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Paesaggi interni con il cliente

Tre spazi commerciali

1) Intervento: nuovo punto vendita Nuova Ottica
Luogo: corso Amendola 47/a, Ancona
Progettista: arch. Simone Subissati
Committente: Nuova Ottica di Daniela Salvi
Anno di redazione ed esecuzione: 2005
Realizzazione: A. Borgognoni contract, Osimo (AN)
Imprese esecutrici:
arredamento: G Arredamenti di M. Gasparetti;
opere in cartongesso: Quercetti installazioni;
impianto elettrico: Marinelli Sandro;
infissi: Oaim di P. Rossini;
posa pavimento: G. Capomagi
Dati dimensionali: 60 mq

2) Intervento: farmacia di nuova realizzazione
Luogo: Strada Regina, Montelupone (MC)
Progettista: arch. Simone Subissati
Collaboratore: arch. Paolo Alocco
Committenti: dr. Pino Casale e Comune di Montelupone
Anno di redazione ed esecuzione: 2004
Realizzazione: Pharma by Rossi Dimension, Rio Salso di Tavullia (PU)
Imprese co-esecutrici: Idea Legno di Astuti Rossano, Porto Recanati (MC)
Fornitori: Gagliardini, Effettoluce, Recanati (MC)
Dati dimensionali: 100 mq

3) Intervento: nuovo punto vendita Celyn b.
Luogo: Civitanova Marche
Progettista: arch. Simone Subissati
Collaboratore: arch. Christian Baglioni
Committente: Celyn b. srl
Anno di redazione ed esecuzione: 2003
Imprese esecutrici: 
opere in muratura e cartongesso: Caporaletti Franco, S. Marcello (AN); opere in ferro: Art Metal di Salvatore Di Pietro, Osimo (AN); opere in legno: Arredinfissi, Osimo (AN);
pavimentazione in resina: Sebastianelli Renato, Ostra (AN); tinteggiature: Micheletti Alberto, Ancona
Fornitori: Corpi illuminanti: Effettoluce
Dati dimensionali: 40 mq

1) Il committente ha richiesto di ripensare completamente lo spazio e l’immagine del negozio, proponendo che fosse valorizzato il prodotto – in questo caso l’occhiale – nelle sue diverse declinazioni e tipologie, evitando un tipo di vendita “da centro commerciale” (quindi eliminando espositori specifici per occhiali) e al tempo stesso lasciando il più possibile il prodotto a disposizione del cliente. Si chiedeva inoltre di sottolineare un modo di lavorare che ha sempre avuto un approccio quasi di natura “artigianale” per cura e attenzione. Si è cercata quindi un’immagine che si staccasse completamente dalla tipologia tradizionale del negozio di ottica e che caratterizzasse in maniera peculiare il nuovo punto vendita. La ricerca si è orientata verso un paesaggio interno fatto di prospettive da centro urbano e al contempo si è immaginato un vecchio emporio fatto di alte scaffalature in legno. Ne sono scaturiti un sistema espositivo fatto di alte pareti in acero ruotate tra loro e non allineate con i muri per rendere più dinamico lo spazio, e una suddivisione dello spazio espositivo in finestre (o scansie che dir si voglia), fino alla parte superiore, dove non si espone nulla se non i visual pubblicitari. Queste celle che vanno da pavimento a soffitto differiscono tra loro per lo schienale che è talvolta luminoso e colorato o talvolta solo colorato, e per la presenza di ante e specchi che esaudiscono così per intero le necessità funzionali del negozio. La cassettiera, i banchi vendita e cassa sono intesi come microarchitetture a sé stanti e disposte liberamente nello spazio.

2)  La farmacia sorge in un luogo di periferia commerciale e industriale nella provincia di Macerata, che in qualche modo ha permesso – insieme all’estrema libertà progettuale consentita dal committente – di evitare lo stereotipo e i modelli della farmacia classica, sia nella distribuzione che nelle forme, sia nei materiali che nei colori. L’input dato dal committente era creare uno spazio che rendesse il rapporto cliente-farmacista più facile e diretto, oltre l’apprezzabile suggerimento di contemplare la presenza di uno o più ipotetici “oggetti” che fungessero da elementi catalizzatori dello spazio. Questa intenzione è stata realizzata con due espositori centrali che hanno innanzitutto una valenza simbolica e formale e che, con il legno dei fusti, i ripiani dalle forme organiche in vetro e il cappello in cartongesso a soffitto, rimandano a una natura artificiale più evocata che rappresentata. Il nuovo spazio ruota rispetto ai muri originali in una volontà di distacco e ri-creazione. I banchi dalle geometrie naturalmente irregolari si muovono liberi come in un silenzioso giardino giapponese in cui l’unico acuto è dato dall’apertura dello spazio cassettiera volutamente sottolineato dal colore e dalla illuminazione.

3) Il marchio Celyn b. rappresenta nell’abbigliamento femminile una ricerca di gusto al contempo giovane-sofisticato e caratterizzato da un velato snobismo. Il punto vendita di Civitanova cerca di tradurre tutto questo in uno spazio dove la luce, insieme ai materiali usati, serve innanzitutto a dilatare l’esiguo spazio a disposizione, rendendolo carico di suggestione. Una passerella in acciaio spazzolato fende il pavimento in resina dall’ingresso fino al banco cassa e rappresenta l’unica cesura dell’intero spazio che è delimitato dalle superfici trattate con resina e smalto senza soluzione di continuità.  Le pareti attrezzate – diafane e leggere ma non inconsistenti – filtrano e spandono la luce intorno e integrando appenderie abiti, mensole e specchi, risolvono in maniera completa l’intero sistema espositivo. Un sistema illuminotecnico r.g.b. applicato alla quinta luminosa dietro al banco cassa  e alle velette luminose a soffitto consente di variare il colore della luce ottenendo una vasta gamma di tonalità.

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