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Per vivere in pienezza la natura fluviale

Asse attrezzato di ampia fruibilità sull’Esino

Intervento: recupero, rivitalizzazione e valorizzazione
della ruralità fluviale nei territori dei Comuni consorziati al C.I.S.
Luogo: sponda destra del Fiume Esino,
nei Comuni di Castelbellino, Monteroberto e Maiolati Spontini
Progettisti: arch. Nicola Giulietti, ing. arch. Franco Luminari
Collaboratori: arch. Sergio Pasquinelli, ing. Gabriele Tittarelli, geol. Loretta Angelelli
Committente: Consorzio Intercomunale Servizi
e Amministrazione Provinciale di Ancona
Anno di redazione: 2003 – 2004
Anno di esecuzione: 2004 – 2005
Costo: 620.000,00 euro
Imprese esecutrici: F.lli Tagnani di Tagnani Fausto & C. snc, Subissati Arredotecnica srl
Dati dimensionali:
lunghezza del percorso ciclo-pedonale 5,1 km

Il percorso ciclabile e pedonale, tra Pantiere di Castelbellino e Moie di Maiolati Spontini, è fondato sugli obiettivi di un progetto generale.
– Realizzare un sistema mare-montagna ove gli interventi dei Comuni lungo il fiume Esino siano integrati da Falconara a Fabriano, costituendo un forte asse ambientale-turistico-economico attrezzato con una pluralità di servizi per gli appassionati della vita a contatto diretto con la natura e in particolare con l’ambito fluviale. Un itinerario da percorrere a piedi o in bicicletta nella necessaria libertà e sicurezza, riscoprendo testimonianze di archeologia industriale, emergenze storico-architettoniche, nonché per conoscere e apprezzare i tipici prodotti enogastronomici del territorio, oltre a raggiungere “agevolmente” i limitrofi Castelli.
– Costituire un sistema trasversale, intervallivo, per collegare le valli dell’Esino, del Misa e del Musone. Un asse turistico a rete di forte spessore quale meta apprezzata da turisti anche europei.
La pista ciclopedonale realizzata è un elemento di tale progetto generale. Sono stati utilizzati i “percorsi” esistenti, realizzati tracciati “ex novo” in sede propria e, ove possibile, in prossimità del fiume Esino. Si è dunque creata una struttura legata all’ambito fluviale che usufruisce di viste, soste e penetrazioni su tale infrastruttura naturale. Il tracciato – di larghezza di 2,50 m e lunghezza di 5,18 km – si snoda in un contesto variegato e quindi ha soluzioni “puntuali”. È caratterizzato da:
– qualità ambientale. Del contesto prettamente “rurale” sono state utilizzate le parti alberate e  prossime al fiume Esino;
– nodi di scambio con parcheggi per autoveicoli per arrivare ai percorsi con vari mezzi, garantendo quindi una  fruizione flessibile. Nei box presenti si acquisiscono le informazioni di carattere turistico;
– sicurezza con ambiti ben definiti e dotati, ove necessario, di protezioni laterali; pavimentazione sufficientemente compatta per evitare rischi di sbandamenti e/o cadute.
Tale pavimentazione, date le peculiarità ambientali e paesaggistiche dei luoghi, ha il sottofondo in stabilizzato calcareo e sovrastante impregnazione a freddo con bicomponenti a preponderante presenza di graniglia. È quindi affidabile nel tempo e richiede sporadici  interventi di manutenzione.  Sono presenti due ponti – uno con luce di 6 m e l’altro di 22 m – e diverse aree di sosta e ristoro. L’inizio del percorso, nei pressi di un vivaio, è adiacente a un ambito per parcheggi e sosta; poi si snoda  sino all’ambito fluviale e prosegue, ove la morfologia lo ha consentito, lungo il fiume Esino o il canale Pallavicino. È inserito tra il bordo di terreni agricoli e la tipica vegetazione del fiume Esino. Attraversa un pioppeto, il parco attrezzato e un suggestivo pergolato alboreo; si snoda poi sulla fascia verde a ridosso del canale Pallavicino. Nel tratto adiacente la pubblica strada il percorso è in sede mista sino al Rotone, nei pressi della Chiusa Pallavicino e a ridosso del Parco fluviale di Moie. Qui si ha un nodo di scambio, già attrezzato, sul quale si innestano diversi assi viari, potendo raggiungere il percorso pedonale naturalistico realizzato dal Comune di Maiolati Spontini e il percorso ciclabile delle Fonti nel Comune di Monteroberto.  Tale variegata struttura è uno dei pochi esempi, nell’area, di attrezzature pubbliche ad alta fruizione; nasce quindi da un impegno finanziario ben mirato. Il percorso ciclo-pedonale nel verde della fascia fluviale e a ridosso della “disegnata” campagna marchigiana ha soddisfatto un’esigenza sentita dalla collettività: variegate possibilità di svago e attività motorie in un ambito fortemente naturalizzato. È frequentato – a piedi, in bicicletta, in risciò, in fase di riposo e lettura – dai più giovani ai più anziani, persone diverse per età e attività, ma accomunate dalla contemporanea fruizione di tale ambito che è anello di congiunzione e riconciliazione tra la natura e l’uomo.

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