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Le mura

Restauro e risanamento conservativo della cinta muraria cittadina di Jesi

Luogo: Jesi, p.zza B. Pontelli, via Torrione, Costa del Montirozzo, via Bersaglieri,
vicolo S. Floriano, via S. Sauro
Progettisti: progetto definitivo, Giuliano Cardinaletti, architetto, Roberto Renzi e Leonardo Leoni, ingegneri; progetto esecutivo, Giandomenico Ambrosi e Alberto Bellelli, ingegneri, Fabiana Cardinali, architetto; collaudatore in corso d’opera, Luciano Zanetti, architetto; direzione lavori, Stefano Cantarini e Stefano Santini, architetti
Committente: Comune di Jesi
Anno di redazione del progetto: 1997
Anno di esecuzione dell’intervento: 1998/2002
Impresa esecutrice: So.Co.L.P. srl, Roma
Costo dell’intervento: 2.307.579,91 euro
Dati dimensionali: superficie trattata, 16.144 mq

Foto: Paolo Semprucci

La cinta muraria perimetra il nucleo più antico del centro storico per una estensione di circa 1500 metri, superando anche considerevoli dislivelli altimetrici.
La cinta, che ci è pervenuta nell’attuale conformazione, è stata costruita nei secoli XIV e XV, ricalcando per ampi tratti le antiche mura romane. In periodi successivi, a seguito della evoluzione delle tecniche militari (uso dell’artiglieria) furono edificate le imponenti “scarpe” alla base delle mura che ancora oggi le caratterizzano.
La progressiva perdita dell’importanza difensiva della cerchia muraria, comportò, tra i secoli XVIII e XIX, la progressiva e pressoché totale edificazione residenziale con sopraelevazioni e aggiunte in aderenza.
Interventi parziali di restauro e rifacimento, seppure condotti in modo approssimativo, vennero eseguiti a più riprese nel corso del XX secolo.
Il restauro attuale è il primo intervento generale sull’intero perimetro eseguito con criteri scientifici.
Prima del restauro le mura presentavano i seguenti problemi, alcuni facilmente visibili, altri individuati dopo specifiche analisi e sondaggi eseguiti sia in fase di progettazione esecutiva, sia durante la direzione dei lavori: la presenza, su tutte le “scarpe” e su tratti estesi del paramento murario, di erbe infestanti, di muschi e licheni, la cui crescita, particolarmente aggressiva sui tratti controterra delle mura, comportava l’erosione dei mattoni e dei leganti con conseguente loro distacco; la rasatura a cemento di ampie superfici eseguita in epoche antecedenti quale intervento radicale di risoluzione della crescita delle erbe; le calate di innumerevoli scarichi delle soprastanti abitazioni eseguite in modo disordinato, anti-igienico, e con variegati materiali; precarietà statici di numerosi beccatelli e di tutte le coperture dei torrioni e delle torrette; spanciamenti e cedimenti laterali del sacco murario; varie problematiche relative alla parte abitata delle mura quali materiali di finitura inadeguati di spallette, architravi e piattabande di porte e finestre; posizionamento irrazionale di vecchie condutture impiantistiche di servizio.
L’intervento, condotto per 4 stralci successivi della cinta muraria, si è sviluppato secondo una metodologia basata sulla ripetizione di alcune fondamentali operazioni temporalmente conseguenti: indagine di dettaglio a ponteggi montati; devitalizzazione con appositi fitofarmaci delle erbe infestanti e loro conseguente asportazione; scarnitura delle connessure dei mattoni e, ove necessario consolidamento del paramento murario eseguita con la tecnica dello “scuci-cuci” con impiego rigoroso dei materiali originali provenienti dallo smontaggio; consolidamento delle struttura murarie a sacco con iniezioni di malte specifiche: consolidamento di beccatelli degradati con sostituzione di tutti i moralotti di castagno fatiscenti e con cuciture armate con barre di acciaio inox; pulizia del paramento mediante lavaggio e ove necessario leggera idrosabbiatura e asportazione con martelletto ad aghi di rasature e incrostazioni cementizie; stuccatura delle connessure con malta di calce idraulica; regolamentazione e razionalizzazione di tutti gli scarichi presenti e dell’impiantistica di servizio; trattamenti finali di protezione differenziati tra quelli semplicemente idrorepellenti e quelli specifici antimuschio.
Durante i lavori sono state scoperte impronte di beccatelli demoliti su vari tratti del paramento murario. Tali tratti sono stati inseriti nel progetto al fine di dare continuità e completezza ai lavori di restauro della Cinta Muraria.
Durante l’intervento si è registrata la disponibilità dei residenti sopra le mura a collaborare con L’Amministrazione, i Direttori dei Lavori e l’Impresa esecutrice per ottenere il miglior completamento dell’opera dimostrando una volontà costruttiva agli interventi di restauro là dove questi erano collegati alle loro proprietà.

Stefano Santini, Stefano Cantarini