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La Spirale che unisce: Residenza a Camerata Picena

progetto di Marco Turchi, Gianluca Severini

L’edificio è collocato in posizione panoramica, in prossimità delle mura del Castello di Camerata Picena, con una vista che si apre a 270° dal mare ai monti. Si sviluppa sul versante a mare con modesta pendenza. L’edificio, che ha una Superficie Utile Lorda (SUL) complessiva di mq 770, si sviluppa in due distinti corpi collegati tra loro da una scala. Di impianto tradizionale, l’edificio trova il suo elemento di particolarità nella copertura che articolandosi in una sorta di spirale spezzata ricompone il tutto in un unico corpo. In particolare la falda del tetto posta tra i due corpi di fabbrica, di forma “trapezoidale” copre una sorta di cortile interno a doppia altezza su cui si affaccia il pianerottolo di distribuzione del piano primo.

Orientata a sud, funge da copertura e al contempo, costituisce un elemento fondamentale per il raggiungimento delle strategie di ottimizzazione del bilancio energetico con l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria. Per sviluppare la relazione del tetto con il volume sottostante sono stati sviluppati una serie di modelli due dei quali qui presentati. L’edificio, caratterizzato da una linea architettonica omogenea ma mai monotona, gode del pieno soleggiamento a sud e di una vista panoramica a nord e nord-ovest. Non supera i tre piani, due fuori terra ed uno seminterrato ed è composto da nove appartamenti, tre per ciascun piano, serviti da due corpi scala. Questi ultimi sono protetti, in entrambi i lati, da schermature fisse costituite da profilati di alluminio montati orizzontalmente che garantiscono l’ombreggiamento ideale, limitano la visuale dall’esterno, proteggono dall’acqua ma sono permeabili al vento. L’orientamento degli alloggi è ottimale tanto da permettere una ventilazione naturale degli stessi. La qualità interna dei locali viene aumentata grazie alla presenza di balconi e logge. I tagli tipologici netti variano da 45, 60 a 85 e 90 mq, si sviluppano totalmente in orizzontale e sono realizzati seguendo lo standard della casa passiva: impiego di componenti esterni di contenimento altamente isolanti che riducono notevolmente i costi di riscaldamento e di raffrescamento. Tutti gli appartamenti sono corredati di spazi esterni, giardini o terrazzi e ampie aperture finestrate, tutti serviti da un ingresso autonomo. Possiedono caratteristiche che, contribuendo a migliorarne la vivibilità, li colloca in una fascia qualitativa alta.

Edificio di classe energetica A
Ha una struttura a telaio composta da travi e pilastri in cls armato, con solai in laterocemento. Le pareti perimetrali esterne sono state realizzate utilizzando un blocco pesante porotherm Wienerberger da 19x25x30 cm (45% di foratura) e sono state rivestite con un sistema di protezione termica integrale STO, dello spessore di 10 cm. Il rivestimento esterno è a cappotto. All’esterno è utilizzato il sistema di finitura STO Lotusan che è il risultato di un’avanzata innovazione tecnologica volta a riprodurre l’elevata proprietà autopulente delle foglie di loto. Si tratta di un rivestimento a base silossanica la cui microstruttura di superficie minimizza la superficie di contatto tra acqua e sporco assicurando così che le impurità scivolino via sulla superficie insieme alle gocce di pioggia. All’esterno è stato utilizzato il monoblocco per tapparella Linea Thermik ALPACOM che garantisce abbattimento acustico, isolamento termico e rispetto dei parametri CE. Il sistema è costituito da un cassonetto prefabbricato in polistirene a scomparsa, una spalla dello spessore di 80 mm. L’immobile è dotato di serie di un impianto centralizzato ausiliario ad energia solare in ingresso alle caldaie d’appartamento, con pannelli solari posti sulla copertura. Questo sistema, finalizzato al riscaldamento dell’acqua sanitaria per l’uso quotidiano, permette di risparmiare gas o elettricità sostituendo in parte lo scaldabagno elettrico e la caldaia a gas. L’impianto di riscaldamento installato utilizza pannelli radianti e caldaia a condensazione. Ciò permette una distribuzione ottimale del calore, mantenendo la temperatura mediamente più bassa rispetto ad un altro sistema, con inferiori consumi e costi di gestione. È inoltre previsto il recupero delle acque meteoriche che cadono su tetti e coperture, consentendo di accumulare una riserva idrica, sempre più preziosa e a costo zero.

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