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La ristrutturazione della ex Fornace di Moie -2-

Il progetto dell’identità visiva della biblioteca

ma:design
Massimiliano Patrignani Doretta Rinaldi
Monica Zaffini

Intervento: progettazione dell’identità visiva
della Biblioteca di Moie di Maiolati Spontini (AN)
Progettisti: Massimiliano Patrignani,
Doretta Rinaldi, Monica Zaffini
Concept e progetto grafico:
ma:design: Massimiliano Patrignani,
Doretta Rinaldi, Monica Zaffini

Foto: Andrea Sestito

La Fornace di Moie di Maiolati Spontini torna a rivivere come centro di incontro comunitario. Molteplici i luoghi di aggregazione all’interno dell’area complessiva: la biblioteca, il caffè letterario, l’informagiovani, una sala conferenze intitolata a Joyce Lussu, degli spazi a uso del gruppo solidarietà-centro documentazione, della delegazione comunale e dell’unione dei Comuni della media Vallesina. Luoghi diversi, uniti sotto lo stesso comune multiplo denominatore eFFeMMe23. Effemme, l’acronimo di Fornace Moie. Due iniziali, di forte impatto e facile da memorizzare abbinate a un numero, elemento storico di collegamento tra passato e presente. 23 come 1923, data in cui la Fornace, considerata una delle più importanti delle Marche, viene organizzata in maniera industriale e dotata del forno Hoffmann. 23 come il numero civico dell’intera area. Il camino, sulla cui cima è dipinto in bianco il logotipo Effemme23, domina il paese, perfettamente visibile dalle vallate circostanti.Un alfabeto fonetico, una forma di espressione ibrida, in cui lettura e scrittura coincidono e si sovrappongono. Le legature tra le maiuscole ne scandiscono la pronuncia. Una lettura ritmica che prosegue sulle vetrate perimetrali, marcando il percorso ellissoidale dell’edificio. Dalla A alla Z. Il carattere utilizzato per tutta la comunicazione è Helvetica Neue (Max Miedinger, dal 1957). Onomatopee / SMS / istant message / internet slang. Forme di espressione vicine al mondo del fumetto, all’arte pop, alla tipografia delle avanguardie storiche, abbinate a quelle della tecnologia. Immagini metaforiche in bianco/nero, oggetti del quotidiano composti in modo da creare forme dinamiche e spaziali. Fotografia e tipografia descrivono i luoghi della biblioteca. La Fornace come nuovo contenitore, di libri certamente, ma anche di idee, di realtà e linguaggi differenti che si intersecano e si contaminano fino a creare nuovi alfabeti. Un luogo storico e contemporaneo allo stesso tempo. Non solo una biblioteca ma una vera e propria Bottega di idee.

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