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Palazzo Gallo a Osimo

Un luogo storico importante per Osimo da ora aperto al pubblico

 Intervento: Recupero protiro Palazzo Gallo
Luogo: Osimo
Progettisti: Sergio Roccheggiani, Marco Battistelli
Collaboratori: Angela Onofri
Committente: CARIVERONA Banca spa
Anno di realizzazione: 2001/2002
Anno di esecuzione: 2003
Impresa esecutrice: I.CRE., Ancona
Foto: Giuseppe Saluzzi

L’intervento di restauro del protiro di Palazzo Gallo degli architetti Sergio Roccheggiani e Marco Battistelli è stato realizzato contestualmente agli interventi per il riutilizzo delle sale ad uso uffici qui di seguito pubblicate.

Cenni Storici
L’attuale Palazzo Gallo è frutto di un intervento di rimodellazione dell’originario edificio avvenuta alla fine del 1700.
Il vecchio impianto commissionato dal Cardinale Antonio Maria Gallo (Osimo 1553-1620), risale ai primi decenni del 1600 e nasce dall’annessione di più corpi di fabbrica che si trovavano nel punto più centrale della città (la chiesa di Santa Palazia, all’angolo tra la piazza e corso Mazzini, e i palazzi delle famiglie Dolfi e Capilupi, dislocati a nord) che vennero quindi acquisiti e demoliti per far posto alla nuova costruzione.
Risalente a questo primo periodo è il soffitto affrescato del salone al piano nobile, opera che viene attribuita al Pomarancio e datata intorno al 1614.
Il palazzo fu poi ampliato verso est e ovest alla morte del Cardinale per volontà dei suoi eredi, che però presto si videro costretti a vendere gran parte dell’edificio
che fu poi gradualmente riacquistato da Adriano Gallo in tre momenti: 1740, 1753, 1762. In occasione del matrimonio tra il conte Cesare Gallo e la nobildonna Enrichetta figlia del conte Annibale Simonetti previsto per il 1801, si pensò di riunificare i vari corpi di fabbrica che costituivano il palazzo patrizio portandoli tutti alla stessa altezza; si aggiunse lo scalone d’onore e si ridisegnò inoltre la facciata principale con l’aggiunta del protiro in pietra d’Istria. Questo è costituito da due colonne di ordine dorico poggianti su alto basamento che sorreggono il balcone (collocato all’altezza del piano nobile nel salone delle feste) e che inquadrano l’apertura ad arco dell’ingresso principale (situato all’estrema sinistra della facciata) evidenziato inoltre dalla mensola posta in chiave.
Sul balcone corre un parapetto costituito da una serie di balaustrini sempre in pietra d’Istria con gli angoli rinforzati da piccoli pilastri sui quali è apposto lo stemma gentilizio raffigurante un gallo; motivo questo che si ripete anche al centro dove vediamo interrompersi la fila delle colonnine. La porta architravata sul terrazzo è sottolineata da un modanatura (identica a quella delle finestre del piano corrispondente) sopra la quale si imposta un timpano rettilineo.

 

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