendali, che oggi mal si adattano alla funzione esclusivamente residenziale, sia per luminosità interna che per distribuzione degli ambienti. In accordo con la tipologia d’intervento consentita in tale zona paesaggistico-ambientale, si è scelto di valorizzare la tipologia rurale restituendo all’edificio la dimensione originaria, demolendo le parti che negano il naturale dialogo con l’ambiente. In prospettiva di un’annunciata variante al PRG, il progetto prevede di utilizzare il volume eccedente per realizzare un edificio indipendente, posto esternamente dall’attuale sedime della casa. Dato il buon orientamento, tipico degli edifici rurali, e le armoniose proporzioni geometriche, il rapporto con l’ambiente viene rafforzato valorizzando l’organismo edilizio in termini di sistema regolatore in grado di modificarsi in relazione alle mutevoli condizioni climatiche. Il progetto di potenziamento della casa passiva si realizza attraverso la ricostruzione degli ampliamenti concepiti in modo da non offuscare il corpo principale, con dimensioni e materiali opportuni, creare un rapporto interno – esterno che amplia gli spazi della funzione abitativa in relazione ai cambiamenti climatici (la serra è un giardino d’inverno) e come dispositivi passivi dell’energia solare, per migliorare il comportamento energetico dell’edificio. Il sistema passivo verrà integrato con un sistema attivo, costituito da impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili, il cui progetto è realizzato dalla Energy Resources s.r.l. di Ancona.

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