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Mille manifesti nella città di Pesaro

Per ricordare Massimo Dolcini

Massimo Dolcini è stato uno dei rappresentanti più attivi, in Italia, della grafica sociale, di “pubblica utilità”, che ha portato la città di Pesaro, con la sua comunicazione soprattutto affidata ai manifesti murali, ad essere un caso internazionale, per un ventennio, a partire dai primi anni ’70. Per ricordarlo, a un anno dalla sua scomparsa, tra le iniziative che sono emerse spontanee, una proposta di Italo Campagnoli, visual designer e organizzatore di eventi, è stata accolta con una partecipazione straordinaria, creando un “segno” davvero forte nella città. Si è trattato di un omaggio collettivo a Dolcini, accolto con entusiasmo da altri amici – grafici, artisti, creativi – che hanno progettato e realizzato 29 manifesti 70 x 100, affidando il loro messaggio ad una pluralità di stili che miracolosamente si è composta in una grande pagina di affettuosa memoria, all’insegna dello “sguardo ironico sul mondo” quale era quello di Massimo Dolcini. 29 i soggetti. Claudio Bartolucci e Viviana Bucci hanno riproposto un’icona dolciniana: il pugno alzato, che racchiude in questo caso gli strumenti per modellare l’argilla, a ricordo della passione per la ceramica d’uso, che Dolcini aveva assunto dal suo grande amico Franco Bucci, a cui allude anche Carlo Piazzesi; Alessandro Baronciani, giovane disegnatore di cartoons, propone una sua vignetta che già conteneva la citazione di un manifesto di Dolcini, in una Pesaro location di una sua storia; Italo Campagnoli disegna un ritratto dell’amico circondato di fiori aulenti, tra cui si scoprono cavolfiori e peperoni, coltivati con amore da Massimo nel suo orto; Claudia e Massimo Casamenti ripropongono Dolcini ritratto da Dolcini in forma di attore di cabaret e la riedizione di una vecchia scarpa da cui esce una zolla d’erba, citazione di un manifesto pop dolciniano per l’Accademia di Belle arti di Urbino; Stefano Mariani e Alessandra Morcella denunciano con ‘Spazio disponibile’, l’evidenza di un vuoto difficile da colmare; Eliseo Mattiacci, scultore, con il segno denso, rosso fuoco della spirale, allude al dipanarsi ineludibile della vita; Marco Morosini, come altri, per rendere omaggio alla funzione educativa che ha svolto Dolcini, suo insegnante all’ISIA di Urbino, prende alla lettera l’invito “ad essere copiato” di Massimo, visto che lui faceva della copia e della manipolazione un suo modo di progettare; Studio Ma:d, formato dai ragazzi che hanno lavorato per anni con il grafico, trascrivono in caratteri Baskerville tutto maiuscolo le frasi, i tick, gli sfottò, le imprese gloriose e non della ‘Dolcini associati’. Impossibile qui descriverli tutti, tutti di grande impatto visivo, densi di significato, con rimandi a un legame forte e pieno di affetto. Gli altri autori sono Carlo Beccatti – che si è tanto prodigato per la buona riuscita dell’iniziativa –  Jole Bortoli, Claudia Fabbri, Mauro Filippini, Franco e Gianni Leonardi, Alberto Marangoni, Elisabetta Ognibene, Paolo Palma, Filippo Partesotti, Nicola Sancisi, Leonardo Sonnoli, Loreno Sguanci, Studio 33 Multimedia, Mauro Tamburini, Enrico Tonucci, Giorgio Trebbi, Alfredo Venturi. Il 13 maggio è stata allestita al Circolo 12/24 di Pesaro la mostra dei manifesti a cui hanno partecipato in gran numero autori e sostenitori.

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