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La nuova Galleria di Arte Antica – Palazzo Buonaccorsi a Macerata

progetto di Luca Schiavoni

Continua il percorso di rinnovamento degli allestimenti dei Musei Civici di Macerata. Dopo l’apertura del Museo della Carrozza nel 2009, l’Amministrazione comunale di Macerata compie un altro salto in avanti aprendo la Galleria di Arte antica al piano nobile di Palazzo Buonaccorsi. Un percorso di consapevole investimento nella cultura e di continuo successo di pubblico, riconosciuto a livello nazionale anche dal recente Premio Cultura di gestione 2014, ricevuto insieme ad altre quattro realtà italiane tra cui il MUSE di Trento.
Il premio è stato assegnato da Federculture, che con questa iniziativa da dieci anni disegna una mappa dell’eccellenza della cultura italiana, una vetrina che mette in luce l’Italia che funziona, quella che attraverso la cultura crea ricchezza, diffonde speranza e indica un percorso di cambiamento per superare il momento di crisi che il Paese sta attraversando. Siamo convinti che almeno una parte di questo successo dipenda dalla qualità degli allestimenti, finalizzati all’esaltazione delle collezioni, sviluppata dai nostri progetti museografici per e in funzione del Palazzo, costruendo un rapporto di reciproco scambio tra architettura e collezioni, tra contenitore e contenuto.

Dopo il restauro dell’edificio le sale del piano nobile di Palazzo Buonaccorsi erano state private delle tappezzerie originali non restaurabili per intero e sostituite con una tinteggiatura a calce definita “neutra”, come spesso si conviene fare. La nostra lunga frequentazione del Palazzo ci ha permesso però di comprendere, e di convincere tutti, che quella neutralità fosse invece un’assenza che, al cospetto delle parti ancora riccamente decorate delle porte, delle finestre e dei soffitti, doveva essere colmata. Il progetto di questo secondo intervento, contestualmente agli allestimenti, ha previsto il rifacimento delle tappezzerie, recuperando il contesto originario degli apparati decorativi e ripristinando l’armonia persa con la rimozione dei damaschi di seta color cremisi. I tessuti rimossi erano stati riposti nei magazzini e da quei rotoli siamo riusciti a recuperare quanto bastava per ripristinare almeno una delle sale, la Sala del Trono, in cui la seta originaria è tornata a brillare. Per il resto delle sale il disegno originale del damasco è stato digitalizzato, riprodotto su tessuto Trevira ed applicato alle pareti per una superficie di oltre 900 metri quadrati. L’applicazione del tessuto ci ha permesso di nascondere tutti gli impianti di servizio che erano stati montati a parete e che toglievano alla visita delle sale gran parte della loro originalità. La soluzione illuminotecnica è stata il secondo ma non meno importante impegno del progetto, che doveva fare i conti con dei punti luce insensatamente posizionati a parete. Occorreva illuminare perfettamente i cicli pittorici della parte alta delle pareti e i soffitti a cassettoni. Per questo scopo è stata disegnata e realizzata una speciale lampada centrale a sospensione che, unita alle barre led sull’intero perimetro della cornice, annullasse ogni ombra al soffitto mantenendo la giusta intensità sulle pitture delle pareti. I circa 50 lux alle pareti, così ottenuti con la luce generale d’ambiente, sono stati integrati da una illuminazione diretta sulle opere esposte con speciali balaustre contenenti spot led orientabili. La stessa balaustra svolge la funzione di distanziatore e di elemento di contenimento delle didascalie. Tutto l’apparato comunicativo è stato affidato a touch screen di differenti formati e con diverse e specifiche funzioni, offrendo commenti alla struttura decorativa del Palazzo e alle opere di maggior rilievo e significato. Al piano terra del Palazzo sono state completate le sale per mostre temporanee, la biglietteria e il bookshop.

  • 9888g
  • Illuminazione del gruppo scultoreo settecentesco, opera
  • Sala 9
  • Sala dell’Eneide, touch screen 32” per la lettura dettagliata dell’apparato iconografico della volta dipinta
  • Sala 7 “dei Catenati”. In evidenza il disegno originale del damasco riprodotto nelle nuove tappezzerie
  • Sala 5
  • Sala 4, illuminazione del soffitto e delle pareti