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La fruizione del bacino artificiale del Fiastrone

Intervento: Valorizzazione e riqualificazione turistico-ambientale del lago del Fiastrone.
Luogo: Fiastra (MC)
Progettisti: Nazzareno Zampetti, Ettore Paolucci, Massimo Sargolini con Fabrizio Cinquini,
Mariangela Luciani e Gian Luca Tofanelli
Consulenti: Paola Galli (naturalista), Paolo Marchetti (geologo)
Committente: Amministrazione Comunale di Fiastra
Anno di redazione: 1995
Anno di esecuzione: 1996/2001
Costo dell’intervento: 867.648 euro
Imprese esecutrici: Pe.Ma. di Torre San Patrizio e Cagnini Fabio di Fiastra
Foto: Massimo Sargolini

Il progetto per il Fiastrone interessa un luogo che sembra assomigliare a tanti altri dell’entroterra marchigiano: aree collinari e sub-montane facenti parte del massiccio carbonatico dell’Appennino centrale, punteggiate da nuclei, agglomerati e case sparse rurali, ricoperte da antichi pascoli o coltivi quasi sempre in via di rinaturalizzazione, intercalati da boschi cedui, arbusteti e brandelli di antiche arborate. La splendida vista sui Sibillini, la ricchezza vegetazionale della macchia mediterranea che va ad occupare la parte nord-orientale della valle (riserva integrale del Parco nazionale dei Monti Sibillini) ed alcune preesistenze storiche (la Chiesa di San Lorenzo al Lago di origine benedettina e numerosi percorsi che connettono i diversi nuclei abitati un tempo funzionalmente connessi al fiume Fiastrone) ne fanno un ambito di coesione paesistico-ambientale speciale e facilmente riconoscibile rispetto al contesto territoriale. Agli inizi degli anni Cinquanta, in coincidenza con l’affermarsi di un ampio programma nazionale per la produzione di energia idroelettrica, viene realizzato lo sbarramento del fiume e si forma un ampio bacino artificiale che sommerge immediatamente l’antico abitato di Fiume e cambia i connotati dell’intera vallata. Con la formazione della diga, i coltivi ed i pascoli, che originariamente giungevano sino al fiume, sono in parte sommersi e si riduce notevolmente l’antico uso rurale e pascolivo di queste terre; nuove essenze arboree, che ben si adattano ad un clima umido e ricco di acque sotterranee, si diffondono in prossimità dell’arenile; le carrarecce che attraversavano in più punti il Fiastrone si dispongono a formare il periplo dell’invaso; i nuclei abitati che attraverso strade poderali e vicinali si rivolgevano verso il fiume (per un uso domestico dell’acqua) presentano forme di abbandono, drammaticamente crescenti.
A monte dell’invaso si forma il nucleo abitato di San Lorenzo che raccoglie gli antichi abitanti di Fiume e diventa una nuova centralità urbana associata alla presenza del lago con relativo proliferare di attrezzature ricettive di tipo turistico, alberghiere ed extralberghiere. Nell’ultimo decennio, la frequentazione dell’area per scopi turistico-ricreativi (balneazione, canottaggio, pesca, …) cresce costantemente e, soprattutto nel periodo estivo, raggiunge punte insostenibili.
Si rende necessario razionalizzare queste modalità d’uso spesso incontrollate e non gestibili (dal punto di vista della sicurezza, della qualità della fruizione e dell’impatto ambientale) attraverso un progetto che tenga sotto controllo l’assetto complessivo del bacino. Gli obiettivi sono pertanto volti alla riorganizzazione funzionale delle modalità di accesso e fruibilità degli spazi contermini al lago, favorendo la pratica di attività ricreative e sportive attraverso la realizzazione di infrastrutture per l’arredo dell’area lacustre (percorsi, spazi attrezzati per la sosta e la ricreazione, slarghi per la pesca, rampe di lancio per imbarcazioni e spiagge per la balneazione) e di una serie di servizi connessi a queste attività (servizi igienici, punti ristoro, ricovero per imbarcazioni, parcheggi per auto e camper).


Coerenze con la pianificazione comunale e con il piano per il parco nazionale dei monti sibillini

La spinta alla frequentazione di massa di aree di pregio ambientale ha caratterizzato, dai primi anni Ottanta, una grossa porzione di aree naturali e seminaturali della nostra penisola. Alla ricerca di spettacoli paesistici di grande intensità ed alla portata di pochi si è affiancata una domanda sempre più consistente di spazi verdi per la ricreazione ed il godimento di vedute e panorami alla portata di tutti, spesso alle porte della città. Nel nostro caso, si tratta di un’area interna al Parco nazionale dei Monti Sibillini, prossima a San Lorenzo al Lago (un nucleo abitato del comune di Fiastra), densa di tracce storico-artistiche, ma dove la natura si mostra con parsimonia, tanto che spesso bisogna trasformarsi in investigatori per ricostruire, attraverso tanti piccoli indizi, le storie misteriose di piante ed animali. In quest’area, già estesamente modificata dall’intervento antropico, che a tutti gli effetti può essere considerata “area verde urbana della città diffusa fiastrense”, non sembrano essere presenti problemi d’incompatibilità ambientale tali da dover rinunciare alla messa in atto di interventi, anche consistenti, di trasformazione e riorganizzazione dell’assetto fruitivo complessivo, di arredo di spazi aperti adibiti alla ricreazione ed all’attività didattica.
In quest’ottica, il Piano Regolatore Generale del Comune di Fiastra, in adeguamento al Piano Paesistico Ambientale Regionale della Regione Marche, nel rispetto dei valori e delle fragilità presenti (sia di tipo botanico-vegetazionale che di tipo geologico-geomorfologico e storico-architettonico), individua tutta l’area oggetto d’intervento come “parco urbano” e ne delinea dunque la propensione ad un utilizzo esteso ed “architettato”, comunque attento alla sensibilità dei luoghi. Lo stesso Piano per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nel definire strategie per la valorizzazione del turismo e della fruizione sociale tende, in generale, a promuovere e incentivare, in aree come quella del Fiastrone, attività che comportino un’utilizzazione appropriata, ampia e diffusa del patrimonio naturale e culturale e generino benefici economici e sociali per le comunità locali, concorrendo alla conservazione attiva delle risorse ed in particolare: alla riorganizzazione dei sistemi d’accesso e di mobilità veicolare (scoraggiando le penetrazioni nel cuore del Parco, …), alla qualificazione e valorizzazione dei percorsi pedonali e della rete dei sentieri, alla mitigazione dei fattori di detrazione della visibilità e fruibilità delle risorse (anche con misure di contenimento dei flussi di visitatori nei punti e nei momenti critici), all’organizzazione ed alla qualificazione delle esperienze fruitive con ampio sviluppo delle attività educative, didattiche, divulgative ed interpretative.

Articolazione del progetto

Per il conseguimento degli obiettivi enunciati, il progetto si articola in due parti:
a) realizzazione di un percorso pedonale e ciclabile del perimetro del lago attraverso il ripristino di alcune vecchie tratte di mulattiere dismesse (già rilevate nel Catasto Gregoriano) limitatamente alle parti al di sopra del livello abituale delle acque del lago e cioè 640 m.s.l.m. e degli altri supporti infrastrutturali preesistenti. Il percorso ha una lunghezza totale di circa 8.000 mt. e, in alcune parti, si riconnette alle vie carrabili, provinciali e comunali. In prossimità della “spiaggetta”, presenta un fondo ed una pendenza tale da renderlo accessibile a tutti. In alcune tratte meglio esposte sono state piantumate specie arboree ed arbustive con fioritura e/o fruttificazione evidenti per facilitare l’identificazione della specie (ciliegio, melo, pero, nocciolo, corniolo, maggiociondolo, sorbo, rosa canina, sanguinella, …). Nelle vicinanze della “peschiera” e del “terrazzo sul lago” spazi didattici all’aperto con cartelli esplicativi danno informazioni riguardo le caratteristiche fisico-naturalistiche dei luoghi.
Per migliorare la stabilità del camminamento su pendio, sono stati previsti interventi di ingegneria naturalistica a valle o a monte del percorso: graticciata con ramaglie per il ripristino di profili di sponde erosi; risanamento di sponde degradate con un sistema di traverse a cespuglio; rivestimento delle sponde con mantellata vivente in verghe di salice e consolidamento al piede mediante una difesa elastica in massi di pietra; rivestimenti spondali con pietrame e talee di salice; rotoli di canneto collocati su un letto di ramaglia, per il consolidamento al piede della sponda lacustre; formazione di soglie viventi con fascine; palizzate viventi per il consolidamento dei solchi d’erosione; grate vive, fascinate e viminate per il risanamento di parti di versante franose a monte del sentiero. Infine, l’inserimento di balaustre in legno di castagno assicura la percorrenza in sicurezza dell’intero tracciato;
b) riorganizzazione di alcune aree, che divengono vie esclusive di accesso attrezzato al lago, mediante il ripristino delle superfici di calpestio, in parte degradate da un incontrollato afflusso di mezzi e persone, e creazione di servizi e attrezzature idonee a una fruibilità totale ma compatibile con la fragilità dei luoghi. In particolare, questa fase si compone di alcuni interventi dislocati in sei diverse aree prossime alle sponde del bacino artificiale:
1. area Fiume Vecchio, da destinare a punto di approdo e rampa di lancio per canoe e altre piccole imbarcazioni. Le opere principali riguardano: la segnalazione mediante apposite boe galleggianti dei ruderi del vecchio ponte ora sommerso dalle acque del lago; l’apposizione di cartelli illustrativi per segnalare l’antico abitato di Fiume, la sua estensione e le sue centralità; la realizzazione di sistemi di approdo mediante utilizzo di “cippi” per non più di dieci imbarcazioni; la realizzazione di servizi igienici (dislocati in un manufatto seminterrato di nuova realizzazione), oltre ad un acquaio esterno, attrezzature in legno per il rimessaggio canoe e tavole da surf, attrezzature per il pic nic (fontana acqua potabile, barbecue, panche e tavoli); la sistemazione di un’area a parcheggio idonea al carico ed allo scarico delle piccole imbarcazioni;
2. area “spiaggetta”, in prossimità del nucleo abitato di San Lorenzo al Lago, da destinare ad attrezzature di tipo urbano per il ristoro e lo svago all’aperto. Le opere principali riguardano: la sistemazione e l’ampliamento, in direzione del lago, del viale “Passeggiata Belvedere”, con adeguamento della pavimentazione, formazione di apposite sedute e balaustre in ferro; la realizzazione di spazi per servizi (servizi igienici uomini e donne, spogliatoi e docce, bar-ristoro, rimessaggio e affitto canoe e tavole da windsurf, rimessaggio e affitto sdraio e ombrelloni) all’interno del manufatto seminterrato (ubicato sotto il viale della passeggiata) che si protende ad arco di cerchio seguendo l’andamento naturale del terreno; la realizzazione di pavimentazione in legno e livellamento con sabbia dell’area antistante i servizi; la formazione di un bosco a mo’ di barriera verde (salice e ontano) nell’area circostante il depuratore; la ristrutturazione del ponte con rifacimento della balaustra in legno;
3. area in località Beato Ugolino da destinare a campeggio naturalistico (per sole tende). La sistemazione dell’area è volta a fornire quei servizi minimi, indispensabili, per l’attività di campeggio, favorendo un tipo di approccio al soggiorno all’aperto leggero e attento a evitare trasformazioni dei luoghi difficilmente reversibili. In tal senso, le piazzole non sono ricavate previo spostamento di terreno, livellamenti, formazione di gradonature e perimetrazione di spazi predefiniti, come normalmente avviene. Le tende potranno essere impiantate solo sfruttando la morfologia naturale dei luoghi, negli spazi quasi pianeggianti che si ricavano tra la vegetazione. Gli unici volumi previsti e realizzati hanno forma quadrata, quasi a voler sottolineare la stasi, la figura resistente, il simbolo della terra. Queste volumetrie minute (lato 3,50 mt), adagiate ai diversi livelli del terreno degradante, comportano sbancamenti minimi all’atto della loro realizzazione ed in qualche modo evocano quelle capanne temporanee per il ricovero attrezzi ed animali, che si rintracciano con frequenza nelle colline ai margini del Fiastrone. Nei quattro manufatti più piccoli sono collocati: i bagni, le docce, i lavabi; in quello più grande (mt. 5,00 x 5,00 su due piani): la reception e l’abitazione del custode. L’ acquaio per il lavaggio delle posate, e quello per il lavaggio degli indumenti, oltre alle prese d’acqua potabile, sono al coperto ma esterni. I materiali per la costruzione degli edifici sono pietre di arenaria e calcare; alcune parti sono realizzate in blocchi prefabbricati e quindi intonacate e tinteggiate ricercando colori propri delle terre locali. Sopra il solaio di copertura, impermeabilizzato e isolato con geotessuto, è stato posto terreno vegetale per favorire l’attecchimento di essenze erbacee tipiche dei terreni aridi. Un muraglione, in calcare e arenaria, che si pone come naturale prosecuzione degli strati rocciosi affioranti, delimita e ripara dai venti da nord-est il blocco dei servizi. Il sito è raggiungibile in auto solo dai mezzi di servizio; gli altri utenti potranno avvicinarsi a piedi, dopo aver parcheggiato l’auto o il ciclomotore in uno slargo soprastante il fosso del Beato Ugolino, a 200 mt. circa dal campeggio;
4. area della “peschiera” da adibire ad area pic-nic e per la pratica dell’attività della pesca sportiva. Le opere sono di modesta entità e riguardano: la posa in opera di attrezzature per il pic-nic in due aree pianeggianti, a monte del sentiero pedonale che costeggia il lago; la riqualificazione di tre percorsi di accesso pedonale alle piazzole nella tratta che interseca la strada carrabile soprastante e il sentiero pedonale sottostante; la realizzazione di un parcheggio per auto e camper (con pozzetto per lo scarico delle acque nere) nello slargo formato da un’area di cava dismessa lungo la strada provinciale;
5. area “terrazzo sul lago”, spesso occupata in modo disordinato da auto e camper, da riorganizzare isolando gli spazi per il parcheggio da quelli per la ricreazione all’aperto. Le opere sono tutte di modesta entità e riguardano in particolare: la delimitazione della parte percorribile dalle auto e relativa individuazione degli spazi per la sosta, previa depolverizzazione del fondo ghiaioso; la ricostituzione di un manto erboso nella parte che si affaccia direttamente sul lago e relativa posa in opera di attrezzature per il pic-nic; la formazione di graticciata con ramaglie o di un sistema di traverse a cespuglio per il ripristino del profilo della sponda erosa;
6. area “sosta sul lago”, occupata da discarica abusiva da bonificare e attrezzare per la sosta di auto e l’osservazione naturalistica. In particolare si prevede la formazione di palizzate e grate viventi per il risanamento delle parti in frana del versante sottostante; la delimitazione di posti auto, previa depolverizzazione del fondo ghiaioso, e la formazione di arbusteti e macchie boscate da cui facilitare le attività di osservazione dell’avifauna presente.

Massimo Sargolini

 

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