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Leonardo e le Marche

Intervento: allestimento della mostra
“Leonardo. Genio e visione in terra marchigiana”
Ideazione e cura: Carlo Pedretti
Responsabile tecnico per l’organizzazione:
dr. Paolo Bedeschi
Luogo: Mole Vanvitelliana, Ancona, estate 2005
Committenti: Comune di Ancona, Regione Marche
Progettista: arch. Gaia Canti
Collaboratori: Andrea Delle Macchie, arch. Maria Letizia Martani
Impresa esecutrice: D. EX.M. Laboratori di Cartoceto (PU)
Progetto di illuminotecnica:
IGuzzini Illuminazione Recanati (MC)
Progetto per la sicurezza e la climatizzazione:
ing. Giuseppe Romagnoli

Obiettivo dell’allestimento era la totale immersione del visitatore, fin dal suo primo accedere alla mostra, in un’atmosfera completamente estraniante in cui l’illuminazione bassa e quasi sacrale e il passaggio dallo stretto ingresso all’ampio spazio espositivo fossero in forte contrasto con l’ambiente esterno. Superato l’ingresso si veniva accolti dal Ritratto di Leonardo attribuito al pittore milanese Giovan Ambrogio Figino. Il ritratto era collocato su un pannello che celava la visuale dell’ampio spazio successivo. In tal modo si portava l’osservatore a concentrare l’attenzione sull’uomo Leonardo allungando, nello stesso tempo, il periodo di disvelamento della sezione disegni che introduceva al Leonardo scienziato e pittore e alla tematica del suo rapporto con le Marche. La sezione era collocata in una vasta sala, in cui si veniva guidati da una pedana a terra che, senza creare barriere visive, indicava il percorso e riportava didascalie retroilluminate su parti della pedana stessa inclinate verso il visitatore. I disegni erano appesi a tiranti e articolati secondo la linea spezzata formata a terra dalla pedana. Il percorso, formato da questo sistema sulla destra e da un grande pannello inclinato con testi esplicativi della mostra sulla sinistra, convergeva prospetticamente nel quadro della Vergine delle Rocce, posto in una collocazione di rilievo, isolato dagli altri dipinti e circondato da un sistema di pannelli verticali che lo racchiudevano in una sorta di grotta artificiale. Il percorso della mostra, guidato da spot luminosi a terra, procedeva quindi nella sala in cui erano raccolti gli altri dipinti. Un pannello inclinato diagonalmente indirizzava la vista verso un’altra opera notevole qui esposta per la prima volta: la Maddalena discinta. La possibile relazione del paesaggio di sfondo del dipinto con i Monti Sibillini, ipotizzato da Carlo Pedretti, è stata volutamente rinforzata con la proiezione, alle spalle del quadro stesso, di un video realizzato da Valeria Faella con musiche di Massimiliano Buono in cui si dissolvevano le une sulle altre immagini di particolari del paesaggio dipinto e le foto dei Sibillini realizzate dal fotografo Angelo Mezzanotte. Procedendo verso il quadro, disposto in modo che fosse percepibile fin dall’ingresso e con il video di sfondo, ci si trovava nello spazio più vasto e aperto della sala con l’esposizione di alcuni quadri dei più attivi collaboratori di Leonardo, disposti secondo lo stesso concetto architettonico utilizzato per i disegni: illuminati con profilatori sagomati sulla dimensione di ogni singolo dipinto, in un’atmosfera di penombra e guide luminose fornite dalle didascalie retroilluminate collocate sulle piegature della pedana che circondava lo spazio. Il percorso proseguiva al piano superiore dove, in sale più raccolte, erano disposti i manoscritti e le opere a stampa. Particolare rilievo è stato attribuito al Codice sul volo degli uccelli conservato a Torino nella Biblioteca Reale, documento di eccezionale interesse anche celebrativo. Il piccolo Codice contiene studi di meccanica, disegni botanici e altri schizzi che sono stati riprodotti su pannelli appesi al soffitto.

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