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La corte ritrovata

Complesso polifunzionale ex liceo scientifico di Senigallia

Intervento risanamento conservativo di un isolato nel centro storico di Senigallia— Ex Liceo Scientifico, edificio tutelato ai sensi della L 1.089/39
luogo Senigallia—An
progetto architettonico arch. Fabio Maria Ceccarelli
coordinatore con arch. Michele Gasparetti
strutture Studio Associato Castelli
impianti Studio tecnico ing. Solidoro Loris ed Associati
committente società immobiliare
redazione del progetto 2003/2004
esecuzione dei lavori 2005/2009
dati dimensionali 400 mq
foto Paolo Semprucci, Archivio Ceccarelli architetturadesignstudio

La rara occasione di poter intervenire in modo unitario all’interno del centro storico su un intero isolato è stata condotta attraverso un progetto tra restauro conservativo e trasformazioni innovative, con forte omogeneità formale.

Si tratta del recupero di un intero isolato nel centro storico di Senigallia affacciato sul fiume Misa che costituisce la porzione centrale del complesso monumentale settecentesco dei “Portici Ercolani”. L’isolato come ultima destinazione è stato sede del Liceo Scientifico di Senigallia, uso che si è protratto fino alla fine degli anni ’90. Al momento del progetto il palazzo risultava suddiviso in due parti, contraddistinte più dalle trasformazioni volumetriche subite in seguito al disastroso terremoto del 1930 che dal suo impianto planimetrico. Ciò è bene testimoniato dalle foto d’epoca che non lasciano dubbi sulla compattezza e unitarietà del fabbricato fino a tutto il XIX secolo.
Gli interventi di consolidamento degli anni ’30 e quelli successivi di ristrutturazione per la nuova destinazione a Liceo, oltre a produrre lo strano salto di quota tra la parte sui portici e la parte interna dell’isolato, avevano fortemente compromesso l’impianto distributivo originario, lasciando chiara tuttavia la lettura dell’androne di ingresso principale, della corte interna e della posizione delle scale. Tali caratteristiche hanno suggerito un atteggiamento progettuale volto ad una attenta conservazione delle parti ancora conservate nella forma antica (come nel restauro dell’androne principale), e ad interventi più “liberi” nelle parti alterate e non più recuperabili. In asse all’androne monumentale si collocava l’ingresso al vasto cortile (al momento del progetto quasi totalmente occupato dalla palestra), chiuso sul lato opposto di via Fratelli Bandiera da un corpo di fabbrica più stretto, segnato da una teoria di arcate anch’esse quasi completamente chiuse da tamponature fino al momento dell’intervento. La particolarità del palazzo è proprio questa: un corpo a forma di C a perimetro del cortile originario e un corpo secondario a chiusura dell’isolato sul retro: l’accesso principale su via Pisacane si apriva nel cortile per poi proseguire nell’ingresso secondario dal quale accedevano le carrozze. La corte in tal modo costituiva il fulcro della distribuzione verticale.
Il progetto ha cercato di ridare significato all’apparato di spazi e percorsi descritti attraverso:
→il recupero della corte (condominiale) nella forma originarie, aperta anche a una percorrenza di uso pubblico;
→il restituire valore monumentale ai tre ingressi e ai tre vani scale creando risalite con ballatoi che si affacciano su grandi spazi interni, come era consuetudine nelle residenze aristocratiche dell’epoca;
→il recupero a un uso commerciale di tutto il piano terreno, creando così nuove opportunità di fruizione alla città, dando nuova vita e permettendo l’utilizzo delle cantine voltate;
→il recupero abitativo di alta qualità di tutti i locali del sottotetto attraverso la traslazione dell’ultimo solaio.
La rara occasione di poter intervenire in modo unitario all’interno del centro storico su un intero isolato, è stata quindi condotta attraverso un progetto giocato tra restauro conservativo e trasformazioni innovative ottenendo un risultato di forte omogeneità formale.
Il recupero dell’isolato dell’ex liceo scientifico intende porsi come un buon esempio di come sia possibile, anche all’interno del centro storico, intervenire nel recupero e nell’inserimento di nuove funzioni, ben coniugando le esigenze imprenditoriali con un’alta qualità della funzione dello spazio e con la riconquista all’uso collettivo di parti della città rese inaccessibili dalle trasformazioni urbane.

Ceccarelli architetturadesignstudio