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Museo Archeologico a Campagna, Salerno

Pica Ciamarra Associati

Il complesso museale, con una conformazione che evoca i cristalli di quarzo, ha l’obiettivo di segnare il paesaggio, caratterizzandolo, e di comunicare il nuovo intervento, assumendone lo skyline come simbolo. In ambedue le direzioni di carreggiata, l’articolato profilo emergerà dal verde del paesaggio fluviale e pedemontano: chi percorre la corsia sud dell’autostrada SA/RC vedrà il nuovo Museo emergere dalla collina artificiale che raccorda il ciglio autostradale con la quota 61 ca. (schermo acustico-visivo per il motel); chi percorre la corsia nord, all’uscita della galleria (grazie anche all’altimetria dei luoghi per la quale l’area di servizio viene a trovarsi ad una quota inferiore a quella dell’autostrada) vedrà le imprevedibili sagome del Museo emergere dalle chiome degli alberi sottostanti. L’articolazione dei volumi deriva dall’esigenza di avere forti differenze altimetriche e chiaroscurali, scultoree più che architettoniche, che rendano percettibile la nuova immagine ai viaggiatori in movimento (ca. 350 metri le distanze visuali nei due sensi di marcia, 1 km di scorrimento, 130 km/h); la conformazione a “fiore aperto” permetterà il rimando di immagini cangianti e in movimento lungo il tratto di osservazione in auto. A scala territoriale l’intervento apparirà sostanzialmente unitario, ancorato al paesaggio e segnato da calibrate differenze volumetriche; la differenziazione dei materiali di rivestimento avrà particolare valore essenzialmente alla scala percettiva dei pedoni, mentre l’uso del cristallo considera l’effetto notturno a scala di paesaggio (illuminazione interna del museo). L’unitarietà percettiva dell’intervento è riproposta alla scala interiore mediante un unicum tra spazi esterni, spazi espositivi, percorsi pedonali e programma di comunicazione.

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