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Maria Luisa Canti Polichetti

Presidente Inarch Marche

Sono dieci anni che la rivista ‘Progetti’ viene pubblicata con cadenza semestrale: si tratta sicuramente di un periodo di tempo di tutto rispetto per una pubblicazione di contenuto specialistico e con il principale bacino di utenza, la regione Marche, di limitate dimensioni. I motivi di tale fortunata circostanza sono vari: innanzi tutto l’interesse e l’entusiasmo per le specifiche tematiche che vengono trattate da parte dell’editore, Vittorio Gagliardini, a cui si aggiunge la professionalità del suo staff, a partire dalla curatrice Cristiana Colli e dal direttore editoriale Franco Panzini. I meriti di ‘Progetti’ sono molteplici e di vario tipo: innanzi tutto la rivista rappresenta un esempio concreto di collaborazione fra le aziende, in particolare quelle legate alla produzione architettonica e al design, e la categoria dei progettisti, per il perseguimento dell’obiettivo della qualità architettonica, della quale dimostrano di avere una concezione omogenea. Inoltre viene consentito agli architetti marchigiani come alle aziende, il cui ruolo nella rivista va ben oltre quello strettamente pubblicitario, di esporre i loro prodotti intesi come prodotti dell’ingegno e della creatività, rendendone altresì possibile un utile confronto e soprattutto il monitoraggio critico sullo stato dell’architettura. Mediante tale monitoraggio viene posta una attenzione particolare alla valorizzazione delle opere più significative, ed in particolare di quelle prodotte da giovani architetti, i quali, di norma, diventano sempre più sensibili e disponibili a raccogliere le problematiche contemporanee che li inducono ad uscire dal tradizionale ambito professionale, limitato alla realizzazione del semplice manufatto edilizio, per riferirsi al più ampio contesto sociale ed ambientale. Anche in relazione a ciò va riconosciuto alla rivista un ulteriore merito: quello di rendere visibile alla comunità marchigiana e nazionale, ivi comprese le istituzioni, lo sviluppo della ricerca che viene effettuata dagli architetti e dalle aziende marchigiane, nel settore della produzione architettonica e del design. In tal modo vengono create le premesse per accrescere la consapevolezza da parte della collettività della necessità di realizzare fattori di qualità nell’edilizia, come elemento determinante per la promozione di una nuova qualità della vita, più rispondente alle attuali esigenze della società contemporanea. Ciò diviene ancor più importante in un momento in cui le trasformazioni del territorio si susseguono con frequenza temporale sempre più veloce rispetto al passato e con esiti il più delle volte negativi. Tali tematiche potrebbero rappresentare un’ulteriore espansione degli argomenti finora trattati dalla rivista, che come si è detto sono riferiti essenzialmente a prodotti di architettura e design, e caratterizzarne il prossimo decennio di vita. L’apertura verso le tematiche del territorio, ovverossia “il paesaggio”, inteso nella sua complessità ambientale – prodotto della attività dell’uomo nel tempo – in cui la collettività vive, agendo e producendo, potrebbe contribuire alla ricerca in esso dei medesimi valori di qualità della vita che si ricercano nel semplice manufatto architettonico. Quest’ultima tematica unitamente con i temi trattati finora dalla rivista ‘Progetti’ potrebbe sicuramente rappresentare la base per una fattiva collaborazione fra la rivista e l’Inarch Marche. A tal proposito voglio ricordare che nel discorso di apertura tenuto in occasione del momento istitutivo della sezione marchigiana dell’Inarch, il 15 settembre del 2004, nel definire gli obiettivi di programma, veniva prevista la massima collaborazione tra l’associazione e le diverse istituzioni, in relazione alle specifiche competenze: quelle direttamente operative per la gestione del territorio, quelle di ricerca e quelle preposte alla comunicazione. Il nostro pensiero in quella sede era rivolto soprattutto alla rivista ‘Progetti’ intesa nella sua specificità di “media”, ma in particolare in quanto strumento di ricerca e confronto. Infatti la sezione Inarch Marche, peraltro in analogia con l’Inarch nazionale, nel porsi come obiettivo l’assunzione da parte degli architetti di un ruolo rilevante nei processi decisionali ed operativi di trasformazione del territorio, favorendo il consolidamento del concetto di “qualità” dell’architettura, vuole cogliere tutte le occasioni per effettuare un dialogo paritario e consapevole con le istituzioni ed ancor più collaborativo con i protagonisti delle attività produttive riferite all’edilizia, come all’ambiente e al design. In attuazione del programma operativo prefissato, l’Inarch Marche ha posto in essere varie iniziative che fanno riferimento ad alcuni concetti base che hanno sicuramente molti punti in comune con le linee editoriali della rivista. Facendo riferimento al seminario internazionale del progetto Villard, svolto dalla facoltà di architettura di Ascoli Piceno, l’Inarch Marche ha organizzato il Premio Villard dedicato alla valorizzazione dell’attività di giovani architetti europei, al fine di riaffermare la necessità di produrre architettura di qualità. I progetti presentati, ed in particolare quelli premiati, riguardanti proposte per la città di Ancona, hanno rappresentato la migliore risposta ai nostri obiettivi. Stiamo attuando, nella prassi, la collaborazione con l’ANCE, come peraltro è sempre stato nello spirito dell’Inarch nazionale, a partire dalla sua costituzione nei lontani anni ’50. Tale collaborazione diviene sempre più stretta sia a livello nazionale sia a livello regionale: l’ANCE Marche è presente nel Consiglio Direttivo dell’Inarch Marche ed ora anche nel Consiglio Direttivo Nazionale. Una prima concreta applicazione di tale collaborazione consiste nella messa a punto di una metodologia per la promozione e realizzazione di concorsi pubblici per la produzione architettonica caratterizzata da quei valori di qualità, imprescindibili, a cui più volte si è fatto riferimento, nella convinzione che l’attribuzione di incarichi professionali, mediante concorso pubblico, rappresenti la migliore garanzia per ottenere gli obiettivi prefissati. Un primo esempio di tale prassi è rappresentato dal concorso di idee bandito per la riqualificazione urbana di una zona della città di Fabriano, anche mediante l’introduzione di nuove funzioni, fra cui parcheggi, che dovranno essere di primario interesse per la città. La zona prescelta è particolarmente interessante in quanto rappresenta un nodo vitale fra il centro storico e i quartieri di recente espansione: si attesta sull’asse viario che rappresenta il principale accesso alla città ed è in prossimità della zona dove dovrà sorgere la nuova sede comunale. Sono parte attiva nelle attività per l’espletamento di tale concorso, congiuntamente con Inarch Marche e ANCE, il Comune di Fabriano ed una società nata per la promozione e rivitalizzazione della città stessa, che ha come soggetti esponenti del mondo finanziario e produttivo della zona. Il progetto vincitore verrà acquisito dal Comune di Fabriano e costituirà la base di un futuro concorso di project-financing. Tutti i progetti presentati ed esaminati saranno oggetto di un’apposita mostra e costituiranno la base di uno specifico confronto tra tutti i soggetti che hanno partecipato a tale esperienza: i progettisti, le associazioni, le istituzioni, i rappresentanti dell’economia e finanza della regione. Mi auguro che per tale occasione la rivista ‘Progetti’ voglia partecipare alle diverse iniziative dando luogo a quella concreta collaborazione con l’Inarch, che abbiamo sempre auspicato e di cui tutti sentiamo l’assoluta necessità.

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