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Per valorizzare l’area archeologica di Porta Valle

Concorso di idee a Jesi

Andrea Sensoli

Lo spazio è caratterizzato da alcune preesistenze: un blocco lavatoio, le mura storiche e i reperti archeologici. Questi elementi diventano direttrici di suddivisione in una maglia irregolare di blocchi di cemento ad altezze diverse creando sedute per i passanti. Il lavatoio, sopraelevando il solaio di copertura, emerge rispetto agli altri.
Un velo di acqua lo percorre fino all’interno.
Da riflessioni sulla piazza come luogo di ritrovo e d’incontro è nata l’idea di utilizzare il lavatoio per realizzare un locale.
L’illuminazione evidenzia le preesistenze: una fascia di luce a terra corre lungo il perimetro delle mura mentre i blocchi seduta sono illuminati a ricordare i sottostanti reperti romani.

Paola Bravi – Mirko Duranti

Il nuovo ingresso a valle della città si apre come un sipario, lo spazio diventa il palcoscenico di eventi, proiezioni
e rievocazioni storiche, luogo di incontro caratterizzato da elementi architettonici che esaltano ritrovamenti
archeologici nascosti dal tempo.
Il verde riabbraccia le antiche mura, assieme ai nuovi percorsi e agli spazi ricreativi, restituendo valore all’accesso della città.
Gli assi fondamentali di aesis diventano elementi del progetto per rievocare le fondamenta della città; il decumano nella direzione di porta valle, mentre la parallela del cardo fuori le mura conduce all’ingresso pedonale.
Di sera lo scenario si veste di luci inattese; lo scavo con le sue impronte luminose affonda le sue unghie nel buio della notte, le mura illuminate si ergono imponenti sussurrando lo spirito del luogo: Jesi.

Massimiliano Procaccini

Undici getti d’acqua si alzano dalla piazza per 1,20 metri ad intervalli di tempo regolari, rinnovando la scenografia
di un angolo del centro storico di Jesi.
La differenza di quota dello “spazio ritrovo” è risolta con uno scavo che porta tutto ad una stessa quota.
Di notte tutto diventa un gioco di luci e riflessi d’acqua.
I getti schiumogeni sono illuminati da altrettanti faretti posti all’interno degli invasi circolari per la raccolta  ell’acqua mentre l’acqua in movimento lungo le incisioni vetrate  mettono in scena il gioco delle rifrazioni grazie ai faretti alogeni che proiettano sulle mura della città una danza di riflessi colorati.

Dott. ing. Eleonora Mazzalupi, responsabile del Procedimento

Durante dei lavori di scavo effettuati nel centro storico del Comune di Jesi nel novembre 2006 finalizzati alla pavimentazione di un’area a ridosso delle mura cittadine limitrofe a Porta Valle, sono stati rinvenuti dei resti di mura romane in buono stato di conservazione, che, presumibilmente, costituiscono un ulteriore tratto di mura cittadine fino ad oggi sconosciuto. La collaborazione con l’Università degli Studi di Camerino e con la Soprintendenza Archeologica delle Marche ha consentito di datare i rinvenimenti e di conoscere un po’ meglio questo periodo di storia cittadina. Questi Enti stanno tuttora procedendo con gli studi e le ricerche, in modo da ricostruire un ulteriore pezzo di storia, ricercando la continuità delle mura all’interno delle proprietà private, ecc… La profondità degli scavi e la particolarità dei rinvenimenti non consente di lasciarli in vista. E allora come si può valorizzare quest’area ed impedire che venga nuovamente dimenticata? Come si possono tramandare le importanti scoperte effettuate? Chiudere gli scavi e realizzare il parcheggio inizialmente progettato è un intervento riduttivo e semplicistico, che non rende merito a tutto quello che i nostri predecessori avevano realizzato sotto quell’area. Nasce così l’idea del Concorso, bandito dal Comune con lo scopo appunto di individuare la migliore idea progettuale che porti alla riqualificazione dell’area interessata dai rinvenimenti archeologici in zona Porta Valle, al fine di restituire l’intera area, compreso il vecchio lavatoio attualmente coperto, ma a tutt’oggi alimentato dall’acqua,  limitrofo all’area di scavo, alla piena fruibilità dei cittadini. Il concorso nasce quindi con lo scopo di raccogliere e mettere a confronto idee, proposte tecniche, economiche e culturali finalizzate a valorizzare e riqualificare lo spazio urbano di Piazzale San Marino, interessato dai recenti rinvenimenti archeologici di età romana, che ospita inoltre un vecchio lavatoio coperto, negli anni ’70, con un solaio in latero cemento. Attraverso il concorso l’Amministrazione Comunale ha inteso ridefinire il ruolo di questi luoghi, al fine di restituire agli stessi una rinnovata immagine e una nuova vitalità sia culturale che aggregativa. Gli obiettivi e le linee guida alla base del concorso vengono identificati nella superazione della divisione concettuale tra la conservazione architettonica ed urbanistica, riqualificazione urbana ed ambientale e la promozione dell’arte, tenendo conto della vocazione storico artistica della città, in particolare immaginandola come scenografia naturale di eventi di varia natura. Nel caso specifico, l’obiettivo è il ridisegno dello spazio inserito nel cuore del centro storico attraverso una proposta di riqualificazione urbanistica che rappresenti una corretta lettura del rapporto tra linguaggio architettonico contemporaneo e preesistenze storiche, capace inoltre di valorizzare e tutelare l’identità dei luoghi. Condizione per la partecipazione delle idee progettuali è l’integrazione tra disegno urbano, preesistenze archeologiche e contesto urbano recente, verde, illuminazione, pavimentazione, arredo urbano e socialità.
I vincitori del concorso sono: progetto 1° classificato: progettista arch. Andrea Sensoli, Firenze; progetti 2° classificati a parimerito: progettista arch. Massimiliano Procaccini, Jesi; gruppo costituito da: arch. Paola Bravi, Ancona e ing. Mirko Duranti, Ancona.

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