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Memoria al dettaglio

Negozio di moda a Jesi

Intervento: Allestimento di una boutique
Luogo: corso Matteotti 44, Jesi
Progettisti:  Riccardo Diotallevi architetto,
Andrea Gullace (collaboratore), Valentino Giacani (concept)
Committente: Luca’s srl Jesi
Anno di redazione del progetto: 2002
Anno di esecuzione: 2003
Costo dell’intervento: 75.000 Euro
Imprese esecutrici: Opere in ferro Cifa Jesi,
Falegnamerie Decio Tittarelli Monsano, Opere murarie Marchesini Edilizia Fabriano
Tinteggiature e decorazioni Silvio Raffaeli Jesi, Impianto elettrico Elettrocentro Jesi
Caratteristiche dell’area di impianto: 22,40 x 3,90 m.
Dati dimensionali dell’intervento: superficie espositiva negozio mq. 83,50
superficie magazzino e ufficio mq. 33,50
Caratteristiche tecniche particolari: parquette listelli in rovere sbiancato,
piani tecnici in acciaio Corten, piani leno e pannellature in multistrati fenolico,
strutture ed appenderie in acciao inox

foto: Stefano Agostini

Retail e Detail sono due vocaboli inglesi, molto simili per fonetica e per significato che stanno ad indicare la parola: dettaglio. Retail è il dettaglio inteso come vendita al minuto, mentre il secondo, Detail è il dettaglio, il particolare.

La committenza, in questo caso anche concept, ha richiesto uno spazio vendita per l’abbigliamento maschile al dettaglio composto di semplicità e allo stesso tempo ricercato per complessità di artifizio, di dettaglio appunto. Unire le cose, le situazioni ed anche
i vocaboli è un arte che Lucas ha consacrato.
Il negozio è situato lungo l’asse principale del centro storico di Jesi e si insedia su dei locali, che la memoria cittadina ricorda per la vendita di tessuti di pregio. Lucas è una galleria da visitare lungo un percorso espositivo di prodotti di abbigliamento, che interpretano il trend e si uniscono con l’allestimento. Il gioco del commercio, del dettaglio e della memoria vuole essere il tema ricorrente proponendo il riuso di oggetti come i banchi in ferro provenienti dal vecchio mercato delle erbe, nei quali sono state montate ruote e posati dei piani in cristallo, diventati ora mobili d’attualità che servono alla stesura degli abiti. L’allestimento si compone con linearità e fermezza per i materiali scelti, materiali che non temono le intemperie, acciaio inox per telai e strutture portabiti;  multistrati fenolico idrofugo per piani espositivi e pannelli; acciaio Corten ossidato come cornice dello specchio e per piani tecnici; pietre di porfido nell’ingresso-vetrine.
La contrapposizione tra: la fissità della materia a contrasto con la leggerezza dei tessuti, la semplicità del sistema espositivo in lotta con la ricercatezza dei capi, i tanti elementi in gioco trovano coesione con l’omogeneità del pavimento composto in doghe di rovere sbiancato. Volontà artistiche trapelano nell’involucro murario, così la tinteggiatura marrone dei soffitti con un effetto di scolatura si mescola sopra ai toni sabbiosi del tonachino delle pareti. La memoria professionale echeggia concetti significanti per l’architettura che citano delle severe parole: ”il più è meno e il dettaglio è tutto’.

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