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Nunc est bibendum

Recupero di Villa Bianchi e riorganizzazione dell’azienda vinicola ‘Umani Ronchi’

Luogo: Castelbellino (AN); Osimo (AN)
Progettista: Marco Vignoni, architetto
Committente: Azienda vinicola Umani Ronchi spa
Anno di redazione del progetto: 1995/2000
Anno di esecuzione dell’intervento: 2000
Costo dell’intervento: 7.000.000.000
Imprese esecutrici: Impresa edile Vignoni srl; Fas Costruzioni di Faustino Ascani;
Scortechini Pasquale; impianti, Polenta Luigi; illuminazione, Effetto Luce;
essenze arboree, Vivai Conti
Foto: Paolo Monina Studio

Decidere di rinnovare un processo produttivo, significa intervenire nel rispetto dell’ambiente e delle caratteristiche proprie dei luoghi in cui il processo avviene.
Il programma di riorganizzazione e di riqualificazione della struttura dell’azienda vinicola ‘Umani Ronchi’ prevedeva una serie di interventi, attuatisi essenzialmente in due progetti, alla ricerca di nuove tecniche produttive e nel rispetto di antiche tradizioni.
Gli edifici da ristrutturare sono inseriti in contesti ambientali molto diversi (uno è situato in collina, l’altro in una zona densamente edificata e industrializzata), e gli interventi sono stati condotti nel rispetto della natura del luogo e privilegiando l’uso di materiali tradizionali, pur avvalendosi in entrambi di moderne tecnologie.
L’idea di progetto trova pertanto la sua unità in un’ambientazione discreta e nel recupero dei segni e dei riferimenti preesistenti.

Villa Bianchi
Il primo intervento ha riguardato il recupero di Villa Bianchi, un vecchio insediamento colonico, situato nella media collina della Vallesina, tipica struttura del paesaggio rurale marchigiano.
Pensata come luogo preposto alla degustazione del vino dell’azienda, la nuova struttura mirava a inserirsi in un circuito più propriamente agri-turistico, col fine di promuovere il prodotto, associato a tipici cibi locali. Quindi sono stati realizzati ambienti adatti a offrire agli operatori del settore una confortevole ospitalità e un soggiorno completo.
All’esterno, sono state recuperate le facciate e gli elementi di particolare pregio esistenti, propri dell’architettura rurale.
All’interno sono state eseguite opere di consolidamento strutturale, senza alterare, nel delicato lavoro di adattamento funzionale degli spazi, le principali caratteristiche tipologiche dell’edificio. Sono stati recuperati i solai in pianellato e muralotti in legno; portate a vista alcune murature in mattoni manufatti e in pietra arenaria; ripristinate le pavimentazioni in cotto; recuperate tutte le finiture più rilevanti (davanzali in cotto, architravi in legno, intonaci a malta di calce e gesso).
Gli elementi inseriti ex novo si adattano con discrezione nel contesto architettonico sottolineando, con la loro purezza formale, la semplicità e la naturalezza dei materiali usati.
I diversi ambienti sono stati definiti attraverso un sistema di piani orizzontali e verticali, in legno di quercia naturale, articolati all’interno della struttura esistente.
Azienda vinicola ‘Umani Ronchi’
Il secondo edificio, situato nella zona industriale di Osimo Scalo, sede dell’azienda vinicola ‘Umani Ronchi’, ha riguardato la riorganizzazione e la riqualificazione dell’intera struttura produttiva.
Oltre a ristrutturare il manufatto esistente, sono stati realizzati nuovi locali destinati ad accogliere 500 barriques in legno e una sala degustazione.
Lo spazio esterno è stato riqualificato ridistribuendo funzionalmente i corpi di fabbrica, creando nuovi parcheggi, recuperando le aree verdi e le alberature esistenti e inserendo i percorsi pedonali.
L’edificio destinato alla bottaia, incuneato nella scarpata che lambisce il complesso industriale e il vigneto, è in parte interrato, in parte sviluppato nell’area di pertinenza aziendale. Tale assetto ha suggerito l’idea progettuale di una compenetrazione spontanea tra natura e artificio. In questo modo, combinando nuove forme e nuovi materiali nell’ottica di una piena funzionalità, l’organismo edilizio è stato pensato come tutt’uno col contesto ambientale.
Alla parte interrata dell’edificio corrisponde una parte aerea molto articolata, segno visibile della complessità architettonica della struttura.
L’articolazione dei volumi della copertura ricalca la frantumazione del manufatto determinata dalla compressione del terreno.
Le superfici esterne, sfogliate rispetto alle murature, sono pensate come stratificazione di diversi materiali; in particolare, la parete metallica che ricopre la facciata principale, oltre ad essere una vera quinta prospettica, è un’efficace protezione dall’irraggiamento solare.
All’interno, sono state utilizzate tecnologie raffinate. Considerando che il prodotto deve essere conservato in un ambiente dalle condizioni microclimatiche particolari, (temperatura di 16°-18°; umidità del 85%-90%), l’obbiettivo è stato ottenere tali condizioni senza mezzi artificiali.
Pertanto, il solaio di copertura e i paramenti esterni sono stati realizzati con materiali altamente tecnologici. Nella parte interna delle pareti perimetrali è stata realizzata una vera e propria ‘macchina di compensazione’ dell’umidità: sfruttando la porosità del mattone e della ghiaia si riesce a compensare eventuali scompensi igrometrici. Un sistema di canali, che agisce secondo il principio dell’effetto camino, consente, inoltre, la circolazione e il ricambio dell’aria.