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L’anfiteatro romano

Progetto per un teatro all’aperto

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, sede di Cesena
Anno accademico:
 2005 – 2006
Corso di laurea a ciclo unico in Architettura
Tesi: 
L’anfiteatro romano di Ancona:
progetto per un teatro all’aperto
Autrice: Alice Cerigioni
Relatore: prof. Gianni Braghieri
Correlatore: prof. Andrea Palmieri

 

L’area di progetto presa in considerazione si trova nella sella tra il colle Guasco e il colle dei Cappuccini, in una zona di Ancona in cui le stratificazioni storiche hanno lasciato
una traccia evidente e complessa nel tessuto urbano. Il sito si estende nel nucleo della città antica, nei pressi di un importante anfiteatro romano di cui oggi rimangono poche tracce, alcune delle quali parzialmente coperte da edifici costruiti in epoche successive. Il tema principale considerato fin dall’inizio è stato come riuscire ad evocare la presenza dell’anfiteatro cercando di suggerirne la forma
in maniera chiara, rendendo comprensibili i resti ora quasi ignorati dai visitatori. In generale una costante delle trasformazioni di questo monumentale sistema architettonico
è la riproposizione della forma perimetrale ovale. Si è deciso, quindi, di ricostruire parzialmente la forma dell’anfiteatro costruendo uno spesso muro lungo il limite esterno dell’edificio nella zona est dell’area in modo che la parte semicircolare, già presente grazie alle abitazioni costruite sui resti, venisse completata. Il muro diventa così un segno fortemente evocativo della reale preesistenza ed è in grado di raccontare e descrivere parte della storia dell’area partendo proprio dalla forma del tipo anfiteatrale. L’evidente vocazione dell’area a luogo di spettacoli, dovuta alla presenza di questo monumento e alla consuetudine ancora viva di organizzarvi piccole rappresentazioni, mi ha spinto a procedere in continuità con il tema teatrale. Il teatro all’aperto si va ad inserire nella zona di limite della falesia, seguendo la naturale pendenza del declivio e assecondando
così la morfologia del terreno. Durante la fase di ricerca relativa alla storia dell’area è sopraggiunta l’idea di completare la definizione del sistema progettuale con un museo in cui avrebbero potuto trovare spazio i reperti rinvenuti in Ancona e in particolare nell’area circostante
l’anfiteatro. Il piccolo museo archeologico si inserisce in posizione tangente al sedime dell’anfiteatro e riprende nell’orientamento la posizione del muro dell’ex carcere che ora funge da muro di contenimento del terreno. Questo spazio seminterrato tra il muro ricostruito e il terreno ha una struttura longitudinale che comprende al suo interno alcuni spazi espositivi di diversa natura, una piccola sala teatrale e una sala conferenze fino a raggiungere il limite della falesia con un affaccio aggettante sul mare. Da tenere in considerazione è anche il fatto che l’area di tesi è parte del più vasto sistema del Parco del Cardeto di Ancona che si sviluppa dal Monumento ai Caduti fino ai terrazzamenti verdi sottostanti il Duomo. Il progetto si va, così, ad inserire
all’interno di un più ampio piano urbano, previsto dall’amministrazione comunale al fine di dotare la città di Ancona di un enorme parco, riqualificando la zona a ridosso
della falesia. Per il momento il parco si interrompe nella zona del faro a causa del forte dislivello che ha qui inizio. È proprio in questo punto che si innesta il progetto andando ad inserirsi come nodo cardine tra il colle Guasco e il colle dei Cappuccini, permettendo, attraverso la sistemazione di un giardino terrazzato, la prosecuzione della passeggiata. Vengono in questo modo messi in comunicazione alcuni elementi di interesse storico e culturale: il cimitero ebraico, il vecchio faro, l’anfiteatro stesso e la cattedrale.