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Luogo di relazioni connesso al centro storico

Il nuovo porto di Senigallia

Intervento: Nuovo Porto di Senigallia
Luogo: Senigallia
Progettisti: arch. Fabio Maria Ceccarelli,
ing. Raffaele Solustri, prof. ing. Alessandro Mancinelli
Committenti: Comune di Senigallia, Regione Marche
Fasi di approvazione: Piano Particolareggiato: 1990,
referente: Comune di Senigallia; Modello Fisico: 1992, referente: Ministero LL.PP.; Valutazione Impatto Ambientale:1994, referenti: Ministero dell’Ambiente, Ministero BB.AA.; Nuovo P.R.G. 2001, Referenti: Ministero LL.PP., Regione Marche; Adeguamento Tecnico Funzionale: 2009, referenti: Regione Marche, Comune di Senigallia
Anni di realizzazione: 2005 – 2009
Impresa esecutrice: Impresa Costruzioni Mentucci Aldo srl,
Senigallia (AN)
Dati dimensionali: 20,00 ha

Foto: Andrea Sestito, Archivio Ceccarelliarchitetturadesignstudio

Foto aeree: Leopoldi
Foto darsena Nino Bixio: Paolo Zitti
Foto manifestazioni: Gabriele Moroni, Senigallia

L’area portuale ha un rilevante peso nell’economia di Senigallia e svolge, sotto il profilo urbanistico, un’importante funzione di cerniera tra la città e il mare e tra il Lungomare di Levante e quello di Ponente.
La demolizione degli stabilimenti Sacelit-Italcementi, che per decenni hanno fortemente connotato la città, la sua immagine, le sue relazioni economiche e sociali, insieme alla disponibilità delle aree degli ex cantieri, evidenziano la eccezionalità dell’attuale momento e le grandi opportunità di rinnovamento urbano che sono di fronte alla comunità senigalliese.

Le trasformazioni progettate puntano a cogliere tutte le possibili connessioni con l’insieme della città, ricreando un forte legame con il centro storico, un tempo strettissimo e affievolitosi nel corso degli anni.
Gli obiettivi principali del progetto sono tre:
_la nuova accessibilità nautica direttamente dal mare (già interamente realizzata);
_il collegamento ciclopedonale tra le due riviere;
_il nuovo rapporto tra la città e il porto.
Il progetto immagina l’area portuale non più solamente come un’area specializzata destinata agli operatori, ma come luogo di relazioni, di movimento, una palestra della comunicazione e della salute privata, dove la gente passeggia e si incontra. Allo stesso modo il Fiume dovrà recuperare la sua voce, i suoi equilibri naturali, le sue funzioni, non ultime quelle di legame tra città e porto.

Le innovazioni introdotte dal progetto possono essere schematicamente così riassunte:

_nuova accessibilità veicolare all’area portuale attraverso l’allargamento del ponte sul Misa e la costruzione di uno svincolo sulla Statale Adriatica;
_nuovi e molteplici collegamenti ciclopedonali tra città e porto e tra le due riviere;
_costruzione di una piazza ed un edificio pubblico nell’area degli ex cantieri, affermando l’idea di far avanzare la città verso il mare attraverso la qualificazione di un luogo sul fronte mare a stretto contatto con il centro storico, in modo da offrire nuove opportunità alla città;
_costruzione di una attrezzatura commerciale che si origina dalla nuova piazza, si sviluppa lungo la banchina centrale posta tra il fiume Misa e le darsene, e raggiunge il nuovo faro: essa in qualche modo allude alla “Fiera Franca” che ha fortemente caratterizzato la città per alcuni secoli.
_qualificazione dei moli e delle banchine attraverso un attento progetto di arredo urbano in grado di identificare il porto di Senigallia come un luogo privilegiato dello stare, attraverso una scelta di materiali che valorizzano le superfici e gli oggetti di arredo e raggiungono un’immagine di forte omogeneità e piacevolezza in accordo con la tradizione costruttiva che da sempre ha caratterizzato le riviere adriatiche.

Al Piano urbanistico sono infatti collegate schede che prescrivono soluzioni tecniche di dettaglio per la realizzazione e la finitura: delle banchine, delle pavimentazioni, delle risalite, delle recinzioni, delle sedute, degli apparecchi per la pubblica illuminazione, delle bitte di ormeggio, degli erogatori acqua ed energia elettrica, delle sedute, delle rastrelliere per biciclette, dei cestini portarifiuti, e quanto altro occorre a garantire la qualità e il funzionamento del nuovo spazio.

Il nuovo porto raccontato dal sindaco Maurizio Mangialardi

Come si colloca il nuovo porto di mare nello sviluppo della città, sia rispetto alla matrice turistica che a quella professionale legata ai mestieri della pesca e delle attività diportistiche?

Il porto di Senigallia è stato per secoli il simbolo dell’identità cittadina. Poi però, il modificarsi dell’assetto cittadino, il mutare delle esigenze e delle vie di comunicazione, hanno determinato una perdita della centralità del porto e la mancanza di un armonico collegamento con il resto della città. Oggi, grazie al completamento degli imponenti lavori di recupero della struttura, il nuovo porto riesce a valorizzare le tre funzioni storicamente presenti nell’area: la pesca, il turismo da diporto e la cantieristica.

Il porto di Senigallia è in concorrenza o in virtuosa collaborazione con gli altri nuovi porti della costa marchigiana? Quali sono i suoi asset principali, presenti e futuri?
Nessuna concorrenza, naturalmente. Ogni area portuale ha la sua storia, le sue caratteristiche, la sua vocazione. Oggi l’area portuale di Senigallia non è più separata e chiusa come in passato e, grazie alle opere realizzate e al nuovo avamporto, si è passati dal porto canale al porto protetto, con accesso diretto al mare. Sono stati riqualificati i moli di ponente e levante, con opere di arredo urbano e di adeguamento funzionale, in modo tale da disegnare un’area di accesso pedonale di particolare pregio ambientale.
Le attività dello scorso anno hanno guardato anche ad un utilizzo come spazio pubblico con destinazione culturale e di spettacolo. Tra funzione e rappresentazione quali programmi si stanno predisponendo per accompagnare questa duplice identità?
Un porto come il nostro è uno straordinario contenitore di storie e di racconti per immagini. Per questo può diventare lo scenario ideale nel quale collocare manifestazioni culturali. Già dalla scorsa estate si è registrato un grande successo di pubblico ospitando, ad esempio, una rassegna cinematografica che verrà riproposta questa estate.

Il porto sarà un’infrastruttura per le nuove connessioni strategiche tra i due lungomari, il centro storico, l’area ex Sacelit e il porto?
Il porto di Senigallia ha la caratteristica particolare di essere vicinissimo al centro storico.
Grazie anche al piano d’area dell’area ex Sacelit Italcementi, la più grande trasformazione urbana per Senigallia dai tempi dell’ampliamento settecentesco, abbiamo raggiunto l’obiettivo di un collegamento viario per auto, biciclette e pedoni tra la città, il porto ed i lungomari.

(intervista a cura di Cristiana Colli)