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Ortopolis

Per un progetto condiviso di valorizzazione culturale della città di Pesaro e del suo territorio

A giugno, in via G. B. Passeri a Pesaro, gli spazi commerciali, i laboratori, i negozi vuoti, la strada e le case private, sono diventati luoghi di proposta e produzione culturale. Claudia Ottaviani e Lorenzo Gennari orafi designer, Plastic e Videodrome, già in passato, grazie al loro interesse a promuovere la cultura, hanno permesso la realizzazione di alcuni eventi intrecciati a manifestazioni istituzionali di una certa importanza: Sipario Ducale, Segnali Luminosi, Visioni e la mostra Ex Ospedale Psichiatrico.
Quest’anno, dal contesto occasionale di alcuni incontri in questa via del cuore di Pesaro, è nata la prima edizione pesarese di Borderline, materiali dell’arte contemporanea. Le sale di Palazzo Gradari Mamiani, grazie a Marco Barchiesi di Lara Group, sono diventate il contenitore di Borderline, curato da Alessandro Pitré, Roberto Vecchiarelli (quatermass-x) e Sara Paoloni.
Oltre che presentare il lavoro di artisti della scena contemporanea, il programma di Borderline si pone come il tentativo di ri-definizione creativa del contesto territoriale, attraverso una ri-connessione culturale tra tutte le parti di un intero territorio, per eliminare separazioni-confini e trovare nuovi significati di sviluppo che non siano quelli (che hanno predominato) della cancellazione della memoria. Da qui nascono i progetti: Il paesaggio come palinsesto. Segni tracce scritture e sovrascritture: un’idea per un Parco Letterario dedicato a Giulio Perticari; e un Progetto per il Centro di Documentazione, Memoria e Promozione della salute mentale ‘ex Ospedale Psichiatrico San Benedetto di Pesaro’ (grazie a Asur Area Vasta 1). Intanto nella via, Claudia Ottaviani, coinvolgendo vecchi e nuovi amici, artisti e professionisti, ha combinato una serie di azioni che stimolate e coordinate hanno dato vita alla prima edizione di Fuorifestival.
Le due iniziative, insieme alla mostra Gli oggetti ritrovati. I gres di Michele Provinciali, tenuta nello spazio Via Passeri 83, si sono coordinate per diventare un’unica manifestazione durante le giornate di Pesaro Film Festival. Tutta la via ha preso vita: installazioni video e sonore, concerti, conferenze, aperitivi, banchetti, interventi di danza urbana che Hangart ha proposto nella strada e nei luoghi espositivi.
In via Passeri c’è anche un cinema, il Moderno, rimasto chiuso per troppo tempo. Aperte le porte del foyer, voci e i suoni dei film hanno premuto per uscire, così che il pubblico ha potuto riascoltare i vecchi film di questa sala ormai deserta e polverosa.
In quelle giornate Borderline e Fuorifestival hanno sperimentato contemporaneamente una forma di mutua collaborazione (grazie a preziosi aiuti disinteressati) che ha reso possibile la realizzazione tecnica e organizzativa degli eventi. Inoltre una serie di fortunati collegamenti hanno prodotto i presupposti per la nascita di una rete di associazioni e istituzioni. Ortopolis, formata da quatermass-x, hangartfest, etra, lems, proartis, macula, sponge, è una forma di vera e propria condivisione attraverso una rete di approcci a carattere multidisciplinare.

Roberto Vecchiarelli

foto di Monica Cicciarello Roberto Vecchiarelli