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L’arca della flora spontanea delle Marche

Il Centro ricerche floristiche Brilli-Cattarini di Pesaro

Il Centro fu fondato nel 1949 su iniziativa del prof. Aldo J. B. Brilli-Cattarini, ed inizialmente gestito da un Consorzio Universitario Elvetico per essere poi rilevato a titolo personale, all’inizio del 1974, dal prof. Brilli-Cattarini, con l’intento di impedire l’interruzione dell’attività e la dispersione degli Erbari e dei risultati dei lavori di ricerca sino allora condotti.

Nel febbraio del 1975, con un atto di donazione, il Centro è passato in proprietà e gestione all’amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino, con la finalità di rilevare e studiare la flora spontanea delle Marche.
L’intero complesso, costruito dall’amministrazione provinciale negli anni 1984-1985, comprende un Giardino Botanico di 4.500 mq, una serie di uffici, due sale-erbario, un laboratorio e due locali adibiti a biblioteca, per una superficie totale, disposta su due piani, di circa 650 mq.
Tra le sue principali attività, oltre alla ricerca floristica, che prevede indagini di campagna nella regione marchigiana e in parte extra-regionale, vi è la gestione e l’ampliamento di collezioni di piante essiccate (Erbari), l’elaborazione e la pubblicazione dei risultati delle ricerche, la collaborazione con altri Istituti scientifici, soprattutto universitari, e altri Enti.
Tuttavia il personale del Centro è impegnato, oltre che nella ricerca di base, anche in un servizio di consulenza e in varie iniziative scientifico-culturali nell’ambito della divulgazione naturalistica e ambientale, volte a promuovere l’educazione e la sensibilizzazione del personale docente, degli studenti e della cittadinanza in generale.
In passato, le indagini sul territorio hanno portato alla scoperta di due specie nuove per la scienza: piante che non erano state descritte da alcun ricercatore, precisamente Cirsium alpis-lunae, Asteracea nota per l’Alpe della Luna e dintorni di Verghereto (nell’Appennino Tosco-romagnolo) e Cardamine monteluccii, Crucifera presente nell’Italia centrale e meridionale.
Va poi ricordata la pubblicazione di numerosi articoli inerenti la flora delle Marche, nonché importanti segnalazioni di specie nuove per la regione, per l’Appennino o addirittura per l’Italia.
Si tratta, quindi, di un Centro di ricerche di grande importanza scientifica e didattica, particolare nel suo genere, in quanto è l’unico, in Italia, gestito da un Ente locale.
Le collezioni botaniche L’Erbario, attualmente il più grande delle Marche e uno dei più funzionali d’Italia, raccoglie collezioni da circa 200.000 inserti, per un totale di almeno 950.000 campioni di piante essiccate. La conservazione di tale materiale, per preservarlo da attacchi di insetti (il “nemico numero uno” delle collezioni biologiche), è assicurata da un moderno impianto di climatizzazione che mantiene valori di temperatura e umidità costanti.
Le principali collezioni botaniche presenti sono quattro: l’Herbarium Brilli-Cattarini De Planta-Salis, l’Herbarium A. Del Testa, l’Herbarium P. Petrucci, l’Erbario Crittogamico Italiano e infine un erbario micologico realizzato dall’A.M.B. (Associazione Micologica Bresadola – Gruppo di Pesaro).
Tali collezioni sono censite a livello nazionale e internazionale (UNESCO) e il loro nominativo, contraddistinto dalla sigla PESA, è inserito nell’Index Herbariorum, ovvero il catalogo ufficiale di tutti gli erbari pubblici del mondo.
La collezione principale, l’Herbarium Brilli-Cattarini De Planta- Salis (così denominato dal nome del suo fondatore), è divisa in due sezioni: Flora della Regione Marchigiana Fisica ed Herbarium Generale. Nella prima, di particolare importanza per consistenza numerica, confluiscono i campioni vegetali raccolti nel territorio di maggiore interesse scientifico per il Centro, nella seconda gli essiccati di qualsiasi altra provenienza italiana ed extra-italiana. Si tratta di una collezione “aperta”, ossia soggetta a continui nuovi incrementi. La sezione dedicata alla flora marchigiana costituisce la principale documentazione sulla flora di tale territorio, raccolta in oltre 60 anni di esplorazione da parte del prof. Brilli-Cattarini e dei suoi collaboratori. Parte del nucleo originario comprende raccolte risalenti agli anni 1934- 1948 che, seppure quantitativamente modeste, sono piuttosto importanti perchè contengono campioni di piante oggi non più presenti nella regione in inseguito alla scomparsa o alterazione degli ambienti preferenziali. Si tratta di un erbario fitogeografico nel quale ciascuna specie o sottospecie è rappresentata dal maggior numero possibile di esemplari provenienti dalle più svariate località e ambienti, così da documentare, in maniera accurata, la distribuzione e l’ecologia di ogni singola specie offrendo un panorama pressoché completo della biodiversità vegetale delle Marche.
Va inoltre segnalato l’Herbarium P. Petrucci, realizzato nella prima metà dell’800 dal pesarese Marchese Pietro Petrucci, di proprietà della Biblioteca e Museo Oliveriani di Pesaro, affidato al Centro in conservazione e custodia.
Il Giardino Botanico L’area esterna all’edificio, adibita a Giardino Sperimentale, comprende un ampio giardino roccioso realizzato con materiale lapideo calcareo proveniente dalla provincia di Pesaro e Urbino e ospitante numerose specie erbacee, fra cui molte entità di clima mediterraneo; un vasto settore destinato ad arboreto e arbusteto, dove sono osservabili gran parte delle specie legnose della regione; aree ombreggiate e fresche ricche di numerose piante di boschi e di ambienti umidi; infine alcune vasche interrate dove sono collocate varie specie acquatiche.
Tale struttura è aperta al pubblico e prevede visite guidate (in particolare rivolte a gruppi di studenti) in giorni e orari della settimana prestabiliti.
Di particolare interesse scientifico, è la coltivazione di specie rare o pressoché estinte nel territorio regionale che possono così essere conservate ed eventualmente reintrodotte nei luoghi d’origine.
Un patrimonio da salvare Il Centro, di rilevanza internazionale nel mondo scientifico, accademico e culturale, è ora sotto la minaccia di essere smantellato e le collezioni smembrate per essere vendute a collezionisti privati. Si disperderebbe così un patrimonio di centinaia di migliaia di campioni botanici, testi specialistici e piante dell’Orto Botanico privando la comunità pesarese e marchigiana di un patrimonio insostituibile legato alla sua storia naturale e alla conoscenza del territorio.

CENTRO RICERCHE FLORISTICHE MARCHE
Provincia di Pesaro e Urbino
Assessorato Beni e Attività Ambientali
via Barsanti, 18
61100 PESARO
tel. e fax: 0721/52602
email: crflor@provincia.ps.it