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Parco per attività teatrali e musicali, Villa Lauri, Macerata

Tesi di laurea

Il parco di Villa Lauri, situato in contrada Montalbano alla periferia di Macerata, venne fatto realizzare intorno agli anni centrali dell’Ottocento dal conte Tommaso Lauri. Si trattava di un vasto giardino dal disegno composito in cui brani di giardino formale, a impianto regolare, si inserivano all’interno del grande parco all’inglese, punteggiato da piccoli edifici e padiglioni in stile neogotico.
Le vicende storiche seguite alla morte del conte hanno contribuito al progressivo degrado dell’intero complesso che conserva, però, l’originaria forma geometrica definita, verso Sud, da un alto muro continuo, mentre la varietà delle specie arboree presenti testimonia la passione del conte per la botanica.
L’obsolescenza del giardino storico, e l’ipotesi di una nuova destinazione d’uso per l’intero complesso architettonico (un centro di produzione teatrale, per la musica e lo spettacolo) consentono un progetto d’intervento volto al recupero della struttura giardino storico in relazione alle mutate esigenze fruitive proprie degli spazi pubblici contemporanei.
Il progetto persegue, quindi, un duplice obiettivo: orchestrare e far coesistere l’essenza storica del luogo e attività di tipo sociale e culturale per creare, attraverso la loro mutua interferenza, un nuovo evento basato su tutta la dimensione del parco; modificare il funzionamento e l’immagine esteriore del complesso ripensando l’uso dei terreni liberi adiacenti, creando spazi per performances teatrali all’aperto, nuovi ingressi e parcheggi, spazi per la sosta, passeggiate e nuove aree verdi.
Compatibilmente alla destinazione culturale ipotizzata per il complesso architettonico, il parco diventa un Performing Arts Park, che evoca l’originario disegno composito del giardino grazie anche all’introduzione di nuove architetture (l’Anfiteatro, l’Auditorium, la Piazza) che, connesse da un grande ‘nastro’ centrale, aiutano a definire i confini e il carattere del parco.
Il parco è una messa in scena di diverse categorie di natura: aree in cui il programma è la natura stessa, dove la vegetazione domina e in cui si definiscono le categorie programmatiche del progetto: il bosco, il prato, il giardino didattico, lo spazio della rappresentazione. Blocchi o schermi di alberi e giardini agiscono come piani di diverse scenografie: contribuiscono a creare l’idea di diversi paesaggi, diverse situazioni con una forte identità autonoma, un’immediata riconoscibilità. Così la fascia verde che segna il confine Nord del parco produce l’effetto di un sipario. Attraverso variazioni di trasparenza e densità incornicia occasionali squarci, visuali verso il paesaggio agrario circostante e contribuisce a far abbandonare progressivamente l’idea di un parco storico chiuso in se stesso e indifferente a quanto lo circonda.
Nella dispersione, nell’accidentalità dell’insediamento periferico, il parco entra come elemento di identificazione, quasi si trattasse di una radura ricavata nella metaforica foresta della metropoli, divenendo un luogo di nuova socialità.