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La casa nella roccia

Un’antica struttura “a torre” nel Montefeltro

progetto di Gianni Volpe

Prima del restauro

L’edificio si trova a Ca’ Boso, borgo rurale del Comune di Pietrarubbia, nel Montefeltro. Si tratta di un antico fabbricato del tipo “a torre”, realizzato con una struttura muraria in pietra molto semplice, ma particolarmente rara per essere ancorata ad un costone roccioso d’arenaria, ben visibile non solo all’esterno del fabbricato, ma soprattutto all’interno, dove occupa le pareti a nord e ad est. La costruzione originaria era a tre piani con un solo vano per piano, serviti da accessi indipendenti. La stanza superiore, con ingresso sul lato nord, era stata a lungo utilizzata come magazzino, avendo un collegamento diretto con la strada antistante. Il vano aveva un’altezza considerevole, oltre 4 metri al colmo della copertura. Il piano intermedio, adibito a fienile, aveva invece un’altezza molto ridotta (2 m circa) con piccole aperture sui lati sud ed est.

Il piano inferiore, di dimensioni esigue e con un’altezza minima di circa 2 metri, era sempre stato usato come deposito attrezzi e cantina avendo le pareti sul retro interamente ricavate nella roccia. Un’altra curiosità costruttiva era la comunicazione interna tra i piani, garantita esclusivamente dall’antico sistema di scala a pioli retraibile, collegato a rudimentali “batusci” ritagliati sui tavolati dei solai intermedi. La copertura era di pianelle e coppi, mentre il pavimento del piano inferiore in terra battuta. Anche gli infissi testimoniavano una storia antica, fatti di diversa foggia e materiale, dal tavolato alla semplice lamiera; le finestre poi erano tutte senza scuri. Il fabbricato non presentava infine nessun tipo di impiantistica, né servizi igienici. Per tutte queste caratteristiche semplici e peculiari, significative di un manufatto arrivato ai nostri giorni praticamente integro, la “casa nella roccia” di Ca’ Boso era stata segnalata nel Piano particolareggiato del Comune di Pietrarubbia come un edificio di “alto valore architettonico”, rappresentativo di un’edilizia tradizionale povera e particolarmente coerente con l’ambiente e la tradizione costruttiva montefeltrana.

L’intervento di recupero

Per far fronte alle esigenze dei committenti e garantire il rispetto e la valorizzazione del manufatto, il progetto si è subito indirizzato verso il restauro conservativo, con il contemporaneo adeguamento funzionale dei vani, l’introduzione dei servizi igienici, l’applicazione di specifici materiali per l’isolamento termico e la realizzazione dell’impiantistica. L’edificio veniva quindi trasformato da magazzino ad abitazione, migliorando anche la viabilità a monte e a valle della costruzione. La nuova funzionalità è stata assicurata dalla creazione al piano superiore di un ingresso vero e proprio, collegato all’ampio soggiorno e alla cucina. Una camera da letto ed una seconda stanza passante con funzione di studio, entrambe collegate al wc, occupano invece il piano intermedio, mentre al piano terra è stato ricavato uno spazio pluriuso (centrale termica e cantinetta), a diretto contatto con la campagna mediante un nuovo terrazzamento ricavato sotto la parete rocciosa. Dal punto di vista strutturale si è provveduto a consolidare sia la roccia adiacente che la muratura portante, mentre per quanto riguarda i solai, questi sono stati prima riposizionati per garantire le necessarie altezze dei vani interni più bassi, poi tutti rinnovati e realizzati completamente in legno (pavimenti compresi) in modo da ottenere una continuità formale coerente con la semplicità degli spazi. Anche le superfici delle pareti hanno mantenuto il loro aspetto originario, grazie ad una stuccatura con malta di calce per quelle faccia a vista e un adeguato intonaco a malte traspiranti per quelle interne. Infissi in legno e ferro completano il quadro degli interventi sulle facciate. Particolare attenzione è stata posta alla progettazione della scala interna tra i due piani superiori, realizzata mediante una struttura in ferro, collegata al grande camino centrale e al parapetto attrezzato dell’ingresso. Trattata ad arte e uniformata nelle superfici con particolari prodotti antiruggine, essa si presenta come un’unica grande scultura che fa da cerniera tra strutture e materiali differenti, ben armonizzata anch’essa col legno dei solai e con la roccia.

Per mettere invece in relazione il piano intermedio col piano terra ci si è avvalsi di una scala in legno posta in mezzeria dei due vani, parallela all’orditura delle travi; il che ha consentito di riprendere e reinventare quell’elemento della costruzione originaria, “il batuscio”, tipico della casa rurale marchigiana. Stessa cura è stata messa anche nella scelta degli altri elementi in metallo (ringhiere, grondaie, discendenti, canne fumarie e infissi esterni) tutti uniformati nel trattamento cromatico al fine di renderli coerenti con la roccia e le pietre esistenti. Insomma un’esperienza progettuale unica, realizzata con pochi, ma significativi segni “nuovi”.

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