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Pescetrulli tra gli ulivi

‘Scatole viventi’ tra architettura, arte e design

Intervento: nuova costruzione di case per vacanza
Luogo: Carovigno (BR)
Progettisti: Gaetano Pesce (New York), Gabriele Pimpini (Venezia) e Cosimo Cardone (Ostuni)
Committente: Caterina Tognon per START (Associazione Culturale Arte Contemporanea)
Anno di redazione: 2006 – 2007
Anno di esecuzione: 2007 – 2008
Costo: 50.000,00 euro
Imprese esecutrici: opere edili e impianti:
geom. Marco Cavallo, Ostuni (BR); schiumatura poliuretano: Mion F.lli snc, Lozzo Atestino (PD); falegnameria:
Demattia Damiano & Leo snc Pieve di Livinallongo (BL)
Dati dimensionali: 135 mq
Caratteristiche tecniche particolari:
basamento in calcestruzzo; struttura in pannelli
di multistrato marino e travi e pilastri in abete lamellare;
pareti e copertura in schiuma di poliuretano espanso
spruzzato in opera (sp 30 cm – densità 70kg/mc)
Pescetrulli tra gli ulivi
‘Scatole viventi’ tra architettura, arte e design
Foto: Enzo Palumbo

Al fine di ottenere il massimo valore aggiunto in termini di qualità artistica in continuità con il lavoro di ricerca nelle arti visive contemporanee, campo di cui si occupa il committente Caterina Tognon per START (Associazione Culturale Arte Contemporanea), si è fortemente voluta la collaborazione di Gaetano Pesce per la sua nota capacità di operare in modo trasversale negli ambiti, solitamente tenuti ben distinti, delle arti visive (pittura e scultura), dell’architettura e del design.

Gaetano Pesce, chiamato a intervenire in un ettaro di uliveto a Carovigno, nella campagna vicino Ostuni (BR) e coadiuvato dagli architetti Gabriele Pimpini e Cosimo Cardone per la realizzazione e l’intera progettazione fino ai disegni esecutivi di dettaglio, dichiara con fermezza la necessità d’intervenire (anche in un ambito così ricco di storia come l’Italia) con un’architettura contemporanea. Altro punto fermo, l’inopportunità intellettuale di trasformare i ‘trulli’ (primitive costruzioni rurali autoctone) in residenze attrezzate secondo gli standard di comfort attuali. Il progetto tiene conto del volume esistente di un fabbricato rurale tipo trullo che rimane inalterato ed interessato unicamente da lievi interventi manutentivi.

Sarà utilizzato come contenitore/scrigno per un’opera d’arte. Si prevede la realizzazione di quattro nuovi corpi di fabbrica appoggiati su una pedana/soletta di cemento la cui forma planimetrica fortemente irregolare, sembra modificarsi proprio per lasciare spazio, nelle sue insenature, agli alberi di fico, mandorlo e ulivo preesistenti. Ciò al fine intervenire con leggerezza senza “pesare” sul terreno e senza intaccarlo fisicamente, quasi a volerne rispettare l’integrità e la continuità in termini di vegetazione spontanea. Gli architetti assimilano i nuovi volumi a quelli imponenti degli ulivi secolari, presenti in gran numero nelle immediate adiacenze, che prendono forme geometriche a volte quasi “cubiche”. Nella ricerca di morbidezza e smussatura di angoli realizzano le superfici esterne dei nuovi volumi in poliuretano espanso. Da notare come tutto il lavoro dei progettisti si concentri sulla ricerca di questi nuovi materiali, chiamati “della modernità”.

L’utilizzo del poliuretano espanso, definito versatile, isolante ed eco-sostenibile, è anche mirato al fine di ottimizzare l’accumulo di energia termica solare ottenendo un fabbricato passivo dal punto di vista energetico e consentendo così di ridurre quasi a zero l’utilizzo di riscaldamento in inverno e raffrescamento in estate. Gli altri due corpi di fabbrica più piccoli che svolgono la funzione di servizi sono interamente rivestiti, in maniera irregolare, da piccoli specchi formato cm15x15, con il triplice effetto di rimandare intuitivamente alla funzione, di rispecchiare l’ambiente circostante e di scomparire quale forma umana nelle forme naturali. Queste architetture sembrano essere oggetti di design cambiati di scala.

“Scatole viventi” – così si potrebbero quasi definire per spiegare l’esigenza di Pesce di dare a tutta la sua produzione creativa sembianze velatamente umane. Se si guarda con attenzione nel suo passato di architetto-artista si scoprono straordinarie architetture dove quasi tutto è antropomorfo: Pesce vuole raccontare, con l’architettura e il design, la storia delle persone e per far questo, tali le fa diventare. Al centro c’è l’uomo con la sua storia; l’architettura è lì per raccontare. Qui i due volumi grandi assumono, velatamente e con grande ironia, le sembianze di un uomo e una donna, casa ritratto dei committenti; due grandi facce piene di espressività. Così la scelta dei colori diventa gioco forza: azzurro lui e rosa lei a rafforzare l’identità di questi due personaggi.

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